Recensione: Carlo Tetsugen Serra – L’incertezza è zen


Rimuginare e tenere legato il passato non ci permette di vivere il presente in prospettiva del futuro.
La maggior parte delle persone vuole avere il controllo su tutto, famiglia, lavoro, affetti, denaro ecc ecc, ma questo ci confonde, ci toglie lucidità e tempo che potremmo utilizzare nel viverla, la vita, nel migliore dei modi possibili apprezzando le piccole cose, le piccole gioie.
Trasformare l’incertezza e la confusione dentro di noi per vivere le emozioni: “Con diligenza dobbiamo rivolgere lo sguardo dentro, più che fuori di noi, imparare ad ascoltarci prima di rifiutare, lasciare andare senza paura prima di attaccarci alle nostre idee, imparare a non temere la confusione, ma analizzare che cosa ci fa paura, che cosa non comprendiamo di noi stessi.”
Gli insegnamenti di Serra non sono genialate, ma cose che tutti noi sappiamo di dover mettere in pratica, eppure l’autore riesce a dare consigli in modo diverso: ci esorta a trasformare le nostre debolezze per prenderne forza e migliorarci. Prendiamo per esempio gli “errori”, – parte dell’essere umano e spesso inevitabili -, dovremmo avere la capacità di usarli per come “leva di cambiamento” per una nuova scelta di crescita.
La vera felicità, come insegna tutte le filosofie, non la si trova fuori da noi, ma dentro, nel nostro cuore e in fondo basta ascoltarlo per riconoscerla.
Troppo spesso ci lasciamo influenzare dalle “aspettative altrui” che creano la trama della nostra esistenza,  plasmando una vita non per come la volevamo e difficile da modificare.
Un libro da leggere a piccole dosi per ricordarci quotidianamente che nonostante l’incertezza della vita è pur sempre meravigliosamente da vivere.

Titolo: L’incertezza è zen
Autore: Carlo Tetsugen Serra
Prezzo copertina: € 16.00
Editore: ED-Enrico Damiani Editore
Collana: La pietra filosofale
Data di Pubblicazione: luglio 2021
EAN: 9788899438876
ISBN: 8899438870
Pagine: 208

Citazione tratte da: L’incertezza è zen di Carlo Tetsugen Serra

La vita è incerta oggi come lo era migliaia di anni fa: una buona parte di ciò che la saggezza umana ha imparato ruota attorno a questa evidenza. Per quanto possa sembrare scomodo, l’incertezza è il fondamento della nostra realtà: tutto cambia sempre, è impermanente.

…rimango affascinato dalle gioie e dalle sfide che tutti gli esseri umani affrontano nel loro pellegrinaggio esistenziale.

Viviamo tutti in un tempo preso in prestito e potremmo anche essere a un respiro di distanza dal nostro ultimo istante. L’incertezza non deve essere un’occasione per abbandonarci al cinismo o al fatalismo del desino.

Il movimento essenziale della nostra era consiste nel rendere pubblico il nostro privato e privato il nostro pubblico. Percepirlo in questo odo ci libera e ci mostra che questi due movimenti del cuore, il privato che si espande nel sociale, il sociale che entra nel privato, sono interdipendenti, hanno bisogno l’uno dell’altro.
Questa premessa è importante per non pensare che occuparsi di noi stessi sia isolarsi dalla vita fuori di noi. Il nostro essere è la vita, la vita è il nostro essere.

Per avere consapevolezza della nostra vita dobbiamo ascoltare ciò che della vita rimane ancora non detto. Se non riusciamo a sentire il silenzio e a essere resilienti nel silenzio, non sappiamo come far fronte all’incertezza.

…nessuno può essere felice da solo.

Il buon psicoterapeuta cura il suo paziente allo stesso modo, aiutandolo a sentire, sotto il chiacchiericcio della mente superficiale, le sue voci interiori, i deboli comandi della propria natura.

Non si sposta una montagna camminandoci sopra; si sposta una piccola pietra alla volta.

Gli errori spesso sono i nostri migliori insegnanti, sono fonti innate di saggezza che acquisiamo alla nascita e continuiamo a fare per tutta la vita. In quale altro modo sapremmo camminare se non cadessimo mai e non scoprissimo come riprenderci?

Nel corso della storia umana, la paura è stata l’emozione che ha più contribuito alla nostra sopravvivenza.

L’esperienza umana sembra un vuoto enorme da colmare.

Pensa con il cuore e agisci con la mente. (Espressione Zen)

L’insegnamento principale del Buddha è “Il nobile Silenzio” della mente del tuoi io egocentrico.

Aderiamo alla narrazione della nostra vita scritte da altri che ci dicono come e cosa dovremmo fare, e su queste creiamo aspettative che sono illusioni.

La causa principale della nostra sofferenza è il nostro desiderio che le cose siano diverse da come sono.

Una piccola goccia d’acqua alla volta è ciò che ha prodotto gli oceani e i mari.

E noi cosa facciamo quando non c’è una risposta chiara e il cielo sembra silenzioso? Attiviamo la fede.

C’è anche qualcosa di sconcertante nel silenzio, perché non ha contorni precisi, è infinito: mentre il pensiero può essere finito, una serie infinita di pensieri finiti, il silenzio è come l’immensità senza confini dell’universo.

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

 

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