Trentanove anni di genio e tormento. Come altrimenti definire una vita e un’opera quale quella caravaggesca? Michelangelo Merisi, anno di nascita 1571, battezzato in Santo Stefano, nel cuore di Milano, e morto febbricitante e in fuga nel 1610 a Porto Ercole, mentre sperava in un rientro a Roma e nella grazia papale, in quanto da anni esule per via di un omicidio compiuto nella Città Eterna, quella che gli aveva dato lavoro e gloria. E fra i casi drammatici della sua vita una serie di capolavori senza tempo, con la luce bruciante che accendeva volti e azioni, scandalosamente e con un tasso di verità che nessuno aveva prima di lui mai osato.
Caravaggio a Roma. Il viaggio del Giubileo è il docufilm che racconta, attraverso le sue opere immortali, la splendida e tragica avventura del pittore lombardo e, insieme, quell’altra avventura, terrena e spirituale, che è il viaggio dei pellegrini nella Città Santa dal 1300 ai giorni nostri. La ricerca del perdono e della grazia, la continua tensione fra la materia del mondo e l’aspirazione al sacro, un parallelo perfetto fra coloro che muovono verso San Pietro e la Scala Santa e l’opera del Caravaggio.
La Vocazione e il Martirio di San Matteo, la Conversione di San Paolo, la Crocifissione di San Pietro, le Madonne con le sembianze di una donna del popolo e i committenti in povere vesti e i piedi nudi e sporchi… la rivoluzione dei temi, non solo della luce, era in corso. Il docufilm firmato da Giovanni Piscagliu, su soggetto di Didi Gnocchi e sceneggiatura di Eleonora Angius, voce narrante di Mario Cordova, si muove fra questi poli: fede e arte, sacro e profano, peccato e redenzione. Un’opera davvero esaustiva e oltremodo coinvolgente. Tutta la vita di Caravaggio è scandagliata per il tramite delle tele e di preziosi e rari documenti d’archivio; tutta la mappa dei viaggi fisici (Napoli, la Sicilia, Malta) è dispiegata; tutto il suo itinerario di travagli interiori ci viene restituito, come il clima di quella Roma, biografia e affresco storico in un’affascinante mistura.
Caravaggio a Roma. Il viaggio del Giubileo, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Studios in partecipazione con SKY e in collaborazione con Avvenire e con Gallerie d’Italia-Intesa Sanpaolo, sarà sugli schermi italiani dall’1 al 3 dicembre (elenco delle sale su nexostudios.it).
Innumerevoli e pregevoli sono i contributi di studiosi e critici che costellano la pellicola. Citiamo: Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese, Roma; Franco Cardini, storico; Antonio Ernesto Denunzio, vicedirettore delle Gallerie d’Italia, Napoli; Jago, scultore; Suor Maria Gloria Riva, fondatrice del Monastero delle Adoratrici Perpetue del SS. Sacramento di Pietrarubbia-San Marino; Monsignor Alberto Rocca, direttore della Pinacoteca Ambrosiana, Milano; Marco Roncalli, saggista; Thomas Clement Salomon, direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica Palazzo Barberini-Galleria Corsini, Roma; Antonella Scalessa, Archivio di Stato, Roma; Claudio Strinati, storico dell’arte e divulgatore; Maria Cristina Terzaghi, storica dell’arte; Monsignor Timothy Verdon, storico dell’arte e direttore del Museo dell’Opera del Duomo, Firenze.
“Per questo fu proprio durante l’Anno Santo del 1600 che Michelangelo Merisi trovò la sua consacrazione, presentando due tele destinate a cambiare per sempre la storia dell’arte e la sua vita: la Vocazione e il Martirio di San Matteo. Da quel momento, la pittura di Caravaggio non fu più la stessa: abbandonò le scene quotidiane per dedicarsi interamente al sacro, trasformando l’arte in specchio di una fede intensa e tormentata, intrisa di misericordia e di un profondo bisogno di redenzione. Questa urgenza si fece ancora più intensa dopo la condanna a morte e l’esilio, quando le sue opere si fecero cupe e drammatiche. Con i suoi appelli al perdono rimasti inascoltati, Caravaggio morì infatti da peccatore, in viaggio verso Roma, alla ricerca di una grazia che non riuscì mai a ottenere. Tra luce e tenebra, colpa e perdono, il film restituisce il ritratto intimo e potente di un uomo capace di scorgere la bellezza persino nel peccato. Un artista fragile e universale, che nel Giubileo 2025 torna a commuovere con la forza senza tempo della sua pittura.”
Un docufilm magnificamente strutturato, con il meraviglioso corollario caravaggesco che ancora ci emoziona e felicemente stordisce.
Alberto Figliolia
