Recensione: Emma Cline – Le ragazze


“Le ragazze” scritto da Emma Cline è un romanzo che percorre la psicologia e le dinamiche di una comune violenta, ambientato negli anni ’60 in California, il libro segue la vita di Evie, una giovane adolescente che cerca di trovare il suo posto nel mondo. La trama del libro si sviluppa attraverso una serie di flashback, che ripercorrono la vita di Evie trent’anni dopo gli eventi narrati.
Evie, una giovane quattordicenne che vive in una famiglia disfunzionale e che si sente alienata dal mondo che la circonda, un giorno, incontra un gruppo di ragazze facenti parte di una comune guidata da un carismatico leader maschile, Russell. Evie viene attratta dalla bellezza e dalla libertà delle ragazze, e inizia a frequentare il loro gruppo, diventando sempre più coinvolta nella loro vita, in particolare è ammaliata da Suzanne, una ragazza misteriosa che sembra essere l’unica persona capace di comprenderla.
Man mano che il rapporto tra Evie e il gruppo di ragazze si approfondisce, l’autrice esplora temi come l’amicizia, la ribellione adolescenziale e la scoperta della sessualità. Tuttavia, la comune guidata da Russell nasconde un lato oscuro, legato alla violenza e alla manipolazione psicologica, e ben presto Evie si trova coinvolta in una serie di eventi che cambieranno per sempre la sua vita.
Uno dei punti di forza del libro è l’abilità di Emma Cline di dipingere vividamente l’atmosfera degli anni ’60 in California, tra la cultura hippy e il nascente movimento punk. Inoltre, la descrizione dei personaggi, in particolare di Evie e Suzanne, è molto dettagliata e complessa, consentendo al lettore di comprendere le loro motivazioni e i loro sentimenti.
L’autrice con “Le ragazze” ha la grande  capacità di affrontare tematiche difficili quali la violenza, la manipolazione e l’isolamento sociale in maniera profonda e senza pregiudizi. Emma Cline dimostra un profondo rispetto per la psicologia dei suoi personaggi, cercando di comprenderne le scelte senza giudicarle o condannarle.
“Le ragazze” è un romanzo straordinario e commovente che esplora con grande sensibilità e intelligenza le comuni e quanto esse possano essere pericolose per i suoi membri, in quanto la manipolazione mentale e il controllo possano portare a situazioni di abuso fisico e psicologico, consiglio di leggere questo libro proprio per comprendere quando sia pericoloso cadere dentro certe dinamiche, ma soprattutto quanto sia poi difficile uscirne illesi.

Titolo: Le ragazze
Autore: Emma Cline
Prezzo copertina: € 18.00
Editore: Einaudi
Collana: Einaudi. Stile libero big
Traduttore: Testa M.
EAN: 9788806226169
ISBN: 8806226169
Pagine: 334

Citazioni tratte da: Le ragazze di Emma Cline

Era quello il nostro errore, credo. Uno dei tanti. Credere che i ragazzi agissero in base a una logica che un giorno avremmo potuto capire. Credere che le loro azioni avessero un senso a parte il puro sconsiderato impulso. (pag.32 ebook)

La morte me la immaginavo come l’atrio di un albergo. Una sala signorile e ben illuminata da cui si poteva entrare o uscire facilmente. (pag. 39 ebook)

… cosa diceva questo dell’amore? Non sarebbe mai stata una scommessa sicura: quanti ritornelli dolenti di canzoni dicevano disperatamente « tu non mi amavi quanto io amavo te ». (pag. 48 ebook)

La loro certezza era incrollabile, invocavano il potere e la magia di Russell quasi fossero universalmente assodati come l’effetto della luna sulle maree o il movimento orbitale della Terra. (pag.58 ebook)

Il cuore non conosce il possesso. (pag.58 ebook)

Ci sono certi sopravvissuti alle catastrofi i cui resoconti non iniziano mai con l’allerta tornando o il capitano che annuncia un’avaria ai motori, ma sempre con molto prima, cronologicamente: sostengono di aver notato qualcosa di strano nella luce del sole, quella mattina, o troppa elettricità statica tra le lenzuola. Un litigio con il fidanzato. Come se il presentimento della sciagura si insinuasse in qualunque avvenimento l’abbia preceduta. (pag. 60 ebook)

La droga cuciva insieme pensieri semplici e banali formando frasi che sembravano piene di importanza. Il mio cervello capriccioso di adolescente aveva un bisogno disperato di nessi casuali, di trame nascoste che infondesse significato in ogni parola e in ogni gesto. Volevo che Russell fosse un genio. (pag.73 ebook)

Le solite bugie pietose, tragiche nella loro insufficienza. C’era davvero gente che ci credeva? Come se la fiamma abbagliante dei tuoi sforzi potessero distrarre la morte dal venirti a cercare, far sì che il toro continua a sbuffare innocuo contro la bandiera scarlatta. (pag 78 ebook)

Le ragazze erano brave a colorare quegli spazi bianchi di delusione. (pag. 82 ebook)

Era vero: le altre ragazze ruotavano intorno al Russell, seguendo i suoi movimenti e i suoi umori come fenomeni meteorologici, ma nella mia testa io l’avevo sempre tenuto piuttosto a distanza. Come un insegnante molto amato di cui gli studenti non immaginano mai la vita domestica. (pag. 84 ebook)

Povere ragazze. Il mondo le rimpinza di promesse sull’amore. Quante ne hanno bisogno, quanto poco otterrà la maggior parte di loro. Le canzoni zuccherose, i vestiti descritti nei cataloghi di moda con parole come “tramonto” e “Parigi”. Poi gli strappa via i sogni con una violenza micidiale: la mano che slaccia la a forza i bottoni dei jeans, il tipo che sull’autobus grida contro la propria ragazza senza che nessuno gli dica niente. Il dolore di Sasha mi stringe la gola. (pag.88 ebook)

Il freddo eccesso delle parole di Russell: basta con l’ego, spegnere la mente. Lasciarsi invece trasportare dal vento cosmico. (pag.121 ebook)

Detestavo quella consapevolezza involontaria, il fatto di aver cominciato a notare ogni minimo scarto di potere e di controllo, le finte e le affondi. Perché le relazioni non potevano essere reciproche, con l’interesse di ciascuno dei due che cresceva regolarmente nella stessa misura? (pag. 137 ebook)

Il mondo nascosto che abitano gli adolescenti, riaffiorandone di tanto in tanto se costretti, addestrando i genitori ad abituarsi alla loro assenza. Io ero già scomparsa. (pag.186 ebook)

La vita era un continuo arretrare dal ciglio del burrone. (pag. 205 ebook)

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

 

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