Il verso di Milano. Un ritratto della città in 80 immagini, poesie e canzoni

La Milano vituperata (sovente ingiustamente), la Milano rimpianta, la Milano fucina di idee e opportunità. La Milano dei Navigli, dell’umanità solidale, del popolo della case di ringhiera e quella dei grattacieli, arrogante, affaristica, indifferente, impietosa. Milano ha mille e mille volti, una storia altrettanto millenaria e stratificata e un insospettabile ventre poetico. I molti che la criticano non conoscono davvero questa città straordinaria, tentacolare e di angoli nascosti, di particolari sorprendenti. Dove passato e possibilità del futuro s’intrecciano in un presente dall’apparenza frenetica, ma dal grembo, nonostante tutto, ancora accogliente.
La Milano del Tessa e del Porta, di Loi e di Montale, di Sereni e di Savinio, di Quasimodo e Fo, di Jannacci e Vanoni, e via andare… Il verso di Milano. Un ritratto della città in 80 immagini, poesie e canzoni (About Cities, 2025, pp. 206, euro 26, postfazione di Roberto Mutti) è un libro magnifico che celebra il capoluogo meneghino, le sue indubbie bellezze e le sue contraddizioni, che poi, a ben vedere, potrebbero semplicemente essere dialettica. Le fotografie, in uno splendido e struggente b/n, sono di Lorenzo De Simone, la scelta dei testi a cura di Gino Cervi e Giancarlo Consonni.
Lorenzo De Simone è un fotografo di estrema versatilità (e i suoi tanti lavori lo dimostrano), che ha saputo cogliere l’anima della città, i segni antichi e la contemporaneità: dalla Madonnina, che alta vigila sulla distesa urbana la cui vista è chiusa dalla corona di monti all’orizzonte, alle zone industriali, dove il dismesso acquisisca un’aura quasi nostalgica; dai campi di grano, che non hanno abbandonato del tutto la città, ai tanto amati tram, segnacolo distintivo della metropoli; dai gasometri della Bovisa alle arene sportive, nelle quali si sono consumati alcuni riti della collettività, fra gioie e delusioni; dalla Montagnetta di San Siro, alias Monte Stella, costruita con le macerie delle case distrutte dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, alle vaste periferie; dalla Martesana e dall’Idroscalo agli interni, che di notte s’illuminano mostrando vite di falene sognanti quali in fondo siamo; dai balconi alle ragnatele elettriche sopra vie e piazze; dalle colonne di San Lorenzo ai binari ferroviari, che conducono a ogni altrove; dalle metropolitane, che ingoiano e risputano esistenze e destini, una incredibile e variegata fauna umana, alle architetture ardite e alla folla di tipi indimenticabili. Ogni immagine ha peraltro il proprio corollario in versi, che siano di poesie o canzoni, in italiano o anche nella sapida, icastica e  meravigliosa lingua milanese. Indovinatissima la scelta, da parte di Cervi, autore, editor, filologo e tanto altro, di splendido stile e capacità affabulatoria, e di Consonni, poeta, artista visivo, storico e urbanista, poliedricità senza pari, di “dividere” il volume in sei capitoli tematici: Paesaggi e luoghi; Case; Movimenti; Permanenze e discontinuità; Vite; Sogni. Quanto serve per sottolineare la complessità del tessuto umano e storico di Medhelan-Mediolanum.
Si susseguono, fra gli altri, nella miscellanea di versi Giampiero Neri, Angelo Gaccione, Primo Levi – Tu forse non l’avevi mai pensato,/ Ma il sole sorge pure a Crescenzago –, Elio Pagliarani, Milo De Angelis, Maurizio Cucchi, i già citati Loi, Sereni, Tessa, Montale; e Giovanni Raboni, Nino Rossi, Marina Corona, Alfonso Gatto – Milano a mezzogiorno è già crepuscolare.// E gli alberi anneriti in quel freddo d’argento/ hanno rami gentili, a tratti passa il vento –, Umberto Fiori, Franco Fortini, Giovanni Giudici, Cesare Viviani, Umberto Bellintani, Fabio Pusterla, Gianni Montieri – Si davano baci lunghi in bianco e nero/ all’angolo tra Gioia e va Tonale –, Vivian Lamarque – Ma la 90, la 90 è un continente in viaggio/ ci sono fiumi e pianure e catene montuose/ e gli Incas, i favolosi Incas e profili aztechi/ e ieri mi ha ceduto il posto un signore/ che pareva Obama, uguale –, Nelo Risi, Patrizia Valduga, Antje Stehn, Franco Fortini, Umberto Simonetta, Mahmood e Pacifico, Clemente Rebora, Luciano Erba – oggi è un giorno al duale/ amo, dunque io sono, io e te siamo./ «Cara, se guardi sopra Porta Venezia/ C’è una nuvola che ha la faccia di Lincoln»./ Lei mi risponde al telefono/ «la mia nuvola ha la faccia di Marx».
E, ancora: Lucio Dalla… Milano vicino all’Europa/ Milano che banche che cambi/ Milano gambe aperte/ Milano che ride e si diverte/ Milano a teatro/ un “olè” da torero/ Milano che quando piange/ piange davvero; Umberto Saba… Fra le tue pietre e le tue nebbie faccio/ villeggiatura, Mi riposo in Piazza/ del Duomo, Invece/ di stelle/ ogni sera si accendono parole// Nulla riposa della vita come/ la vita. L’osservazione del quotidiano e della realtà minuta convive con la riflessione esistenziale, la materia e le necessità dei giorni con i simboli e i segni altri.
E se la scighera (in fondo tanto amata) non c’è più – o per vederla bisogna essere lontani dal centro di asfalto/cemento – ne permangono nelle fibre sentimentali l’odore e le ombre. Così come la città d’acque che Milano era, prediletta da Stendhal, non è mai scomparsa dalla dimensione del ricordo nella mente collettiva. E, se andaste al Parco delle Cave, a Cascina Linterno e a Baggio, scoprireste che una dimensione bucolica è ancora possibile. È sempre un po’ Miracolo a Milano…
Il verso di Milano è un volume prezioso per contenuti ed estremamente raffinato come confezione editoriale. Un florilegio iconico e poetico che non può mancare in una biblioteca ponderata.

Alberto Figliolia

Titolo: Il verso di Milano. Un ritratto della città in 80 immagini, poesie e canzoni. Ediz. illustrata
a cura di G. Cervi , G. Consonni
Prezzo copertina: € 26,00
Editore: About Cities
Illustratore: De Simone L.
Data di Pubblicazione: 15 ottobre 2025
EAN: 9788894716979
ISBN: 889471697X
Pagine: 208

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