CineRecensione: Inchiostro di neve (2025) di Sara Strafile


Durante un Natale solitario, un anziano uomo, segnato dall’assenza e dalla malinconia, riscopre attraverso i ricordi della sua infanzia il vero significato dei doni, trasformando la nostalgia in un gesto capace di riportare vita, amore e famiglia nella sua casa. Sette minuti di colonna sonora struggente, sceneggiatura silenziosa costruita per immagini, sinfonia del ricordo, un corto che fa sognare e che fa pensare a quanto la terza età sia una sorta di culla della memoria. La valigia dei ricordi, le foto del passato, i pensieri guardando fuori dalla finestra, tutto contribuisce a creare un clima in cui sembra che il rimpianto possa essere più forte di ogni attenzione al presente. Un ottimo attore come Antonio Potito rende con lo sguardo e con gesti misurati tutta la tristezza nostalgica del personaggio che interpreta con autorevolezza. Sara Strafile – un’autrice, senza ombra di dubbio – muove la macchina da presa con movimenti avvolgenti, come se dovesse abbracciare spettatore e personaggi, soprattutto quando esplode la magia del Natale con la casa che prende vita, tra doni e nipoti, figli e sorrisi. La fotografia color neve – soffusa e nebbiosa –  che caratterizza l’intero cortometraggio è adeguata al tono della narrazione, così come i titoli di testa – disposti in una sorta di disegno animato tra panorama glaciale e abeti stilizzati – introducono alla visione di una breve storia struggente. Aggiungiamo che è degna di nota l’idea dei titoli di coda inseriti nelle decorazioni natalizie. Un corto che conferma quanto sia importante far parlare le immagini, invece di gestire laboriosi dialoghi che spesso nelle opere degli autori esordienti risultano inutili e impacciati. Sara Strafile si dimostra ancora una volta regista ispirata come nei precedenti Dolceamaro e Mizuki, approfondendo il tema della nostalgia e del rimpianto. Si nota nel cast buona parte della factory di Stefano Simone – dallo sceneggiatore Casalino al musicista Auriemma –  senza dimenticare che lo stesso autore sipontino è operatore di camera. Un buon lavoro, di cui consiglio la visione a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=5oQAmtwAczw.

Regia: Sara Strafile. Operatore di Camera: Stefano Simone. Direttore della Fotografia: Luigi Russo. Sceneggiatura: Giovanni Casalino. Musica: Luca Auriemma. Assistente alla regia: Viviana Palumbo. Aiuto Regia: Giovanni Casalino. Scenografia: Serena Faccilongo. Makeup Artisti: Anto Dirella. Backstage: Marco Mansi. Interpreti: Antonio Potito, Maddy Strafile, Lorenzo Curci, Antonella Cirillo, Daniele Cifaldi, Clarissa Graziano, Evelyn Rizzi, Sasà.

Gordiano Lupi

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