Ho iniziato “Storia della mia ansia” con curiosità, attratta da un titolo che sembrava promettere una confessione intima, un racconto sul vivere con l’ansia, sul convivere con una mente che si muove troppo, che si agita. Invece, fin dalle prime pagine, ho avvertito una distanza, un sottile attrito tra me e la voce narrante, qualcosa che non riuscivo a ignorare.
La protagonista, Lea, è una donna di 49 anni, scrittrice, madre, sposata con Shlomo, uomo razionale e anaffettivo. La sua vita, apparentemente ben strutturata, si incrina quando scopre di avere un tumore al seno. Inizia così un percorso fisico e interiore: la diagnosi, l’operazione, la chemioterapia, ma anche un viaggio emotivo che la porta a riconsiderare il suo matrimonio, il suo rapporto con la madre, una figura nevrotica e ingombrante, e persino il senso stesso di sé. Durante la cura conosce Luca, un uomo più giovane, anche lui malato, e con lui instaura un legame profondo, carico di complicità, che mette ulteriormente in crisi l’equilibrio della sua vita.
Tutto questo, sulla carta, potrebbe essere l’inizio di una grande storia di rinascita, e in effetti “Storia della mia ansia” è anche questo: il tentativo di raccontare come, a volte, proprio l’insorgere di una malattia ci costringa a guardarci dentro, a ridefinire le priorità e a scendere a patti con la fragilità.
Eppure, almeno per me, qualcosa non ha funzionato, non so se è il modo in cui la malattia viene trattata, quasi con freddezza, o se è lo stile di scrittura della Bignardi, asciutto, lucido, a tratti troppo costruito, a impedirmi di sentirmi davvero coinvolta. Ho avuto la sensazione che tutto fosse filtrato, protetto da una coltre di ironia o autocontrollo, come se il dolore fosse sempre tenuto a bada, razionalizzato, analizzato più che vissuto.
Il tumore di Lea c’è, ma non diventa mai davvero carne, sangue e paura, anche i rapporti che intrattiene con il marito, con i figli e con Luca, sembrano muoversi in uno spazio ovattato, come se nulla riuscisse davvero a scalfirla, e io, da lettrice, mi sono ritrovata a osservarla da fuori, senza riuscire a entrare davvero nella sua testa, né nel suo cuore.
Forse è una questione di aspettative, mi aspettavo un racconto più emotivo, più coinvolgente, più sporco; invece, ho trovato un libro ben scritto, indubbiamente intelligente, ma per me distante. Non metto in dubbio che altre persone possano trovarvi conforto, lucidità, persino bellezza. Ma io non mi sono sentita accolta, né compresa.
A fine lettura, mi è rimasta una sensazione di freddezza, come se il libro mi fosse scivolato addosso. Non è una lettura che mi ha ferita, e forse proprio per questo non mi ha nemmeno curata.
Titolo: Storia della mia ansia
Autore: Daria Bignardi
Prezo copertina: € 13,00
Editore: Mondadori
Collana: Oscar bestsellers
Data di Pubblicazione: 4 marzo 2024
EAN: 9788804789383
ISBN: 8804789387
Pagine: 192
Katia Ciarrocchi
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