Il diritto di fermarsi. Riflessioni intorno a «Crollare bene. Illuminarsi meglio (senza meditare alle 4)» di Jasmina von Büren
Ogni epoca costruisce la propria idea di successo. La nostra sembra averne scelta una piuttosto precisa: essere sempre disponibili, sempre produttivi, sempre capaci di reggere. Si lavora, si risponde, si pianifica, si migliora. Anche la crescita personale, negli ultimi anni, è diventata una forma di prestazione: leggere di più, meditare meglio, essere più consapevoli, più efficienti, più resilienti. Perfino il benessere rischia di trasformarsi in un traguardo da raggiungere, misurabile quasi quanto una carriera o un obiettivo economico.
In questo scenario, «Crollare bene. Illuminarsi meglio (senza meditare alle 4)» arriva con una voce che non alza il volume per farsi notare. Fa il contrario: rallenta; si sottrae alla competizione delle ricette, dei metodi infallibili e delle promesse. E proprio per questo finisce per distinguersi. Non perché dica qualcosa di clamorosamente nuovo, ma perché sceglie di affrontare domande antiche con un linguaggio che rinuncia all’urgenza di convincere.
Il libro nasce da un’esperienza concreta. Jasmina von Büren lo racconta senza trasformarla nel centro della narrazione: il terzo esaurimento, il momento in cui il corpo interrompe una corsa che la volontà avrebbe probabilmente continuato. È da quella frattura che prende forma un lavoro durato anni, alimentato da studi, osservazione e ricerca personale, fino a diventare un progetto editoriale sorprendentemente coerente. Non un diario, non un manuale, ma un luogo in cui esperienza e riflessione finiscono per sostenersi a vicenda.
Jasmina von Büren vive in Svizzera, lavora da oltre vent’anni nell’ambito della comunicazione e della formazione e affianca all’attività di scrittura un percorso dedicato allo sviluppo personale e al benessere emotivo. Esperienza che emerge nel libro non sotto forma di teoria, ma nella capacità di scegliere le parole con attenzione, evitando tanto il linguaggio specialistico quanto quello, spesso stereotipato, della divulgazione motivazionale. È una differenza sottile, ma decisiva.
L’ossatura del volume è costituita da oltre cento affermazioni progressive, accompagnate da riflessioni distribuite in quattro sezioni: Sopravvivenza e pace, Ricostruzione e autostima, Fioritura e fiducia, Espansione e sovranità. La progressione non rappresenta una scala gerarchica né una gara verso una versione migliore di sé. A uno sguardo attento, somiglia al ritmo con cui certe consapevolezze riescono a sedimentare nella vita di una persona: lentamente, senza annunci, quasi sempre lontano dagli occhi degli altri.
La stessa attenzione si ritrova nella lingua. Von Büren sceglie di rivolgersi costantemente alla lettrice e al lettore, evitando il maschile sovra-esteso senza ricorrere a soluzioni grafiche che interrompano il flusso della lettura. È un gesto apparentemente minimo, ma rivela una precisa idea della relazione con chi legge. Non si tratta soltanto di una questione linguistica; è il segno di un libro che prova davvero a includere, anche nelle sfumature.
Le affermazioni sono tutte scritte in prima persona e al tempo presente, modificando radicalmente l’esperienza della lettura. Chi apre il libro non osserva il percorso di qualcun altro, ma è invitato, quasi senza accorgersene, a prendere in prestito quella voce, a farla sua. Alcune frasi rimangono impresse proprio per la loro essenzialità. «Oggi scelgo di abbracciare l’incertezza con coraggio e gentilezza» è una di quelle. Non perché prometta una soluzione, ma perché restituisce dignità a una condizione, l’incertezza, che il nostro tempo considera quasi sempre un difetto da eliminare.
Il pregio maggiore di «Crollare bene. Illuminarsi meglio», tuttavia, non risiede nelle singole frasi. Risiede nel rapporto che esse costruiscono tra loro. Se letta isolatamente, un’affermazione può apparire semplice, inserita nella sequenza pensata dall’autrice, acquista invece un significato diverso, perché dialoga con ciò che la precede e con ciò che la segue. È il motivo per cui questo volume difficilmente può essere ridotto a una raccolta di citazioni da condividere sui social: perderebbe la propria architettura, che rappresenta forse il lavoro più interessante compiuto da Jasmina von Büren.
Sarebbe facile accostare questo libro ad altri titoli dedicati alla crescita personale. In parte è inevitabile. Eppure, durante la lettura, vengono in mente riferimenti meno scontati. Alcune pagine richiamano, per sobrietà e fiducia nella forza delle parole, la scrittura di Christian Bobin, dove la semplicità non coincide mai con la superficialità. Altrove riaffiora qualcosa della tradizione meditativa, non tanto per i contenuti quanto per il ritmo: la convinzione che una frase, riletta nel momento giusto, possa aprire prospettive che una spiegazione più lunga non riuscirebbe a raggiungere. Non sono influenze dichiarate, né paragoni stilistici. Sono affinità di sguardo, piccoli punti di contatto che collocano il libro in una tradizione più ampia della sola saggistica motivazionale. Forse è proprio questo l’aspetto che convince di più. «Crollare bene. Illuminarsi meglio» non sembra interessato a dimostrare qualcosa: non insiste, non seduce, non cerca continuamente il consenso del lettore. Gli lascia spazio, accetta persino l’eventualità che alcune pagine, oggi, non dicano nulla e che trovino invece il loro momento mesi più tardi.
Esistono libri che terminano con l’ultima pagina e altri continuano a vivere nella memoria per una frase, un’immagine o un’intuizione; ma ce ne sono alcuni che restano sul comodino, vengono riaperti senza un ordine preciso e finiscono, quasi inconsapevolmente, per accompagnare una stagione della vita.
È difficile prevedere quale sarà il destino di «Crollare bene. Illuminarsi meglio», ma è facile immaginare che molti lettori e molte lettrici non lo ricorderanno per ciò che promette. Lo ricorderanno per ciò che concede: il permesso, tanto semplice quanto raro, di smettere per un momento di combattere contro sé stessi.
Alessia Rosso
Titolo: Crollare bene, illuminarsi meglio (senza meditare alle 4)
Autrice: Jasmina von Büren
Editore: Self publishing
Genere: Crescita personale
Pagine: 341
