Teresa Driscoll – Cosa ho fatto?

In Cosa ho fatto? di Teresa Driscoll, pubblicato da Indomitus, Laura rimane bloccata a Parigi e condivide la propria camera d’albergo con una giovane che non ha un posto dove trascorrere la notte. Quando, settimane dopo, una serie di episodi inquietanti comincia a coinvolgere la sua famiglia, già segnata dall’interruzione dei rapporti con la figlia Ruby, quella breve conoscenza diventa un possibile collegamento tra eventi di cui fatica a comprendere l’origine.
Non ho mai considerato sbagliato il gesto di Laura, perché se una delle mie figlie si trovasse sola e in difficoltà spererei che qualcuno le offrisse lo stesso aiuto. Ho riconosciuto una preoccupazione materna anche nella decisione che l’ha allontanata da Ruby, pur comprendendo il dolore con cui la ragazza l’ha vissuta. Il romanzo solleva così una questione che mi ha accompagnata durante la lettura, quella della differenza tra responsabilità e senso di colpa. Ripensare a una scelta alla luce delle sue conseguenze può portarci a rimpiangerla, ma non ci rende responsabili della violenza che altri hanno deciso di esercitare.
Driscoll dà consistenza a questo conflitto attraverso una famiglia in cui l’affetto convive con la difficoltà di parlarsi. Ruby cerca di costruire una vita lontana da casa, Joe mantiene alcuni silenzi nel tentativo di non peggiorare i rapporti e Clara si avvicina a chi sembra offrirle ascolto. Le loro prospettive mostrano quanto ciascuno conosca soltanto una parte delle difficoltà degli altri, rendendo più credibile la vulnerabilità della famiglia quando qualcuno comincia a interferire nelle loro vite.
Chi muove i fili sa sfruttare queste distanze e adattare il proprio comportamento alla persona che vuole raggiungere, ottenendo confidenza attraverso un’apparenza di vicinanza. La vicenda di StarBonders, il gruppo a cui si avvicina Clara, sviluppa questo meccanismo attraverso la promessa di appartenenza e di legami predestinati. L’attenzione ricevuta diventa gradualmente una forma di pressione, mentre il bisogno di essere accolta rende più difficile mettere in discussione chi sembra averla finalmente compresa. Qui il romanzo trova uno dei suoi aspetti più inquietanti, mostrando come la manipolazione possa servirsi di desideri comuni e comprensibili, senza che la fragilità di chi la subisce costituisca una colpa.
Sul piano narrativo, però, alcuni limiti sono evidenti, ho intuito abbastanza presto chi potesse essere responsabile e il piano svelato nel finale mi è sembrato troppo elaborato, con passaggi che forzano la credibilità dell’insieme. Anche l’alternanza dei tempi e delle voci, utile a distribuire le informazioni, a tratti disorienta e rende meno fluido il percorso. La costruzione lascia avvertire il lavoro necessario a far convergere tutte le vicende, soprattutto quando le spiegazioni devono ricondurre numerosi episodi a un unico disegno.
Nonostante queste pecche, ho continuato a leggere con interesse, curiosa di capire i collegamenti tra le storie e di scoprire come i personaggi avrebbero affrontato ciò che stava accadendo. La scrittura scorrevole e il coinvolgimento nelle vicende familiari hanno sostenuto la lettura anche quando il mistero aveva perso parte della sua capacità di sorprendermi. Per questo ho trovato Cosa ho fatto? più convincente di diversi thriller dello stesso genere accolti con maggiore entusiasmo e lo consiglio a chi apprezza una suspense che coinvolge anche attraverso i rapporti tra i personaggi, pur chiedendo qualche concessione alla plausibilità.

Titolo: Cosa ho fatto?
Autore: Teresa Driscoll
Prezzo copertina: € 17,99
Editore: Indomitus Publishing
Traduttore: Romeo A.
Data di Pubblicazione: 16 aprile 2026
EAN: 9791282014724
ISBN: 1282014722

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

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