A un certo punto scoprimmo che i briganti portavano la divisa dei buoni, che in carcere erano finiti almeno due innocenti e i loro aguzzini là fuori continuavano a imperversare apparentemente indisturbati. Una storia purtroppo non insolita nella narrazione dell’Italia moderna. Tutto ebbe inizio negli anni Novanta del secolo scorso – ad Avezzano, in Abruzzo – quando verità e giustizia restarono sospese e tradite nel cuore di una vicenda oggi quasi dimenticata di orrore nascosto e a lungo neanche riconosciuto come tale, con un’ottica rovesciata o celata. In queste pagine c’è un insieme di brutte storie, un teatro reale di puro orrore. È una devastante sequenza di percezioni occultate con logiche criminali da chi invece il crimine avrebbe dovuto combatterlo e contrastarlo. E non è solo una vicenda di agenti di polizia infedeli, appunto di briganti con la divisa. C’è molto peggio: un intreccio di arresti illegali, prove fabbricate in modo grossolano ma purtroppo efficace. E poi, cittadini messi nel mirino e diffamati.Una storia vera che sembra un romanzo e che invece non ha bisogno dell’opera di fantasia per diventare un dramma che si divide fra tragedia e lieto fine dal retrogusto amaro.
Don Armando Zappolini – in una sentita prefazione – scrive: “La storia degli ultimi decenni nel nostro Paese si è riempita, purtroppo, di pagine buie che attendono ancora verità e che gettano sulle istituzioni democratiche ombre e sospetti. È perciò un dovere importante dei cittadini difenderle, soprattutto per riconoscenza e rispetto nei confronti di coloro che per farcele conquistare hanno dato il proprio contributo e talvolta anche la vita. Nel mio lungo impegno sociale accanto ai poveri e nelle tante iniziative contro la mafia ho vissuto storie e incontrato testimoni dai quali ho raccolto questo desiderio grande di denuncia di torti subìti da chi doveva proteggerli, di depistaggi di indagini, di domande rimaste a lungo (e forse per sempre) senza risposta. (…) L’impegno della denuncia è prima di tutto un gesto di riconoscenza e di stima per la stragrande maggioranza delle persone delle nostre istituzioni che mettono la loro vita al servizio della Costituzione e dei cittadini. Sono loro i primi a essere vittime di ciò che membri deviati e indegni compiono da anni nel Paese. Di questi bravi servitori dello Stato e delle istituzioni (forze dell’ordine, amministratori, funzionari, magistrati) ne conosco tantissimi e mi onoro della loro stima e della loro amicizia. È evidente la responsabilità politica di chi da decenni in modo trasversale e colpevole copre e alimenta questo “antistato” proteggendo interessi della criminalità organizzata e delle grandi lobbies economiche e finanziarie. Occorre un sussulto di dignità, per non far dissolvere in Italia quella coscienza civile che dal dopoguerra in poi ci ha permesso di vivere in un contesto di democrazia e di rispetto dei diritti delle persone”.
Stefano Tamburini nasce a Piombino (Li) il 25 febbraio 1961 da padre piombinese e madre elbana. Divoratore di libri e di strade dove consumare scarpe da marciatore, coltiva anche la passione per il giornalismo. Già a fine liceo i primi passi nella professione alla redazione piombinese del quotidiano “Il Tirreno”. Comincia poi un lungo viaggio nei giornali di mezza Italia. E di alcuni diventa direttore: Corriere Romagna, Agenzia Agl (che cura il notiziario nazionale per i 18 quotidiani locali del Gruppo Espresso), la Città di Salerno e Il Tirreno. Fra una direzione e l’altra,c’è anche l’incarico di coordinare supplementi e inserti per i giornali del Gruppo, in particolare quelli legati ai grandi eventi sportivi e all’innovazione tecnologica. Oggi è opinionista per il settimanale Autosprint. Il primo libro è del 2022: “Il prezzo da pagare”, con lo sport scenario di lotta a favore dei diritti umani e civili. È semifinalista al Bancarella Sport 2023. A novembre 2023 il secondo libro: “Beati, dannati e sogni truccati” (sottotitolo, “Lo sport tra favole e malaffare”). Il terzo è dell’aprile 2024: “L’uomo e il mare”, romanzo verità dedicato alla storia di un sub ucciso da uno squalo e ai tentativi falliti di ucciderlo ancora a suon di menzogne. Il quarto è dell’ottobre 2025: “L’Italia dei favori” (storie di Sistemi di Potere nel Paese degli Interessi particolari) vincitore della seconda edizione del Premio Pasolini a Venafro (Is).
Titolo: Briganti con la divisa. Indagini truccate, un innocente all’ergastolo, un giornalista scomodo arrestato e le istituzioni tradite
Autore: Stefano Tamburini
Prezzo copertina: € 16,00
Editore: Il Foglio Letterario Edizioni
Collana: Narrativa
Data di Pubblicazione: 5 settembre 2026
EAN: 9791256860821
ISBN: 1256860824
Pagine: 262
