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“Noi due, nella camera d’ambra”
Sarà, quest’estate, in crociera sul Baltico,
che sosteremo, per momenti di meraviglia,
nella Camera d’ambra che fu un bel regalo,
da re a zar, quando si facevano, a quel tempo
remoto, bei regali da tramandare, per sempre,
tra ambra, oro e specchi, da potente a potente
ed il popolo bue, non lo sapeva, ma se l’immaginava,
stretto, tra quell’”Idiota” che viaggiava, da Svizzera
a Russia e gli “Umiliati ed offesi”(*) che là stavano e
ancora stanno, a ricordare la loro bassa presenza,
in questo mondo avvelenato che ha bisogno di una
Greta sconosciuta(**), per accettare ciò che ha fatto,
nel banchetto di re e zar moderni che maneggiano mostri
di aria avvelenata, per averla vinta su chi non comanda e
inventando paradossi esagerati, contro poveri dimenticati,
in quell’orgia ricchissima d’oro, ambra e specchi che si
scatena, anche per noi, illudendoci, facendoci diventare
zarina e zar, oh mon amour! d’un tempo che fugge avanti.