Il Falso Profeta: dal mondo degli affari al territorio del soprannaturale
Prima di diventare il fondatore di un movimento spirituale seguito in ogni parte del mondo, Jose, il protagonista del nuovo romanzo di Hermann Hubner, è un giovane laureato che si affaccia al mondo del lavoro. La sua carriera comincia in un’azienda italiana specializzata in elettronica e microchip, dove dimostra rapidamente capacità fuori dal comune. È un dettaglio tutt’altro che secondario nell’economia narrativa di “Il Falso Profeta”: Hermann Hubner attribuisce al protagonista un passato concreto, fatto di rapporti professionali, intuizioni imprenditoriali e scelte che precedono la sua notorietà. La figura del Maestro, centrale all’interno del romanzo, non nasce dunque in un universo separato dalla realtà quotidiana, ma prende forma attraverso un percorso che attraversa ambienti e ambizioni molto diversi.
“Il Falso Profeta”, pubblicato nel settembre 2026, si muove infatti su più registri e piani differenti. Alla dimensione contemporanea, riconoscibile nei luoghi, nelle attività economiche e nell’organizzazione di una realtà internazionale, affianca un immaginario esoterico popolato da manoscritti antichi, rituali, simboli e oggetti dotati di proprietà straordinarie. La vicenda assume così una fisionomia particolare: il mondo della spiritualità convive con quello degli affari, mentre la crescita di un’organizzazione ramificata in diversi Paesi procede accanto a una trama nella quale il soprannaturale ha un ruolo effettivo.
Uno degli elementi più caratteristici è il Leone Verde Oro, una scultura in vetro di Murano che Jose acquista a Venezia dopo averne subito il fascino. L’oggetto ha una storia che risale alla Repubblica veneziana del Seicento e porta con sé una tradizione legata alla magia e a un antico rituale. Hubner gli assegna una presenza narrativa precisa: non è un semplice ornamento, né un simbolo collocato sullo sfondo per arricchire l’ambientazione. La sua origine, le circostanze del suo ritrovamento e il modo in cui entra nella vita del protagonista introducono una componente fantastica che modifica il corso degli avvenimenti. La scelta di legare un manufatto artistico a un potere occulto offre al romanzo uno dei suoi motivi più riconoscibili.
Anche gli ambienti contribuiscono a definire questa atmosfera. La villa affacciata sul lago di Como, con il bosco e gli spazi dedicati alla vita privata, restituisce un’immagine di benessere e isolamento; Venezia, con la sua tradizione artigianale e il patrimonio artistico, diventa il luogo d’origine di un oggetto destinato ad assumere un significato ben più ampio. A questi scenari si aggiungono luoghi lontani, esperienze e riferimenti culturali differenti. La geografia del libro segue l’espansione del Leone Verde Oro e accompagna una storia che non rimane circoscritta alla cerchia dei suoi aderenti.
Le richieste di adesione, le donazioni, le sedi internazionali e la presenza di ufficiali incaricati della gestione mostrano una struttura che assume progressivamente le dimensioni di una grande realtà economica. La spiritualità, in questo contesto, non è soltanto materia di discorsi e insegnamenti: richiede persone, ruoli, decisioni e una macchina organizzativa capace di sostenere la propria espansione. Il romanzo dedica spazio anche a questo apparato, facendo emergere le dinamiche che si sviluppano attorno alla guida del movimento. Tra i personaggi che permettono di osservare tale dimensione c’è Giovanni, assistente personale di Jose. La sua storia viene ricostruita attraverso un lungo ricordo che risale agli anni precedenti alla nascita del Leone Verde Oro. Il loro rapporto, nato in ambito professionale, si è consolidato nel tempo fino a diventare un legame di fiducia e dedizione. È proprio il passato che offre una prospettiva diversa sul protagonista: prima del titolo di Maestro esisteva un uomo inserito in un contesto lavorativo, capace di instaurare rapporti e di incidere concretamente sulla vita di chi gli stava accanto. Giovanni rappresenta inoltre una presenza autonoma, con una vicenda personale che non si esaurisce nella funzione di assistente.
Accanto a lui si muovono figure con interessi e sensibilità differenti, tra cui Pietro, inserito nei livelli direttivi dell’organizzazione, e Giuda, giovane discepolo legato a Jose da un rapporto di profonda ammirazione. La varietà dei personaggi permette a Hubner di articolare la vicenda su più relazioni, alternando la dimensione collettiva del movimento a quella più ristretta dei rapporti personali. Le posizioni occupate dai singoli all’interno dell’organizzazione diventano parte integrante della narrazione.
Soffermandoci sullo stile di Hermann Hubner, la scrittura procede con un andamento diretto e ricorre spesso a spiegazioni esplicite, soprattutto quando introduce elementi legati alla simbologia e alla componente soprannaturale. Una scelta che rende accessibili i diversi passaggi dell’universo immaginato dall’autore, lasciando, pagina dopo pagina, poco spazio all’ambiguità.
“Il Falso Profeta” emerge, in definitiva, oltre che per i forti messaggi nascosti tra queste pagine, anche per l’accostamento di materiali narrativi eterogenei. La formazione imprenditoriale di Jose, la nascita di una comunità internazionale, la tradizione esoterica legata a un manufatto veneziano e i rapporti tra i protagonisti convivono in un racconto che attraversa il realismo contemporaneo e la fantasia soprannaturale. Hermann Hubner consegna ai suoi lettori un universo nel quale la dimensione quotidiana e quella occulta si influenzano continuamente, affidando a questa contaminazione il carattere più peculiare del romanzo.
Michela Granata
Titolo: Il Falso Profeta
Autore: Hermann Hubner
Genere: Romanzo
Data di pubblicazione: Settembre 2026
Pagine: 120
Disponibilità: Nei principali store digitali e nelle librerie.
Per conoscere meglio l’autore, le sue opere e il suo blog “Universi”: hermannhubner.it
