RecensioniTeatrali: Dalla Terra alla Luna


Jules Gabriel Verne. Jacques Offenbach. Georges Méliés. Una strana e sacra trimurti  fra arti e lettere assortite, Ma che cosa hanno in comune questi tre uomini, a parte la francesità (anche se Offenbach era nato Jacob e soltanto dopo fu naturalizzato francese)?
L’immaginifico Verne, cui avrebbe dedicato una poesia anche il nostro crepuscolare Guido Gozzano, nel 1863 diede alle stampe Dalla Terra alla Luna, postulando una rotta verso il nostro satellite ben 106 anni prima rispetto all’approdo sul suolo selenico e a Questo è un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità pronunciato da Neil Armstrong di Apollo11. Offenbach, nume tutelare della musica popolare, nel 1875 licenziò l’operetta Le Voyage dans la lune, Méliès, pioniere del cinematografo e artista visionario, nel 1902 creò in pellicola un immortale capolavoro, il cui titolo era omonimo del lavoro di Offenbach.
A fare di questa avventurosa vicenda una preziosa sintesi e una splendida reinterpretazione sono intervenute le marionette di Carlo Colla & Figli in scena ora proprio con Dalla Terra alla Luna al Piccolo Teatro Grassi.
A dire il vero, questo spettacolo è stato sempre uno dei cavalli di battaglia della pregiatissima Compagnia Marionettistica (già lo rappresentava alla fine dell’Ottocento al Teatro Girolamo di Milano), vanto della nostra tradizione culturale; artigianato e arte che si compenetrano perfettamente, con un esito magico per i sensi e l’intelletto di chi ha la fortuna di assistere a uno dei loro eventi, non a caso ospitati sovente dal prestigioso Piccolo Teatro di Milano.
La trama di Dalla Terra alla Luna per opera dei Colla è semplice, ma lo svolgimento, fra scene, scenografie e costumi, marionette a rappresentare i più disparati tipi, musiche e ambienti che mutano in continuazione, è fantasmagorico e il divertimento più che assicurato (e anche l’adulto è costretto a stupirsi e meravigliarsi…). Capriccio, il figlio del re di Vlanandia (dispoticamente simpatico; per contro la regina è una insostenibile piagnona), brama per avere la luna. Non potendo ovviamente entrarne in possesso o trasferirla sulla Terra, si opterà per la fabbricazione di un proiettile-razzo che, sparato da un cannone, condurrà il principino, accompagnato dal ministro Microscopio e dal buffone di corte, sul nostro satellite dove tutti troveranno… una congerie di personaggi usciti dalla fantasia più fervida, accompagnata da un umorismo talora sfrenato e talvolta da una sottile ironia, che mette alla berlina i costumi degli umani. Happy end garantito.
“E poi c’era il mondo della Luna, con i suoi paesaggi, le terrazze aeree, le sale dorate, un’occasione squisitamente teatrale per invenzioni fantastiche e per dialoghi densi di ironia, talora anche amara, sugli usi e sui costumi del mondo terrestre in stridente antitesi con il magnifico mondo lunare. […] Con questa edizione, ripresa da Eugenio Monti Colla nel 1993 e presentata al Festival dei Due Mondi di Spoleto, si è voluto accentuare non soltanto il gusto teatrale legato al fenomeno della féerie musicale, anticipatrice di quello che sarebbe stato il genere operettistico prima, e della commedia musicale poi, ma, soprattutto, il carattere parodistico caro allo spettacolo di marionette, che diede vita a un ricchissimo filone teatrale in cui venivano trattati argomenti politici e sociali e, più generalmente, tutta l’attualità dalla fine del XIX secolo agli anni della censura fascista”.
La stagione della Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli proseguirà con L’isola del tesoro: 100 personaggi e 18 cambi di scena, 110′ incluso l’intervallo, dall’11 gennaio sino al 2 febbraio 2020, all’Atelier Carlo Colla & Figli (via Montegani 35/1, Milano, MM2-Linea verde, fermata Abbiategrasso).
Se non temete il bambino che è in voi, andate a vedere le marionette dei Colla.

Alberto Figliolia

Dalla Terra alla Luna, Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli. Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2, Milano (M1-Linea rossa, Cairoli o Cordusio/tram 1, 3, 4, 7, 12, 14, 16, 18, 19, 27-bus 57, 58). Fino al 5 gennaio 2020.
Musica di Corrado Gualtieri. Direzione e revisione musicale a cura di Danilo Lorenzini. Scene di Ugo Bellio, Achille Lualdi, Antonio Rovescalli e Cesarino Monti, ripristinate e integrate da Franco Citterio. Costumi di Carlo II Colla e Eugenio Monti Colla (alcuni costumi sono realizzati nell’ambito di un progetto didattico che ha coinvolto studenti e insegnanti dell’Istituto Professionale Kandinsky di Milano). Direzione tecnica di Tiziano Marcolegio. Luci di Franco Citterio. Regia di Eugenio Monti Colla ripresa da Franco Citterio e Giovanni Schiavolin. I marionettisti: Franco Citterio, Maria Grazia Citterio, Piero Corbella,   Camillo Cosulich, Debora Coviello, Carlo Decio, Cecilia Di Marco, Tiziano Marcolegio, Pietro Monti, Giovanni Schiavolin, Paolo Sette e Lorenzo Schiavolin; apprendiste marionettiste: Veronica Lattuada, Michela Mantegazza. Voci recitanti (edizione registrata nel 1993): Marco Balbi, Roberto Carusi, Fabio Mazzari, Lisa Mazzotti, Gianni Quillico, Franco Sangermano. I musicisti (edizione musicale registrata nel 1993): Danilo Lorenzini, Luca Santaniello, Igor Manuele Congedo, Antonio Papetti. Cantanti: Sonia Turchetta, mezzosoprano; Filippo Pina, tenore; Marco Elisetti, baritono.
Orari: da sabato 28 dicembre a domenica 5 gennaio ore 16, mercoledì 1 gennaio riposo.
Prenotazioni: tel. +39.02.4241.1889
Tel. promozione pubblico e proposte culturali: 02.72.333.216 (per acquisti e prenotazioni al telefono, pagamento con carte di credito, applicazione di una prevendita pari al 5% del prezzo del biglietto).
Biglietti: platea intero euro 25/ridotto fino a 25 anni euro 17/ridotto anziani euro 12,50/ridotto ragazzi fino a 12 anni euro 10//balconata intero euro 22/ridotto fino a 25 anni euro 15/ridotto anziani e ragazzi fino a 12 anni euro 10.

 

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