A volte pensi di sapere cosa aspettarti da un autore, poi arriva un libro come Polimeri e ti ricorda che la sorpresa è la parte migliore della lettura.
Conosco bene la scrittura di Roberto Saporito, i suoi silenzi, le pause dense di significato, i personaggi che si muovono in spazi sospesi… quindi, aprendo Polimeri non sapevo cosa aspettarmi, ma fin dalle prime pagine ho percepito qualcosa di diverso, una tensione sotterranea che cresce lentamente e ti accompagna fino all’ultima riga.
La storia ruota attorno a un attore italo-americano di mezza età, una carriera fatta di successi intermittenti e di occasioni che brillano per poco; uno spot pubblicitario, una serie televisiva, persino un remake americano de “La grande bellezza”. Si muove tra Roma, New York e Los Angeles, e in queste città Saporito disegna scenari che sembrano set cinematografici: luci fredde, atmosfere rarefatte, dialoghi che paiono prove di copione più che conversazioni reali. Un mondo fatto di plastica, apparenze e relazioni provvisorie, ma anche di vuoti che scavano dentro.
La parte che più mi ha colpito è il mistero, quando un uomo inizia a controllare la casa dove abita il protagonista. Non c’è un motivo evidente, è un’ombra che si insinua nella quotidianità e che diventa un gancio narrativo potentissimo. Non voglio rivelare troppo, perché la scoperta del “perché” è una delle soddisfazioni della lettura, ma posso dire che il percorso per arrivarci è teso, stratificato e mai banale.
Il protagonista non è un eroe, è fragile, disincantato, e i rapporti che lo circondano, soprattutto quello con la figlia, sono segnati da silenzi, distanze e parole non dette. Saporito riesce a restituire questa incomunicabilità senza forzature, facendo vivere il non detto come parte integrante della narrazione. Gli incontri fugaci, i momenti sospesi, le conversazioni interrotte diventano un tessuto narrativo che racconta più di quanto sembra.
Polimeri è un romanzo che mescola con naturalezza il noir psicologico con il dramma intimo e la satira del mondo dello spettacolo, c’è della suspense ma non fine a sé stessa sembra essere un mezzo per scavare nelle fragilità umane, nei meccanismi dell’illusione e soprattutto nella sottilissima linea che separa realtà e finzione. Il titolo stesso evoca materiali sintetici, costruiti e artificiali, esattamente come certe vite e certe identità che il libro racconta.
Alla fine, devo ammettere che Saporito mi ha sorpresa. Pur conoscendo la sua scrittura, qui ho trovato un equilibrio nuovo, l’introspezione che già amavo nei suoi libri precedenti si intreccia a un ritmo narrativo più serrato, quasi filmico. Polimeri è un romanzo che si legge con il fiato sospeso, ma che lascia dentro qualcosa di più profondo: la sensazione che, dietro la patina lucida delle nostre esistenze, si nascondano zone d’ombra che valgono la pena di essere guardate in faccia.
Titolo: Polimeri
Autore: Roberto Saporito
Prezzo copertina: € 15,00
Editore: Cose Note Edizioni
Data di Pubblicazione: 6 giugno 2025
EAN: 9791281556096
ISBN: 1281556092
Citazioni tratte da: Polimeri di Roberto Saporito
Non bisognerebbe fare figli se poi non si ha l’intenzione di seguirli, se non si ha l’intenzione di dare loro l’attenzione che si meritano.
Dovrebbero istituire una sorte di patente per padri e magari anche per mariti, dei corsi obbligatori con diploma finale, se non ti diplomi padre, e marito, non potrai mai diventarlo. (pag 44)
Il denaro compra tutto, non solo il superfluo, Compre anche la libertà dal fardello del prossimo. Poter scegliere quando far parte del mondo e quando no. Quando avere una vita sociale e quando no. In pratica non essere costretti ad ascoltare qualcuno che russa a pochi metri di distanza da te senza poter far nulla. (pag 70)
Katia Ciarrocchi
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