Lo Stato Pontificio è originale sin dalla dedica: “Alla cenere in un cimitero di Trescore Balneario”. Sfogliamo le pagine e ci rendiamo conto di essere davanti a un libro di poesia tardomodernista che ha la forza dirompente di un pamphlet sociopolitico, contro la cultura stereotipata e contro i giochi di potere dei presunti intellettuali. “Il tardomodernismo supera a sinistra post-modernismo e iper-modernismo dichiarando la fine definitiva dell’ontologia e il distacco totale dal modernismo, naturale o caricaturale; supera a destra post-modernità e iper-modernità, ufficializzando il trapasso dall’evo moderno all’evo tardo moderno”. Sono parole di Ivan Pozzoni che introducono a dovere la sua ultima opera. Il poeta aggiunge: “Il tardomodernismo deve combattere la tirannia del critico letterario, la tirannia dei direttori editoriali e la tirannia delle redazioni”. In pratica unico giudice dev’essere il lettore, non servono analisi critiche, soprattutto se provengono da concezioni sorpassate. Pozzoni – fondatore del Kolektivne NSEAE – rifiuta i linguaggi tecnici (estetica), persegue l’implosione del linguaggio lirico/elegiaco, seduttivo e consumista. Il riot, verso sovversivo, rifiuta la figura retorica, e la metafora. Polemico e dirompente come pochi, Pozzoni definisce “reperti archeologici” poeti celebrati come Cucchi, Magrelli, Cavalli, Nove, Lamarque, Piersanti (elenco e riduttivo), definiti “esempi di arte seduttiva e consumistica”. I testi della raccolta sono scritti in modo colloquiale, la lingua usata è vicina al parlato, al tempo stesso le cose vengono dette in modo poetico ed evocativo. La cirrosi empatica – tanto per dire – invita a “cacciare a calci in culo i mercanti dell’arte dal tempio”, il poeta si definisce “anti-patico come un portellone anti panico”, nella convinzione che “tra cent’anni sarò riscoperto, da uno studioso che compirà il miracolo, / voi sarete tutti morti, io sarò vivo a vedere, tra cent’anni, d’essere il maggiore artista del XXI secolo”. Poesie racconto, viscerali e dirette, che si leggono tutte d’un fiato, leggermente bukowskiane, ma non ci azzardiamo a fare paragoni, non siamo critici letterari (che Pozzoni non ama) siamo soltanto lettori e leggere simile poesia esalta e appassiona. Sempre diretto e fuor di metafora: “Purtroppo è inutile che vi agitiate, cardinali e curiali, coi vostri maneggi da contrabbando / i miei riots, a forza di tagliare teste, conquisteranno tutto il mondo, / se alla Policane hanno affidato il supplemento culturale della Stampa / sostengo, a ragione, che alle Odi barbare carducciane sia meglio Vamba”. Sono affascinanti le invettive liriche – ebbre di cultura – come: “La merda d’artista. «Ogni enunciato o semi enunciato si trova in rapporto / di inferenza contraddittoria e controintuitiva o di nessuna inferenza con gli altri enunciati», / traducendo, scriviamo ad cazzum e nessuno è in grado di definirci cazzari, facciamo il riporto / coi peli del culo, come il Berlusca, sottraendoci al dialogo con altri bannati, / l’opposizione artistica italiana è contenta di servire un assist al regime davanti alla porta, / basta il mediano Cucchi, senza Altobelli, a spingere a tutti un coltello nell’aorta, / miniamo ogni forma di credibilità d’opposizione e continuiamo a scrivere kitchen / ci bloccano a Chiasso e Lubjana: Mondadori ci (s)fotte in un amen”. Ivan Pozzoni è nato a Monza nel 1976; si è laureato in Giurisprudenza con una tesi sul filosofo Mario Calderoni. Si è occupato, a livello accademico di: filosofia del diritto, teoria del diritto, epistemologia e storia delle scienze, estetica, etica, teologia, sociologia dell’arte, storiografia filosofica, storiografia della letteratura, critica letteraria, sociologia, psicologia, psichiatria forense e medicina legale. Ha diretto collane di poesia, scritto moltissimi libri, fondato case editrici e movimenti culturali. Lo Stato Pontificio è la sua ultima opera, un lavoro compiuto e maturo, scritto per demolire quel che resta (macerie) di un’asfittica letteratura italiana. “Finché non scenderò nella nebbia e finché voi non scenderete nel niente, non mi arrendo”, conclude Pozzoni. La battaglia è lunga, fondamentale non deporre le armi.
Gordiano Lupi
gordianol.blogspot.com
Titolo: Lo Stato pontificio
Autore: Ivan Pozzoni
Prezzo copertina: € 12,00
Editore: Edizioni DivinaFollia
Collana: Tardomoderna
A cura di: S. Denti
Data di Pubblicazione: 24 marzo 2026
EAN: 9791282489034
ISBN: 1282489038
Pagine: 60
