SINOSSI
Storie Minime è una raccolta di trentuno racconti che attraversa memoria, periferia, desiderio, lavoro, perdita, amicizia, amore e marginalità.
Al centro c’è lo sguardo dell’autore, uno sguardo che parte dalle cose apparentemente insignificanti per arrivare a interrogare la vita nel suo insieme. Una strada, una cucina, un incontro casuale, un corpo, un ricordo, un piatto di pasta possono diventare il punto di accesso a una storia più grande.
Torino e il Cilento costituiscono due coordinate fondamentali dell’immaginario del libro. Da una parte la Torino operaia e periferica, soprattutto Mirafiori, luogo di formazione e di conflitto. Dall’altra il Cilento, terra della memoria, degli affetti, dei sapori e delle
origini.
I racconti si muovono continuamente tra autobiografia e invenzione, realismo e assurdo, ironia e dolore. La cucina, esperienza concreta dell’autore, diventa anche un linguaggio narrativo: il cibo è memoria, identità, relazione e condivisione.
Accanto alle vicende private emergono temi sociali e politici: la solitudine, la povertà, l’esclusione, il rapporto con il corpo, la condizione femminile, il lavoro e la difficoltà di trovare un posto nel mondo.
La scrittura procede per frammenti, incontri e illuminazioni improvvise. Non cerca di trasformare i personaggi in simboli, ma di restituire loro una voce, una contraddizione, un gesto.
Il titolo non indica dunque storie di minore importanza. Indica storie osservate da vicino.
Perché è spesso nel dettaglio, in ciò che normalmente passa inosservato, che si nasconde una vita intera.
Titolo: Storie minime
Autore: Raffaele Galardi
Prezzo copertina: € 16,00
Editore: Scritturapura Casa Editrice
Collana: Scritturapura.it
Data di Pubblicazione: 26 giugno 2026
EAN: 9791281960121
ISBN: 1281960128
Pagine: 120
Raffaele Galardi. Torino, 2 agosto 1973. Figlio di emigranti, Cilentano in esilio. “Siamo nati con le montagne alle spalle e il mare negli occhi”. Inizio vendendo cerotti e saponette porta a porta. Scaricatore ai mercati dei fiori, agente di commercio, impiegato, dirigente, imprenditore. Oggi sono cuoco, maestro pizzaiuolo, scrittore. Osservo, annoto, narro: “Il racconto ti deve prendere nell’immediato
Collaboro ed ho scritto per Il Fatto Quotidiano, Il Manifesto e Rivista Dissonanze
