Rivista Anarchica – Le sfide del nuovo millennio


A cura di Laura Tussi

La coscienza planetaria
Il mondo vive continui e nuovi processi storici che stanno trasformando il nostro macrosistema. Le donne e gli uomini sono connessi e interdipendenti e rafforzano in tal modo una coscienza planetaria che unisce i cittadini della terra in un’ unica comunità di origine e di destino, in quanto appartenenti al genere umano e abitanti globali, nell’opportunità condivisa di creare nuovi spazi e ricche forme di incentivazione al pensiero riflessivo, al dibattito democratico e partecipativo, con la formulazione di proposte alternative, nello scambio di esperienze e nell’azione congiunta.

L’attuale modello di sviluppo
Negli ultimi anni è aumentata la consapevolezza che l’attuale modello di sviluppo risulta insostenibile perché l’umanità vive al di sopra delle proprie possibilità: le capacità del pianeta e dell’ecosistema non sono più in grado di fornirci il necessario. Il modello di sviluppo dei paesi ricchi del nord impone il radicamento dell’impoverimento e della dipendenza dei paesi del sud, perché la ripartizione del benessere, delle risorse, del potere è esponenzialmente disuguale.
Le povertà e l’emarginazione sociale incidono anche sulle economie in transizione e sui paesi industrializzati e non sono esclusivamente fattori appartenenti ai tanti sud del mondo.

La globalizzazione insostenibile
Nel mondo attuale tutto viene globalizzato, in particolare la comunicazione e il mercato, con gravi rischi per la politica partecipativa, le economie e le culture locali. Il modello di sviluppo della globalizzazione, ingiusto e insostenibile, favorisce il processo della concentrazione del capitale e delle ricchezze nelle mani di pochi, piegandosi alle logiche di mercato, obbedendo ai dettami del neoliberismo, che sono basati sull’individualismo solipsistico, sulla precarietà a oltranza, sulla competitività esacerbata, generando un aumento smisurato delle povertà, dell’esclusione, dell’emarginazione sociale e l’incremento sempre più massiccio delle migrazioni forzate. Tuttavia siamo coscienti che non esiste una lettura univoca della globalizzazione. È necessario discernere tra una pluralità di punti di vista, alcuni dei quali evidenziano anche “le enormi potenzialità dei processi globali in chiave di partecipazione, azione comune, solidarietà”.

Le ‘agorà’ globali
La comparsa di tecnologie dell’informazione e della comunicazione può incrementare l’esclusione sociale. “I massmedia e i nuovi media sono sempre più cruciali e costituiscono una delle più importanti chiavi di accesso al dibattito pubblico nella moderna agorà globale”. Dunque occorre interrogarsi sulle regole che governano il sistema mondiale della comunicazione e promuovere forme di informazione più accessibili, democratiche e plurali, che necessitano di cittadine e cittadini non solo competenti, ma anche critici, responsabili, riflessivi.

Le società ‘glocali’
Contro l’idea dell’assimilazione, fortemente perseguita da alcuni settori sociali e politici, è necessario costruire regole di un’etica pubblica, un ethos civile condiviso, partendo dal dialogo tra culture, in una società al contempo plurale e coesa, rispettando le necessità e le identità di genti, popoli e minoranze. “Le società ‘glocali’ sono sempre più plurali e eterogenee e coabitate da diverse identità, culture e religioni”. Le diversità culturali sono una ricchezza e costituiscono contemporaneamente sfide educative, sociali, politiche, rispetto al modello di inte(g)razione e coesione sociale in prospettive interculturali.

L’ambiente: fattore cruciale
Il tessuto ecologico si sta lacerando per la perdita di biodiversità, causata da processi di deforestazione e dallo sfruttamento incontrollato dei mari, con l’impatto dei nostri stili di consumo e spreco che devastano l’ambiente e mettono a repentaglio la nostra salute, tramite la tendenza alla privatizzazione e alla liberalizzazione dei beni comuni dell’umanità, tra cui l’acqua e le sementi.
“Non esiste futuro per l’uomo se non nel rispetto e nella tutela del sistema ambientale: per questo ogni progetto capace di futuro deve essere necessariamente ecocompatibile.”
L’attivismo e l’impegno contro il degrado ambientale, contro le cause dei cambiamenti climatici, contro la riduzione della biodiversità e per il diritto all’acqua e agli altri beni comuni essenziali comportano così il coinvolgimento di tutti gli attori sociali e politici a costruire un nuovo contesto culturale che comprenda la prospettiva della decrescita e altri stili di vita personali e comunitari più sobri e responsabili.

Sessismo e società
Le donne sono più colpite dalla povertà e faticano a accedere alle opportunità, all’istruzione, subendo disparità di genere. In diversi paesi di tutti i continenti, le donne sono le vittime più frequenti della violenza e si continua a favorire la discriminazione tramite la diffusione di ruoli e stereotipi che non promuovono il cambiamento nelle relazioni tradizionali, tipiche del patriarcalismo, tra donne e uomini. Per questo occorre favorire le relazioni di genere egualitarie che facilitino le pari opportunità, l’opposizione ai sistemi di conoscenza androcentrici, il superamento del sistema patriarcale, la corresponsabilità.

Violenza e guerra: le sfide disumane
La guerra e la violenza irrompono tra persone e società con interventi armati umanitari, guerre preventive contro il fondamentalismo e il terrorismo fondamentalista, guerra chirurgica, interventi che si giustificano con il pretesto di esportare democrazia, scontro di civiltà: sono fattori sempre diffusi dai poteri forti, politici e economici e che penetrano nell’opinione pubblica mondiale. Le spese militari per gli armamenti continuano a crescere, provocando miseria, guerre e pericoli per l’umanità come il rischio dell’apocalisse nucleare. Interi popoli vivono situazioni disumane di conflitto armato e di genocidi perpetrati in funzione dell’interesse di pochi potenti. La speranza in un superamento della guerra e della piena promozione dei diritti umani deriva da una sapiente politica multilaterale, coraggiosa nella difesa dei più deboli e che accordi veramente all’Onu la sua funzione, con la crescita e la maturazione di una società civile, di una cittadinanza attiva e una democrazia partecipativa vigili, capaci di denuncia e mobilitazione.

Bibliografia:

Progetto “Conectando Mundos” coofinanziato dalla commissione europea. Frutto della condivisione di visioni e di esperienze delle quattro ONG europee partner di progetto: CIDAC – Portogallo, Inizjamed – Malta, Intermon Oxfam – Spagna e Ucodep – Italia che, dopo essersi aperte ai contributi arricchenti di insegnanti e educatori, oggi propongono questo progetto come riflessione e impegno a tutti gli attori che operano, collaborano e influenzano il settore educativo a livello nazionale e internazionale, affinché l’educazione alla cittadinanza globale riceva sempre maggiore riconoscimento.

Asbrand Barbara e Lang-Wojtasik Gregor, Università di Norimberga, GENE Working Group on evaluation, Germania
Birzea Cesare, Cultura Civica, Editura Trei, Bucarest
Galtung Johan, Conflict Transformation by Peaceful Means, Ginevra, ONU 2000

Laura Tussi

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