Recensione: Ben Pastor – La sinagoga degli zingari


Stalingrado
Estate 1942, fronte orientale, il maggiore Martin von Bora della Wermacht, nonché membro dell’Abwehr, il servizio di controspionaggio militare del Terzo Reich, riceve dai suoi superiori l’incarico di cercare una coppia di rumeni, marito e moglie, due noti scienziati, eclissatisi dopo che l’aereo che li trasportava era stato costretto a un atterraggio di fortuna. Li rintraccerà, purtroppo ormai morti in quanto assassinati, con l’aiuto del maggiore Amerigo Galvani, in forza alla Terza Divisione Celere Duca d’Aosta. Chi ha commesso l’omicidio, per quali motivi e scopi è il nuovo incarico di von Bora, pressato per una rapida soluzione anche dal Generale Friedrich Paulus, comandante in capo della VI armata tedesca destinata a conquistare Stalingrado. E questa località, assai nota per quanto vi accadde appunto del corso della seconda guerra mondiale, a poco a poco prende il sopravvento nella narrazione, con i combattimenti per impossessarsene e con gli imminenti vincitori tedeschi che vengono circondati e stremati dalla fame e dal freddo, decimati dagli scontri, per doversi infine arrendere. E l’indagine? A tratti riaffiora, con sospetti che emergono, ma senza che abbiamo un riscontro positivo, così che tutto finirebbe dimenticato se Bora cadesse prigioniero, ma invece riesce con pochi dei suoi a forzare l’anello degli assedianti e, benché ridotto in fin di vita, riapproda dietro le linee tedesche. Ed è in una Praga occupata che il maggiore dell’Abwehr arriverà alla soluzione, forse inattesa, ma indubbiamente logica.
Era da un po’ di tempo che non avevo l’occasione di leggere i romanzi di Ben Pastor con protagonista questo ufficiale combattuto fra il senso dell’onore proprio del soldato prussiano e la coscienza dell’essere umano, una caratteristica che lo rende unico e di sicuro interesse e, a essere sincero, ero convinto che l’autore, a corto di idee, avesse interrotto una serie che lo ha reso famoso; e invece riecco un altro romanzo in cui la dimensione del dramma dell’assedio di Stalingrado ha un peso determinante, se non altro per le oltre 650 pagine dell’opera, di cui almeno la metà, se non di più, sono il resoconto di una delle più grandi battaglie della storia. Anche in questo caso, nella descrizione dell’atmosfera, dell’ambiente, degli scontri, nell’analisi psicologica approfondita dei protagonisti, Ben Pastor ha modo di mostrare le sue non di certo trascurabili capacità, ma forse presa dallo sviluppo della trama, magari anche un po’ esaltandosi, si è lasciata prendere la mano e ha scritto un po’ troppo. Non si tratta di un errore di particolare gravità, ma sta di fatto che La sinagoga degli zingari, pur restando appassionante, non è all’altezza delle opere precedenti.
La lettura resta indubbiamente gradevole, ma lo stile perde un po’ di quella fluidità sempre apprezzata nei lavori dell’autore, insomma il libro è buono, ma non eccellente.

Titolo: La sinagoga degli zingari
Autore: Ben Pastor
Prezzo copertina: € 17.00
Editore:Sellerio Editore Palermo
Collana:La memoria
Traduttore:Sanvito L.
Data di Pubblicazione:ottobre 2021
EAN:9788838942655
ISBN:883894265X
Pagine:672

Scrittrice italo americana Ben Pastor,  all’anagrafe Maria Verbena Volpi, nata a Roma il 4 marzo 1950 ma trasferitasi ben presto negli Stati Uniti, ha insegnato Scienze sociali presso le università dell’Ohio, dell’Illinois e del Vermont. Oltre a Lumen, Luna bugiarda, Kaputt Mundi, La canzone del cavaliere, Il morto in piazza, La Venere di Salò,  Il cielo di stagno, – ovvero il ciclo del soldato-detective Martin Bora (pubblicati da Hobby&Work a partire dal 2001 e poi da Sellerio) – è autrice di I misteri di Praga (2002), La camera dello scirocco, omaggi in giallo alla cultura mitteleuropea di Kafka e Roth (Hobby &Work), nonché de Il ladro d’acqua (Frassinelli 2007), La voce del fuoco (Frassinelli 2008), Le vergini di pietra e La traccia del vento (Hobby & Work 2012), una serie di quattro thriller ambientata nel IV secolo dopo Cristo.
Nel 2006 ha vinto il Premio Internazionale Saturno d’oro come migliore scrittrice di romanzi storici.
Le sue opere sono pubblicate negli Stati Uniti e in numerosi Paesi europei.
Un suo racconto è incluso nell’antologia Un Natale in giallo (Sellerio 2011).
Nel 2014 esce La strada per Itaca (Sellerio) e nel 2020 Il ladro d’acqua (Mondadori).

Renzo MontagnoliSito

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