Dal vivo a Milano. La città come palcoscenico della musica

Milano è indaffarata, è anche il suo bello, ma certe volte si dimentica delle ragioni per cui ci piace tanto. Tra le altre cose, è una città che ha sempre amato quel misto di emozioni e sudore che è un concerto dal vivo. (Matteo Bordone)

La musica si sente, la musica si vede. Nei concerti è un trionfo di udito e vista. Che siano all’aperto, oceanici; che siano in luoghi maggiormente intimi e raccolti, come club e locali. Spesso fanno la storia, qualche volta divengono leggenda, come i Beatles al Vigorelli, anno di grazia 1965, e non a caso Milano è città d’elezione per questi eventi/incontri fra celebrità della musica, talenti che diverranno oggetto di culto, maestri riconosciuti, virtuosi di vari generi e, last but not least, pubblico.
Dal vivo a Milano. La città come palcoscenico della musica è la magnifica e vasta mostra fotografica (a cura di Matteo Bordone e Roberto Mutti) allestita nello storico e splendido Palazzo Morando. Un lungo e appassionante viaggio in momenti epocali o che comunque hanno segnato la memoria della città e inciso quella degli individui.
Note che si sono riversate in luoghi ancora aperti e attivi oppure ormai chiusi. Le immagini fotografiche resuscitano quel clima fecondo, fertile di possibilità e di formidabile socialità.
Il Capolinea, Le Scimmie, Cesare Colmbo, Renzo Chiesa, Massimo Barbaglia, Fabio Treves, il Palalido, San Siro, gli U2, Bruce Springsteen, Bob Marley, i Rolling Stones, Ligabue, Vasco Rossi, Vidicon, Charles Mingus, Francesco Guccini, Patty Pravo, Fabrizio De André, Adriano Celentano, gli Area al Palasport, persino il Parco Acquatica con i dirompenti eversivi libertari Sex Pistols, il Teatro Uomo, Palazzo Lombardia, lo Smeraldo, Paolo Conte, Billy Holiday alla Taberna Basca, il Garage Moulinski, l’Osteria del Treno, il Blue Note, Nanni Svampa, l’Arcimboldi, Piazza Duomo, l’Università Statale, l’Arena napoleonica, il Castello Sforzesco, Ornette Coleman al Manzoni, Parco Lambro a evocare il Sessantotto e i successivi movimenti, il Dal Verme, Chet Baker a Santa Tecla, il Piper di Milano, John Coltrane e il suo quartetto al Teatro dell’Arte, il Lirico, Buscemi Dischi, il Cine Teatro Orfeo, fino al contemporaneo Forum di Assago… Jazz, Rock nelle sue varie declinazioni, da quello “classico” alle derivazioni punk, leggera e cantautori, contaminazioni e opere sperimentali. Potremo continuare a lungo in quella che, a ogni modo, non è una sterile elencazione, ma una mappa dei sogni, un atlante dei sentimenti.
“La raccolta ha coinvolto non solo fotografi e archivi, ma anche amatori che hanno frequentato i concerti con una macchina fotografica al seguito e che oggi sono affermati in altri ambiti professionali. Molti di loro hanno scelto di mettere a disposizione i propri scatti e i propri ricordi, contribuendo a costruire un racconto corale della musica dal vivo, fatto non soltanto dalle immagini ufficiali degli artisti ma anche dagli sguardi di chi quei concerti li ha vissuti e li vive da vicino.”
Installazioni sonore, brani di interviste, testimonianze e frammenti di notiziari e documentari, postazioni di ascolto e interattive accrescono il fascino della (ri)scoperta. Un itinerario nelle geografie sonore e in quelle fisiche della metropoli con le sue architetture iconiche e i suoi quartieri, un prezioso sconfinamento, infine, nell’anima
Le foto in b/n si succedono a quelle a colori a comporre il più sorprendente dei mosaici, in un climax di emozioni e fantasia, come solo la musica dal vivo sa talora suscitare grazie all’osmosi/simbiosi che si crea fra palco e astanti, di ricordi che bucano il velo dell’oblio. Milano e la musica, sempre un felice connubio. E una nostalgia che è intensa vivezza.
Una serie di eventi collaterali – talk, incontri, visite guidate e workshop fotografici, laboratori per i giovanissimi (sino al 31 gennaio) – completa l’offerta dell’esposizione.
Una buona occasione, peraltro, per visitare Palazzo Morando, che, oltre a essere una sede dedicata all’esposizione (a rotazione) di abiti e accessori, permette al visitatore di esplorare – piacevolissima sorpresa – un’ampia collezione di opere d’arte: dipinti, sculture, disegni, stampe che narrano l’evoluzione storico-urbanistica, dal XVII al XX secolo, del capoluogo meneghino.

Alberto Figliolia

Dal vivo a Milano. La città come palcoscenico della musica.
Mostra fotografica a cura di Matteo Bordone e Roberto Mutti, ideata e prodotta da Vertigo Syndrome in collaborazione con il Comune di Milano. Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, via Sant’Andrea 6, Milano. Sino al 31 gennaio 2027.
Orari: mar-ven 10-18,30; sab, dom e festivi 10-19,30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Lunedì chiuso.
Biglietti: intero € 14 | ridotto € 12 | ridotto speciale € 5 |
gratuito: minori di 6 anni; persone con disabilità (invalidità al 74% o superiore); abbonati Musei Lombardia; un accompagnatore per ogni persona che presenti necessità | eventi collaterali € 5.
Catalogo Moebius Books.

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