Doppia personalità
Benché l’ambiente dei suoi romanzi sia sempre lo stesso (Sestri Ponente) e sebbene il periodo storico resti invariato (anni ‘50 e ‘60) Renzo Bistolfi riesce a creare delle trame che non sono ripetitive. E’ così a maggior ragione in Quel signore così per bene in cui è impossibile non notare l’assenza di tre personaggi assai riusciti, e mi riferisco alle sorelle zitelle Devoto, protagoniste la cui indovinata caratterizzazione contribuisce non poco al favore incontrato nei lettori, per non parlare della presenza di un nuovo investigatore, il commissario di polizia Carlo Maffei in luogo del maresciallo Primo Galanti.
Ricorrere a nuovi protagonisti indubbiamente costituisce un azzardo, soprattutto quando quelli vecchi e consueti hanno ormai diversi estimatori, ma Renzo Bistolfi ha preferito osare e forse ne è uscito il suo romanzo migliore, tutto imperniato sul personaggio principale, il bancario in pensione Tarcisio Marcenaro, un uomo del tutto prevedibile che a detta di chi lo conosce, sia pure superficialmente, è un signore veramente per bene, serio, preciso, corretto, tutto dedito all’assistenza della moglie relegata su una sedia a rotelle.
Quest’uomo, mite e metodico, ha la disavventura di assistere a un delitto e ora teme, quale testimone, che l’assassino lo sopprima. Nasce così un giallo la cui trama è una serie di perfetti incastri, con una soluzione che arriva non del tutto imprevista e perfettamente logica. Le paure di quest’uomo, ma anche la sua doppia personalità, sono descritte in modo perfetto dall’autore, capace di scavare nella psiche, rivoltandola come un calzino e portando alla luce verità nascoste in un romanzo che per certi aspetti e per il suo indubbio valore può essere paragonato ai migliori noir di Simenon, primo fra tutti I fantasmi del cappellaio.
Non so se Bistolfi fosse consapevole di realizzare un’opera di elevato pregio o fosse il fine del suo lavoro, ma quel che è certo è che se tutti gli altri suoi romanzi sono di buona qualità e di gradevole lettura, questo va ben oltre, grazie all’intensità dello scritto, alla profondità che impone riflessioni sia sul rapporto fra il bene e il male, sia sull’apparenza che prevale sulla realtà.
Tarcisio Marcenaro non è uno dei tanti personaggi letterari, è un personaggio che si stacca dagli altri, senza però essere impossibile, perché se a tratti può apparire come la caricatura di un bancario, più spesso si finisce con il vederlo come un individuo complesso, le cui caratteristiche sono frutto di un attento studio letterario.
E’ indubbio che il libro è ampiamente meritevole di lettura.
Titolo: Quel signore così per bene. Ovvero, tanto rumore per nulla
Autore: Renzo Bistolfi
Prezzo copertina: € 16,00
Editore: TEA
Collana: Narrativa Tea
Edizione: 2
Data di Pubblicazione: 10 maggio 2024
EAN: 9788850269020
ISBN: 8850269021
Pagine: 256
Renzo Bistolfi, nato a Genova nel 1954, è stato uno scrittore italiano. Appassionato di teatro, ha fatto l’attore in una compagnia amatoriale. Dal 2007 ha cominciato a scrivere e pubblicare le storie che lo hanno sempre appassionato, distinguendosi anche come talentuoso narratore di audioblibri.
Fra i suoi romanzi si ricordano: Il fantasma della palazzetta (Lampi di Stampa, 2010), I garbati maneggi delle signorine Devoto ovvero un intrigo a Sestri Ponente (Tea, 2015), Il coraggio della signora maestra (Tea, 2016), Le spedizioni notturne delle Zefire (Tea, 2019), L’ultima briscola (Tea, 2020), In vacanza con la zia Colomba (Tea, 2023), Quel signore così per bene. Ovvero, tanto rumore per nulla (Tea, 2024).
Renzo Bistolfi si è spento nel 2024.
«Le cose che invece mi affascinano sono i luoghi e il periodo storico in cui faccio affluire la vicenda. Genova è la protagonista indiscussa e le mura domestiche dei palazzi, assieme alle relazioni con i personaggi, sono gli elementi indissolubili dei mie romanzi.» – Renzo Bistolfi, Il Secolo XIX
