Teatro: Nove di Edoardo Erba


Recensione teatrale “Nove “brevissime commedie, forse pensate per diventare “Nove lunghissime commedie” di Edoardo Erba

nove-7A cura di Alberto Figliolia
Un giretto per l’Ikea oppure su una spider con una malata di xeroderma pigmentoso. Le farfalle sono animaletti volanti che, posatisi al suolo, possono rivelarsi estremamente pericolosi, soprattutto per la curiosità dei bambini. E che dire della setta degli Anatristi, che vorrebbero insidiare l’unico vero culto, ossia quello di Topolino (vedi l’Almanacco di agosto di un imprecisato anno pre-Apocalisse?).
Del resto Italia-Germania del ’70 all’Azteca non è finita 4-3 per l’Italia, bensì 3-4 a sfavore degli azzurri, e per trent’anni si può aver dimenticato d’essere omosessuali. Potremmo anche discettare di come far sparire senza volerlo e senza trucchi una colonna nel deserto e pure un’amante divenuta troppo querula e ingombrante. Occhio, però, che i kidnappers – agghiaccianti figure – son dietro l’angolo e non meno pericolosi se temporaneamente collocati in un letto d’ospedale. E, soprattutto, mai fidarsi delle apparenze: dietro il camice di un dottore potrebbe celarsi uno scioglitore… Tuttavia, anche post mortem, c’è speranza: basta, semplicemente, sedersi su una panchina in un parco, sotto la neve che dolce e soffice cade, e con calma scegliersi in quale ventre materno reincarnarsi.
Sono gli episodi di Nove, pièce in nove atti di Edoardo Erba in scena, per la regia di Mauro Avogadro, al Teatro Litta di Milano: meno di una decina di minuti per ogni atto autoconclusivo. Una rappresentazione della infinita commedia umana, trattata coi modi della satira, della surrealtà e dello humour nero, con il macabro a far sovente capolino a sottolinearne vieppiù vizi e situazioni, solitudini e compressioni, assurdità diffuse, piccoli grandi orrori e pregiudizi. Con una chiusa, in ogni caso, soave, a offrire un margine di speranza a questo crudele, storto e cinico mondo.
Un lavoro originale, rapido ma mai frettoloso, con scenografie che si sviluppano in maniera fantasiosa, in bella commistione con il recitato. E i due attori, Massimiliano Franciosa e Claudia Crisafio – one man & one woman show – sono sempre all’altezza dei più vari registri interpretativi.

Alberto Figliolia

Nove di Edoardo Erba. Compagnia Umberto Orsini. Con Massimiliano Franciosa e Claudia Crisafio. Teatro Litta, corso Magenta 24, Milano. Fino al 4 dicembre
Orari: da martedì a sabato ore 20:30; domenica 16:30; lunedì riposo.
Info: tel. 0286454545, e-mail biglietteria@mtmteatro.it, sito Internet  www.mtmteatro.it

Note di regia: “Nove “brevissime commedie, forse pensate per diventare “Nove lunghissime commedie”. Per ora sono un originale “esercizio di stile d’autore” che offre al regista ed ai due funambolici attori, coadiuvati dalla visionarietà della scenografa virtuale e dal gusto raffinato della costumista, la possibilità di giocare, tra finto o involontario cinismo e sano o italico sentimentalismo, con il linguaggio del teatro.”

Mauro Avogadro

“Massimiliano Franciosa e Claudia Crisafio. Due attori alla prova del Nove. Questa è la scommessa dello spettacolo. Perché interpretare nove ruoli diversi in una serata è una carognesca trappola tesa dall’autore. Un salto mortale nel vuoto. Ma da sotto Mauro Avogadro ha curato ogni piccolo movimento. L’esecuzione sarà perfetta.”

Edoardo Erba

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