Nota di lettura su “Lo Stato Pontificio”
La silloge “Lo Stato Pontificio” di Ivan Pozzoni si presenta come un lavoro energico e molto compatto nella sua impostazione. Fin dalle prime pagine si percepisce una scrittura che non separa nettamente poesia, riflessione teorica e satira culturale. Il titolo stesso si configura come una precisa allegoria geopolitica: un attacco ironico all’immobilismo e ai “clericalismi” che soffocano il panorama editoriale contemporaneo. L’opera, infatti, colpisce proprio per la coerenza della sua visione e per la capacità di sostenere una precisa idea di poesia come gesto di opposizione e di provocazione intellettuale, in pieno stile NeoN-avanguardista. Al centro c’è una concezione della poesia come intervento, come gesto che prende posizione. È un’idea portata avanti con continuità, che contribuisce a dare unità alla raccolta e a orientarne la lettura complessiva. Il linguaggio è attraversato da riferimenti filosofici e culturali che fanno parte integrante del tessuto del testo. Questa densità non ha tanto una funzione decorativa quanto quella di sostenere un impianto espressivo che punta alla complessità della dimensione tardomoderna, più che alla semplificazione. La raccolta trova i suoi momenti più convincenti quando questa tensione tra livelli diversi si traduce in un dettato più immediato, dove la scrittura si fa più diretta e meno mediata dalla costruzione teorica. L’autore con “Lo Stato Pontificio” non cerca facili consensi, invita il lettore a confrontarsi con una scrittura fortemente identitaria, irriverente e profondamente contemporanea, confermando una personalità letteraria originale e riconoscibile.
Riccardo Franzone
Titolo: Lo Stato pontificio
Autore: Ivan Pozzoni
Prezzo copertina: € 12,00
Editore: Edizioni DivinaFollia
Collana: Tardomoderna
A cura di: S. Denti
Data di Pubblicazione: 24 marzo 2026
EAN: 9791282489034
ISBN: 1282489038
Pagine: 60
Ivan Pozzoni è nato a Monza nel 1976. Ha introdotto in Italia la materia della Law and Literature. Ha diffuso saggi su filosofi italiani e su etica e teoria del diritto del mondo antico; ha collaborato con con numerose riviste italiane e internazionali. Tra 2005 e 2026 sono uscite varie sue raccolte di versi: Underground e Riserva Indiana, con A&B Editrice, Versi Introversi, Mostri, Galata morente, Carmina non dant damen, Scarti di magazzino, Qui gli austriaci sono più severi dei Borboni, Cherchez la troika e La malattia invettiva con Limina Mentis, Lame da rasoi, con Joker, Il Guastatore, con Cleup, Patroclo non deve morire, con deComporre Edizioni e Kolektivne NSEAE e Lo Stato Pontificio con Divinafollia. Ha scritto/curato 152 volumi, scritto 1000 saggi, fondato un movimento d’avanguardia (NeoN-avanguardismo, approvato da Zygmunt Bauman), e steso un Anti-Manifesto NeoN-Avanguardista. I suoi versi sono tradotti in trenta lingue. Nel 2024, dopo sei anni di ritiro totale allo studio accademico, rientra nel mondo artistico italiano e fonda il collettivo NSEAE (Nuova socio/etno/antropologia estetica) [https://kolektivnenseae.wordpress.com/], braccio “armato” del tardomodernismo letterario.
