Recensione: Erminia Dell’Oro – Nel segno della falena


S’era impiccato alla Gola del Diavolo. Un albero pendeva sul precipizio, i rami nudi, contorti, come se anch’esso, sofferente, si stesse gettando nell’abisso. Si alzava dal baratro la nebbia, un velo chiaro nell’aria nera, senza luci. Il fruscio di una lepre spaventata, le grida lontane delle iene, il richiamo di un uccello notturno: tutto sembrava sogno, incubo. Tutto, maledizione.

Essere bianchi fuori e neri dentro… Sapere di appartenere a due mondi culturali apparentemente distanti e invero più intrecciati di quanto si creda. La forza e il valore del “meticciato”, perché con buona pace di chi si nutre di pregiudizi l’homo sapiens è un animale meticcio. Il tema, così attuale, dell’identità.
Quando entri nell’universo della scrittura di Erminia Dell’Oro non puoi non cimentarti nel duro, ma necessario, esercizio del riconoscimento di chi siamo e perché siamo. Essere bianchi fuori e neri dentro… Andare al di là del colore della propria pelle. Erminia è nata ad Asmara, sotto il cielo cristallino dell’Eritrea, quell’aere solcato dalle ampie volute dei falchi, da una famiglia di lunga stanza in quella magica antica terra (il nonno paterno, originario di Lecco, vi si era trasferito nel 1886). Tornata in Italia verso i vent’anni, non ha però mai dimenticato il luogo natale. Del resto il mal d’Africa non è certo un’opinione. Quei profumi, quelle voci, quella luce, quella lingua complessa e fascinosa, quei sedimenti culturali hanno contribuito a creare la narrativa di Erminia, che ha davvero caratteri speciali, una inconfondibile marchio di originalità.
Il suo esordio è datato 1988, con il romanzo autobiografico Asmara Addio; da allora tanti libri, tutti di grande caratura letteraria, e anche una corposa produzione per bambini e ragazzi. L’abbandono: una storia eritrea, uscito trent’anni fa per l’Einaudi, è, a detta di chi scrive, una delle più belle storie mai pubblicate nel Bel Paese. Non fa sconti Erminia Dell’Oro, è un’intellettuale onesta e un’autrice scomoda; forte della sua “duplice” identità – un’africana bianca, ma le definizioni sono sempre imprecise e limitative, le sfumature infinite – tratta dei guasti del colonialismo, si addentra nella quotidianità di un continente, culla dell’umanità, in cui la vita può splendere di gioia, ma sovente è arduo esercizio di sopravvivenza. Lei è una scavatrice/recuperatrice di storie. La ricomposizione delle tante contraddizioni di questa particolare condizione dell’autrice avviene con la tolleranza delle idee, il tentativo della convivenza, il recupero dell’inte(g)razione reciproca. E non è facile. Anche oggi tuttavia, quando ormai da tanto tempo è lontana da Asmara, il suo cuore si volge là. Con una passione antica e mai doma.
Fra gli ultimi libri di Erminia Dell’Oro citiamo Il flauto di Dio, ambientato in Etiopia, nei giorni della tragica repressione e della volgare strage quando viceré di Etiopia era il generale Rodolfo Graziani, ma non solo questo, in quanto tale libro pare una summa storica, un’affabulazione, uno scavo nella millenaria cultura di quel gran Paese, ora travagliato da tensioni etniche e da un ennesimo rovinoso conflitto.
E veniamo all’ultima fatica in ordine di tempo: Nel segno drella falena (La Tartaruga, 2021, pp. 206, euro 18). Giostrando abilmente coi suoi temi più forti la vicenda si dipana fra luoghi e tempi diversi: Milano, descritta con minuzia quasi iperrealista, e Asmara, dal 1970 (e prima ancora) agli anni 2000. Non ingannino i modi del giallo, con l’elenco dei personaggi principali, proprio come nella tradizione del giallo, ad aprire il libro, che è, senza togliere alcunché a quel magnifico genere, molto di più. La trama è decisamente complessa, una sorta di scatole cinesi che s’aprono disvelando man mano: autentici, e mai forzati, coups de théâtre. Quali segreti cela la figura di Massimo Arcani, famoso giornalista milanese in pensione, fascinoso e terribilmente egocentrico, ritrovato morto (e forse lui stesso ignorava o non calcolava le conseguenze e le più segrete fonti della propria dissipata vita)? Quale follia coglie lo stimato chirurgo Saro Scianna che spezzerà le comode e sonnolente catene della sua condizione socialmente eletta in quel di Asmara? Come non commuoversi al destino di Mariangela, infermiera, figlia di una donna eritrea e di padre italiano sconosciuto? E chi è veramente Rosina, capo infermiera nella città eritrea, quale il suo vero volto interiore? La domina una pietas, non scevra di forza, o un sentimento perverso e non confessato?
Tutti i personaggi sono ben disegnati, anche quelli cosiddetti di complemento (vedi Saba, proprietaria di una tecceria) in questo incredibile incastro (molto riuscito anche l’espediente delle storie nella storia) di destini individuali, di sofferenze, di solitudini: Lorenzo Maris, l’insegnante di musica, disperso fra note, silenzi e scacchi; e l’enigmatico bellissimo Elias…
Sono pagine e pagine di forma scintillante e, nel contempo, senza sbavature, per  una visione nitida (anche psicologica) di fatti e di eventi. Le fila sono infine tirate da Antonio Franchi e Daniela Lenti, commissari di polizia. Non sarà semplice arrivare alla verità (dai molteplici aspetti). Una verità fatta di sangue, di abbandono, di tormento, per un finale del tutto inaspettato.
Nella genesi del romanzo hanno giocato, come spesso accade con Erminia Dell’Oro, ricordi, situazioni e occasioni del presente, invenzione pura. Il lavoro di bottega dell’autrice è prezioso e raffinato e il lettore è sempre felicemente e implacabilmente coinvolto. Una vera lectio sulla cifra dell’indecifrabile, al pari del mistero che l’amore e la vita sono.

Elias, accanto al finestrino, guardava le ambe, i monti, la luce riflessa sulla terra rossa, i deserti. Percepiva la solitudine del paesaggio immerso nel silenzio di tempi remoti, misteriosi, sentendosi parte di quel mondo. Poi vide la macchia verdeazzurra del mare, la sabbia bianca e l’acqua trasparente, atolli sparsi qua e là come conchiglie. Sapeva che non sarebbe più tornato. Con sé portava una valigia, una chitarra, e nel portafoglio il nome di suo padre.

Alberto Figliolia

Titolo: Nel segno della falena
Autore: Erminia Dell’Oro
Prezzo copertina: € 18.00
Editore:La Tartaruga
Collana:Narrativa
Data di Pubblicazione:agosto 2021
EAN:9788894814378
ISBN:8894814378
Pagine:208

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