Recensione: Alan Bennett – Nudi e crudi


Nudi e crudi narra il furto ai danni dei coniugi Ransome.
Bennett anche in Nudi e crudi ci regala la tipica ironia british; i due coniugi imborghesiti e abitudinari si ritroveranno vittime di un curioso furto, al rientro da una serata a teatro, ritroveranno il loro appartamento completamente svaligiato e quando dico completamente intento di tutto: moquette e arrosto nel forno compreso. Fin da subito Maurice e Rosemary si mettono alla ricerca dei propri averi e questo li porterà a imbattersi in pittoreschi e strani personaggi.
Avvenimento che causerà dei cambiamenti sul modo di vivere e di vedere le cose. Sposati da più di trent’anni, lui è un avvocato londinese pedante e grigio con la passione per Mozart, lei è una casalinga limitata e apatica legata ai talk-show televisivi, che dopo il furto,  avranno la capacità di rimettersi in gioco e di comprendere che la vita, vissuta fino a quel momento, è dettata dalla routine e dalla monotonia dell’accumulo per cose materiali senza dare più spazio al proprio essere.
La ricostruzione sarà totale e sicuramente migliorativa per i protagonisti.
I libri di Bennett sono brevi e con un ritmo teatrale, apprezzo le sue opere, perché con poche pagine riesce a estremizzare momenti di vita quotidiana portando sempre a una riflessione interessante.
Ne consiglio la lettura.

Titolo: Nudi e crudi
Autore: Alan Bennett
Prezzo copertina: € 10.00
Editore: Adelphi
Collana: Piccola biblioteca Adelphi
Edizione: 22
Traduttori: Arborio Mella G., Letizia C. V.
Data di Pubblicazione: aprile 2001
EAN: 9788845916106
ISBN: 8845916103
Pagine: 95

Citazioni: Alan Bennett, Nudi e Crudi

Le vittime decidono di essere vittime; furto, aggressione o incidente stradale che fosse, ogni sventura era solo il modo in cui certe persone inadeguate si segnalavano alla sua attenzione.

Mentre fissava assorto la moglie che leggeva, le sue orecchie erano piene di Martin e Cleo che gemevano, gridavano, si sfiancavano l’un l’altra una, due, tre volte, all’infinito. Per quanto lo mettesse, quel nastro non finiva mai di sbalordire: che due esseri umani potessero darsi così completamente e senza riserve l’uno all’altra e al momento presente andava oltre le sue capacità di comprensione, gli sembrava un miracolo.

«Mi ha fatto male,» rispose il giovanotto «ma adesso sto mettendo la sofferenza in prospettiva. Ti tocca, prima o poi».

Alla fin fine, tesoro mio, il matrimonio è questione di scelte, e noi qualcosa ci dobbiamo pure investire.

Il matrimonio è parso spesso a Mrs Ransome come una specie di parentesi, ed è appropriato che la frase con cui si rivolge all’infermiera («Credo che se ne sia andato») sia a sua volta fra parentesi e che sia quest’ultima piccola parentesi a chiudere quella più grande.

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

 

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