Marcello Fanfoni – Novella

Tra letteratura, desiderio e visioni grottesche: Novella di Marcello Fanfoni
E se la letteratura non fosse soltanto un modo per raccontare la vita, ma il tentativo di comprenderla, giustificarla e, qualche volta, sfuggirle?
È una domanda che attraversa Novella (Robin Edizioni) di Marcello Fanfoni, romanzo in cui le vicende di uno scrittore inquieto si intrecciano con passioni travolgenti, interrogativi filosofici e incursioni nei territori del grottesco e del surreale. Al centro c’è Manrico Cipressi, uomo di vasta cultura e di appetiti intensi, che sembra voler sottoporre ogni esperienza al vaglio del pensiero, salvo poi scoprirsi vulnerabile proprio là dove crede di poter esercitare il maggiore controllo: nei sentimenti. Intorno a lui, Fanfoni costruisce una narrazione anticonvenzionale, che alterna la storia principale a episodi autonomi e registri diversi, facendo dialogare eros e metafisica, ironia e inquietudine, cultura e istinto. Il risultato è un libro che non si accontenta di raccontare le contraddizioni umane: le porta in primo piano, le esaspera e le trasforma nella materia stessa della sua scrittura.
Manrico Cipressi è un autore che vive la letteratura come una componente essenziale della propria esistenza. Non è un semplice osservatore delle vicende che lo coinvolgono: le attraversa con partecipazione assoluta, le analizza, le trasforma in materia di riflessione e, talvolta, sembra incapace di prendere le distanze da esse. Il suo rapporto con le donne, in particolare, mette in luce una contraddizione persistente: l’intelligenza e la cultura non garantiscono una maggiore lucidità quando entrano in gioco i sentimenti. Manrico può ragionare a lungo sull’amore, ma questo non significa che sappia riconoscerne sempre i meccanismi, né che riesca a sottrarsi alle proprie illusioni.
È proprio questa distanza tra pensiero e comportamento a conferire ancora maggior spessore al protagonista. Le sue convinzioni vengono continuamente messe alla prova dall’esperienza, mentre il desiderio si rivela una forza capace di condizionare giudizi, scelte e visioni del mondo. Fanfoni non costruisce un personaggio esemplare, da ammirare senza riserve, ma una figura contraddittoria, a tratti provocatoria, le cui debolezze diventano parte integrante del racconto. Anche i dialoghi sentimentali si trasformano spesso in confronti su questioni più ampie: la morale, la religione, la natura umana, la possibilità di vivere secondo regole diverse da quelle imposte dalla società.
Un elemento distintivo del libro è il dialogo continuo con la cultura. Tra le pagine di Fanfoni, infatti, la musica non costituisce soltanto un riferimento evocativo: i Quadri di un’esposizione di Musorgskij forniscono una vera e propria architettura alla narrazione. I titoli dei brani riemergono nell’organizzazione dei capitoli e degli intermezzi, creando un percorso fatto di episodi autonomi e richiami reciproci. Accanto alla vicenda di Manrico trovano spazio altri racconti, talvolta lontani dal realismo della trama principale, che ampliano il campo d’azione del romanzo e ne moltiplicano le prospettive.
La varietà dei registri è notevole. Il testo passa dalla conversazione filosofica alla scena teatrale, dalla dimensione fiabesca a quella grottesca, senza rinunciare a momenti apertamente provocatori. Persino le situazioni più surreali diventano occasioni per mettere in discussione certezze e convenzioni. La letteratura, la mitologia e la religione alimentano questo gioco di rimandi, mentre la presenza di Satana introduce una figura particolarmente singolare, capace di spostare ulteriormente i confini tra ironia, provocazione e riflessione metafisica. La prosa rispecchia questa impostazione: è abbondante, ricercata, incline alle digressioni e alle descrizioni minuziose. Fanfoni non ha fretta di arrivare al punto e lascia che le idee si accumulino, si contraddicano e si rincorrano. Anche l’erotismo, esplicito e centrale, partecipa a questa poetica dell’eccesso: non resta confinato alla dimensione fisica, ma si intreccia con il bisogno di possesso, la gelosia, l’immaginazione e il rapporto tra desiderio individuale e norme collettive.
Novella richiede quindi un lettore disposto a lasciarsi coinvolgere da una scrittura che non cerca la semplicità e non teme di spiazzare. La sua originalità sta nella capacità di accostare forme e argomenti lontani, facendo della vicenda privata di Manrico uno spazio in cui si incontrano cultura, istinto e interrogativi sull’esistenza. Più che offrire una visione pacificata dell’amore o dell’essere umano, il romanzo ne mette in scena le incoerenze, lasciando emergere una domanda di fondo: quanto conosciamo davvero noi stessi quando sono le nostre passioni a guidarci?

Titolo: Novella
Autore: Marcello Fanfoni
Prezzo copertina: € 26,00
Editore: Robin Edizioni
Collana: Robin&sons
Data di Pubblicazione: 16 settembre 2026
EAN: 9791257145606
ISBN: 1257145606
Pagine: 652

Chi è Marcello Fanfoni?

Marcello Fanfoni, nato a Magenta nel 1974, è romanziere, critico letterario e traduttore. Appassionato di letteratura, ha approfondito in particolare l’opera di James Joyce, a cui ha dedicato Nel cuore della città di Joyce. La Dublino di Ulysses(Book Time, 2017) e James Joyce e il cinema (Book Time, 2022). Nel corso della sua attività ha pubblicato anche il romanzo Dio liberato (Robin Edizioni, 2022) e il libro per ragazzi Il caso della vecchia spilorcia (Einaudi Ragazzi, 2022). Nel 2024 ha curato, tradotto e annotato per La Vita Felice un’edizione di Notti egiziane e altri scritti incompiuti di Aleksandr Puškin. Con Robin Edizioni ha pubblicato anche Il bambino che si innamorava troppo e Novella, confermando un percorso letterario che attraversa generi e registri narrativi differenti.

Recensione di Alessia Rossi

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