Citazioni: Ginevra Alibrio, Rette parallele


Citazioni tratte da: Rette parallele di Ginevra Alibrio

Il cuore va in standby quando subisce un urto. Se l’urto è forte, il cuore si fa pesante. Come se si caricasse d’energia, palpitanti sempre più forte nel tentativo di uscire fuori dal letto. E allora non ne sopportiamo il peso, precipitiamo in avanti assecondando la gravità, perché rimanere in piedi è troppo difficile. Innamorarsi in inglese è fall in love. Cadere. Ed è proprio questo: abbandonarsi. Lasciarsi andare completamente. Perché in quel momento stiamo bene solo a terra.

Innamorarsi è riconoscersi. Dovrebbe essere così. Troppo spesso manca il coraggio, mancano le parole, manca tutto. Occasioni rubate che restano in gola, voglie che si raggomitolato nel cuore. Gesti repressi che si intrappolano tra le dita, e il rimpianto che penetra le ossa. Siamo così, scatti rubati mancati per un secondo, un’ora, un anno, o anche l’eternità. Allora penso: se la nostra volontà continua a farci mancare, il destino non potrebbe per caso farci scontrare?

Avrei voluto essere io a insegnarti l’amore. Ma l’amore non si insegna. L’amore si accende e si lascia bruciare, ardere lentamente. E come si fa ad accendere il fuoco sulla pietra? Come puoi spiegare un’emozione tanto forte a chi non sa neanche cos’è, un’emozione? Sarebbe come provare ad insegnare ad un sordo a cantare.

Nella vita, però, non c’è il tasto reset, e tante scelte vanno prese con ponderazione

Il tempo vola. Quando ero piccolo, ogni volta che sentivo questa frase controllavo l’orologio, perché non riuscivo a spiegarmi come potesse il tempo, così preciso e scandito, andare a volte più veloce. In realtà il tempo è sempre lo stesso, nella sua esatta regolarità. Eppure, spesso sempre camminare un passo avanti a noi…

Le stelle sono uno spettacolo troppo bello per non essere ammirato, e si può farlo solo di notte. Fino a vederle scomparire nei primi bagliori del giorno. Nel silenzio notturno, solo in quel buio puoi vedere le lucciole, e si vede più che alla luce. Quando tutto tace, è il silenzio che parla. La notte ci dà la sensazione di essere liberi, come se insieme al sole si spegnesse il lume opprimente della ragione che si contorce irrigidendo i pensieri.

— Nonno, perché l’amore finisce?
(…)
— Certo. Facciamo così, te lo spiego in modo semplice: facciamo finta che tu stia correndo, sei appena partita e quindi hai tanta adrenalina ed energia. E un percorso ad ostacoli. Salti il primo, il secondo, il terzo. Cominci a sentire la stanchezza, ma hai ancora tanta energia. Poi arriva il quarto ostacolo. Sbagli, inciampi e cadi. Ti fai male. Il dolore e la fatica ti fanno sentire solo la stanchezza. Le gambe sono pesanti ed è difficile andare avanti. Quindi cosa fai?
— Mi fermo un attimo e poi riparto.
— Esatto. Prendi del tempo per recuperare.
— E se dopo che mi sono riposata non mi va più di correre?
— Smetti.
— E tutta la fatica che ho fatto prima, la spreco così?
— Dipende da quanto è importate per te la corsa.

Mi è stato chiesto: cos’è l’amore? Non ho saputo rispondere. Tanti film, tante canzoni, tanto di tutto. Eppure niente.

C’è, nell’anima dell’uomo, qualcosa di ostile alla rassegnazione. L’illusione. Non siamo esseri onniscienti, è questo che ci frega. Ché nel non sapere immaginare troppo.

Titolo: Rette parallele
Autore: Ginevra Alibrio
Prezzo copertina: € 12.00
Editore: MnM Print
Data di Pubblicazione: maggio 2018
EAN: 9788894237757
ISBN: 8894237753
Pagine: 142

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