Holy Motors


Il sorprendente gioco delle identità
Uno, nessuno e centomila. Chi è Monsieur Oscar, faccia da martire, assassino o psicopatico lombrosiano di Denis Lavant? Nel «covo» della sua Lincoln Limousine, camerino di trucco e monolocale dormitorio, condotta dal una matura segretaria, Oscar gira per. Parigi erogando prestazioni di identità: freddo uomo d’affari, schifoso Mr. Hyde di cimiteri e fogne, stuntman per realtà virtuali, severo padre operaio di una ragazza timida e bugiarda, omicida dell’est in canottiera e coltello, malinconico protagonista di una vicenda d’amanti senza domani. È vero che si entra nella giornata di Oscar da una parete (specchio d’Orfeo alla Cocteau) che si apre su una vecchia sala cinematografica, ma qualcosa ci porta oltre il cinema. E una delle più profonde associazioni tra identità, professione, maschera, azione, finzione nel lavoro (autodistruttivo) dell’attore. La cosa sorprendente e coinvolgente, per una via che sospende la realtà e include il sogno, è che questa associazione, mentre trascende l’attore, veste la coscienza di ogni uomo. Dal fulminante poeta di “Gli amanti del Pont Neuf’. Risveglia.

Silvio Danese

Titolo originale: Holy Motors
Nazione: Francia, Germania
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 115′
Regia: Leos Carax
Cast: Denis Lavant, Edith Scob, Eva Mendes, Kylie Minogue, Cordelia Piccoli, Elise Lhommeau
Produzione: Pierre Grise Productions, Theo, Arte France Cinéma, Pandora Film, Wdr/Arte
Distribuzione: Movies Inspired
Data di uscita: Cannes 2012
06 Giugno 2013 (cinema)
Trailer:

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