Intelletto d’amore. Dante e le donne

Voto di Vastità e intelletto d’amore

Donne ch’avete intelletto d’amore,
i’ vo’ con voi de la mia donna dire,
non perch’io creda sua laude finire,
ma ragionar per isfogar la mente.

(Vita Nova, XIX capitolo)

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

(Divina Commedia, Inferno, Canto V, Dante Alighieri)

Confrontarsi con la Divina Commedia, il più grande capolavoro della letteratura italiana, opera del poeta, non per niente e non per caso, definito sommo è sempre un piacere e un arricchimento senza pari. Invero tutta l’opera di D(ur)ante Alighieri è specchio d’infinita bellezza e sapienza: non bastano talvolta le parole a definirla, potendo parere superflue.
Farsi poi raccontare la Commedia da Lella Costa è quanto di più divertente si possa immaginare. Intelletto d’amore. Dante e le donne è lo spettacolo con cui l’immaginifica e vulcanica Lella (anche coautrice con Gabriele Vacis, il quale ne è pure regista; scenofonia e luminismi di Roberto Tarasco) ha inaugurato giovedì 15 ottobre la stagione 2026-27 del Teatro Carcano. Un’autentica mattatrice e di rarissima sensibilità.
La Costa fa rivivere alcune figure femminili della vita del poeta e delle sue creazioni letterarie: da Beatrice-Bice Portinari – Tanto gentile e tanto onesta pare/ la donna mia, quand’ella altrui saluta,/ ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,/ e li occhi no l’ardiscon di guardare. – a Francesca da Polenta, alias da Rimini, e alla prostituta (in realtà Dante usa un aggettivo ben più forte) Taide (Canto XVIII), finita nella seconda bolgia ove scontano la pena gli adulatori. “Un clamoroso errore giudiziario”, tuona la Costa, e ne ha tutte le ragioni. Interessante approfondire la questione… Infine lei, la moglie, Gemma Donati, coniuge dell’illustrissimo poeta laureato, per sempre sepolta nell’oblio, cui l’attrice dà finalmente voce.
Lella Costa compie un viaggio impetuoso nelle pieghe sentimentali e storiche dell’opera dantesca, nei risvolti biografici ed esistenziali del poeta, fra vis comica e commozione, fra ricordi personali e preziosi approfondimenti, fra ragione/intelletto ed emozioni. Si ride, si sorride e si (ri)apprende.
“Nella Divina commedia – la dichiarazione di Gabriele Vacis – i personaggi femminili non sono molti. Ma quelli che ci sono sono determinanti. Basti dire che ad accompagnare Dante nel Paradiso è una donna: Beatrice. Scelta coraggiosa, perché la donna, in questo modo, assume un ruolo sacerdotale, guida spirituale che precede un uomo nel cammino verso la salvezza. Uno scandalo per il medioevo del sommo poeta. Ma anche oggi, in fondo.
Naturalmente c’è Beatrice, ideale dell’amore puro del poeta, ma anche di tanta gente da settecento anni in qua. E poi c’è Francesca che finalmente ci spiegherà perché Dante l’ha mandata all’inferno insieme al suo Paolo. Ci sarà Taide, la prostituta delle Malebolge, costretta ad annaspare nel letame per un motivo ben diverso da quella che è stata la sua “professione”. E Gemma Donati, la moglie del poeta, madre dei suoi figli, che spiegherà come si convive con l’ideale amoroso di tuo marito, se non sei tu. La narrazione delle protagoniste della vita artistica e privata del poeta si muove tra gioco e ironia, tenendosi sempre fedele al vero storico e alla larga dalla parodia.”
Lo spettacolo sarà in scena sino al 18 ottobre, dopodiché dal 22 al 25 ottobre sarà la volta, sempre con Lella Costa sul palcoscenico, di Questioni di cuore (vedi anche la pubblicazione Amore mio, ti odio, edita da il Saggiatore)… “Trent’anni di amori, tradimenti, confessioni segrete: migliaia di lettere rivolte attraverso il Venerdì di Repubblica a Natalia Aspesi per un consiglio, un parere. Le risposte, argute, comprensive, feroci, sono spesso più gustose delle domande.”
Uno spettacolo che si preannuncia frizzantissimo e ricchissimo di episodi coinvolgenti… “Un viaggio attraverso la vita sentimentale e sessuale degli italiani nel corso degli ultimi trent’anni. I tradimenti, le trasgressioni, le paure, i pregiudizi. Migliaia di storie intorno all’amore e alla passione che, incredibilmente, non cambiano con il passare dei decenni e l’evoluzione del costume. Dalla ragazzina infatuata per un uomo tanto più grande di lei, alla donna che ama essere picchiata, dalla signora che s’innamora di un sacerdote, alla moglie tradita e abbandonata, dal giovane che si scopre gay, al maschio orgoglioso della sua mascolinità.”
Con la sua proverbiale verve Lella Costa si candida a un’interpretazione incandescente e, nel contempo, attenta alla fragilità umana, muovendosi lungo i binari dell’ironia e della tolleranza, “in un gioco di contrappunti tra botta e risposta che raggiunge tutte le sfumature, i diversi gradi d’intensità e di intimità.”

Gli orari degli spettacoli: giovedì e venerdì ore 19,30 / sabato ore 20,30 / domenica ore 16,30. Info: www.teatrocarcano.com.

In chiusura è assolutamente opportuno citare la denominazione della nuova stagione del Carcano: Voto di Vastità – titolo anche dell’intervento di e con Alessandro Bergonzoni: “La vastità vuol essere una virtù d’amori apossessivi, ma ossessivi dell’incanto. […] Un dono inestimabile, misterioso, segreto, secreto, e spettacolare. Arcano e C/arcano”. Geniale! Questo è giocare con le parole in maniera più che accattivante, superintelligente.
Del resto il cartellone è, come da tradizione, fenomenale: dalle serate-monologo alla Stand-up Comedy, dai grandi classici – l’immortale Piccolo Principe – alle opere della contemporaneità quali il celeberrimo I monologhi della vagina, dal gospel al balletto. E Brecht, Shakespeare, Pierre de Marivaux, i Kataklò, Eschilo, Ascanio Celestini, il musical, i FANTAWeekend, “grandi storie per piccoli sguardi”, che poi piccoli non sono affatto.
Insomma una stagione da non perdere. Il Teatro Carcano è, indubitabilmente, patrimonio di Milano e uno dei suoi vanti.

Alberto Figliolia

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