Georges Simenon – Le persiane verdi

Pubblicato nel 1950, Le persiane verdi di Georges Simenon appartiene ai cosiddetti romans durs, i romanzi nei quali lo scrittore, lontano dalle indagini del commissario Maigret, esplora le contraddizioni dell’esistenza umana. Il protagonista è Émile Maugin, un attore celebre, abituato agli eccessi e al riconoscimento pubblico, che una diagnosi cardiaca costringe a confrontarsi con la propria vulnerabilità. Da questo momento la narrazione si muove tra presente e passato, ricostruendo attraverso i ricordi una vita segnata da ambizioni e rapporti difficili.
La malattia, il declino fisico e la paura della morte attraversano il romanzo, ma non ne esauriscono il significato. La prospettiva della fine obbliga Maugin a confrontarsi con un’insoddisfazione che il successo non è riuscito a placare e che non dipende soltanto da ciò che gli è mancato, ma anche dalla sua incapacità di vivere pienamente ciò che ha avuto. Simenon racconta un uomo che continua a cercare negli altri una risposta al proprio disagio, senza riuscire a riconoscere quanto i suoi stessi comportamenti contribuiscano ad alimentarlo.
Émile Maugin è un personaggio difficile da amare, arrogante, scontroso, spesso incapace di riconoscere i bisogni delle persone che gli stanno accanto. Ferisce chi gli vuole bene quasi con la stessa naturalezza con cui ricerca una vicinanza che non sa accogliere. Eppure, Simenon non lo riduce alla somma dei suoi difetti, né cerca di giustificarne i comportamenti. Ne restituisce le contraddizioni senza attenuarle, mostrando un uomo che desidera essere amato, ma fatica a ricambiare l’affetto che riceve.
Abituato a vivere sotto lo sguardo degli altri, Maugin sembra essersi identificato a tal punto con la propria immagine pubblica da non riuscire più a distinguere i desideri autentici dalle aspettative legate al suo successo. Il ruolo che interpreta nella vita finisce così per essere più difficile da abbandonare di quelli che recita sul palcoscenico.
La scrittura di Simenon è asciutta, essenziale, ma ciò che colpisce maggiormente è il modo in cui il passato entra continuamente nel presente senza interrompere il corso della narrazione. I ricordi non servono semplicemente a ricostruire la biografia di Maugin, ma modificano progressivamente la percezione che il lettore ha di lui, mostrando come esperienze lontane continuino a influenzarne le reazioni e i rapporti. Simenon non ricorre a lunghe spiegazioni psicologiche, perché lascia che sia la successione degli episodi a rivelare ciò che il protagonista non riesce a riconoscere di sé.
Le persiane verdi richiamano una dimensione domestica che contrasta con l’esistenza pubblica e tumultuosa di Maugin. La casa rappresenta la possibilità di una vita sottratta alla continua necessità di affermarsi, ma quella serenità rimane soprattutto un desiderio, qualcosa che il protagonista riesce a immaginare più facilmente di quanto sappia costruire. Il valore simbolico del titolo nasce proprio da questa distanza tra l’aspirazione alla quiete e l’incapacità di trovare pace nella propria vita.
Per molto tempo avevo tentato di avvicinarmi alla narrativa di Simenon senza riuscire a superare le prime pagine dei suoi romanzi, ma questo libro, ascoltato in audiolibro, ha cambiato radicalmente questa percezione, permettendomi di scoprire uno scrittore capace di raccontare la complessità umana senza semplificarla e di rendere profondamente coinvolgente una vicenda costruita soprattutto sulle contraddizioni di un personaggio. Non so quanto abbia influito il diverso formato e quanto, invece, il momento in cui questa lettura è arrivata, ma so che mi ha restituito il desiderio di conoscere meglio un autore che avevo troppo presto considerato distante. Un libro non cambia necessariamente nel tempo, ma può cambiare profondamente il nostro modo di leggerlo.

Titolo: Le persiane verdi
Autore: Georges Simenon
Prezzo copertina: € 12,00
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Traduttore: Di Lella F., Vanorio M. L.
Data di Pubblicazione: 2 maggio 2023
EAN: 9788845937613
ISBN: 8845937615
Pagine: 208

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

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