Recensione: Ivana Tomasetti – Identità alla sbarra


La sua vita aveva testimoniato che l’identità si costruisce, col caso, col desiderio, con la volontà, con l’inganno a cui tutti alla fine, avevano creduto, perfino lui stesso.
Eppure dentro la popolarità e la curiosità pettegola, che lo avevano circondato, si leggeva una certa ammirazione per il coraggio e l’intelligenza che gli avevano permesso di appagare il desiderio segreto di molte persone: poter scegliere.

Identità alla sbarra è l’opera prima di Ivana Tomasetti frutto di grande ricerca storica, un libro contro la guerra, ma soprattutto un libro contro la violenza sulle donne.

Tratto da una storia vera, quella di Maria Teresinha Gomes: nata nel 1933 vicino a Madeira, Portogallo. Appena sedicenne scappò da casa e tutti la diedero per morta. Si ignora come abbia vissuto fino al 1974 quando, approfittando della gran confusione dovuta non tanto alla festa del carnevale ma piuttosto alla fine imminente ed annunciata del regime di Salazar, Maria Teresinha ricomparve travestita in alta uniforme e con la nuova identità di “generale Tito Aníbal da Paixão Gomes”. Il “General Tito”, come da quel momento tutti la conobbero, si accasò pure con tal Joaquina Costa, un’infermiera, in un matrimonio “ratum sed non consummatum” (la “moglie” spergiurò che non si era mai accorta di nulla se non dopo 15 anni di convivenza…), e si guadagnò da vivere chiedendo soldi in prestito e vantando inesistenti investimenti societari e terrieri, cioè sostanzialmente truffando, ben protetto dalla sua condizione altolocata e dai modi educati, colti e raffinati che ostentava.
La sgamarono solo nel 1993, quasi 20 anni dopo, ed il processo – al quale Maria Teresinha Gomes presenziò sempre vestita da uomo – divenne un evento mediatico. La condannarono ad una breve pena detentiva e lei/lui si ritirò in un paesino isolato, tanto isolato che nel 2007 il General Tito fu ritrovato morto, in avanzato stato di decomposizione. Nessuno si era più ricordato di lei/lui. (https://www.antiwarsongs.org/)

Ivana Tomasetti romanza la storia di Maria Teresinha Gomes ma non si allontana mai dalla vicenda che fece tanto scalpore.
La narrazione inizia prima della nascita di Teresa, quando una famiglia umile e che vive del lavoro nei campi è segnata dalla perdita del piccolo Tito, fratello di Teresa, la quale saprà di questa tragedia quando già grandina e non dalla sua famiglia. La sua è una famiglia dove la donna non ha parola e deve sottostare alle cattiverie (spesso e volentieri) di un uomo padrone.
L’autrice usa una scrittura leggiadra e lieve come il raccontare una favola, ma come tutte le favole nel racconto si nascondono delle trame di disgrazia.

“I genitori non riescono a comprendere i nostri piccoli pensieri perché hanno i loro che sono molto più importanti. Faremo così anche noi, quando avremo i nostri figli, ti pare?” Teresa rifletteva a voce alta.

La leggiadria della giovinezza, la bellezza della scuola, il battito del cuore del primo amore, si avvicenda all’ infelicità famigliare nella sua chiusura mentale, ma la piccola Teresa imparerà l’arte del ricamo, che gli permetterà di rendersi indipendente ed è proprio quest’arte unita alla sua intraprendenza, gli consentirà di vivere a Lisbona, dopo la sua fuga di casa, nonostante tutte le avversità.
Identità alle sbarre ripercorre avvenimenti storici importanti, sviscera tratti psicologici della protagonista e di tutti quei personaggi che si troveranno a vivere momenti di quotidianità con lei, in maniera magistrale.
Il passaggio dall’essere donna al voler essere uomo, perché l’uomo tutto può, è un percorso che permette al lettore di vederne le trasformazioni; una volontà talmente radicata in Teresa che si smette di vederla e/o pensarla come donna.
Le violenze subite, sia fisiche sia psicologiche, sono state sicuramente un passaggio importante nella trasformazione di Teresa. Il desiderio di indipendenza, impossibile per una donna in quel momento storico, è vista concretarsi nel divenire uomo.
Per vivere il generale Tito ruberà e imbroglierà dando favori in cambio, uno scambio che finirà dopo 20 anni di anonimato. Dopo il processo, quando non avendo più la libertà del poter essere se stesso, il generale Tito si lascerà morire.
Un libro quello di Ivana Tomasetti che merita la lettura, è un libro che fa riflettere e fa vibrare tutte le corde dei sentimenti del lettore.
Un grande plauso all’autrice!

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

Titolo: Identità alla sbarra
Autore: Ivana Tomasetti
Prezzo copertina: € 22.90
Editore: Ass. Terre Sommerse
Data di Pubblicazione: 2019
EAN: 9788869010736
ISBN: 8869010732
Pagine: 465

Citazioni tratte dal libro:

Le idee sono quelle che muovono il mondo, ricordatelo!

-Perché gli uomini hanno sempre il desiderio di qualcosa che non conoscono? Perché vanno alla ricerca di qualcosa che non sanno cosa sia? Quali motivi li spingono a farlo? E’ così forte il potere della nostra mente?

Era convinto che i ragazzi imparassero la falsità del mondo degli adulti, diventando lo specchio dei loro genitori. Assorbivano i difetti e mostravano i pregi imitandoli dalla realtà che li circondava.

“Non pensi a farti una famiglia, ad avere un marito, dei figli…” La guardò negli occhi, ma lei distolse lo sguardo.
“Lo pensavo quando sono arrivata, quando amavo João, ma lui mi ha tradita, non ho più fiducia negli uomini. L’ho visto con un’altra poco tempo dopo che ci eravamo messi insieme, non c’è da credere a quello che dicono. Una donna ama e basta, un uomo si diverte.”

L’amore era anche questo. Seguire una strada lontana dall’interesse del momento, vincere il sentimento per raggiungerne un altro, più alto e sottile, dentro un amore più completo, grande e necessario per far vivere gli altri. Un sacrificio.

“La vita o la morte per una cosa da niente.”
“E’ questa la libertà: una cosa da niente finché ce l’hai, dopo diventa la differenza tra la vita e la morte.”

Era difficile restare in equilibrio sul baratro e non precipitare.

 

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