Non meri precursori o imitatori degli Impressionisti. La pittura en plein air era già una prerogativa dei nostri Macchiaioli, come sarebbero stati battezzati. Scene e luminosità di vita quotidiana caratterizzano la ricerca di questo gruppo composito e geniale, i cui esiti artistici sono posti all’attenzione del pubblico nella mostra che a loro dedica sino al 14 giugno Palazzo Reale.
L’esposizione, forte di oltre 100 opere, è prodotta da Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo Il Sole 24 ORE e Civita Mostre e Musei e si avvale degli studi di Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca. Fra i numerosi prestatori compaiono i più importanti musei italiani, come l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera, gli Uffizi e Palazzo Pitti, il Museo del Risorgimento e la Galleria di Arte Moderna di Milano, la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Museo Civico ‘Giovanni Fattori’ di Livorno e svariate collezioni private.
Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati, Raffaello Sernesi, Federico Faruffini e non solo, per un tuffo in interpretazioni nuove e visioni rivoluzionarie, capaci di un’importante opera concettuale, formale e di sprovincializzazione in un’Italia che ancora andava formandosi fra criticità e aspirazioni, rivolgimenti, sconvolgimenti, contraddizioni e speranze. “La mostra intende ricostruire la breve, ma intensa esperienza del movimento in un arco cronologico che va dal 1848 al 1872, data della morte di Giuseppe Mazzini, esule e clandestino in patria. A quel punto i Macchiaioli, convinti sostenitori delle idee politiche mazziniane, avevano ormai esaurito la loro carica rivoluzionaria, ma questa intensa vicenda artistica, politica e umana aveva segnato una delle svolte più radicali nella lunga storia dell’arte italiana”. Nel segno della diversità un afflato comune a legare artisti dalle personalità tanto spiccate. Fra i mentori Diego Martelli, critico d’arte e fondatore de Il Gazzettino delle Arti del Disegno, autentica tribuna per quelle idee innovative, scardinanti, contro le opinioni correnti.
E, se la Toscana – con Firenze quale capitale provvisoria del giovane Regno – fu epicentro, invero le provenienze artistiche erano disparate. “Furono pittori colti, consapevoli, ispirati dagli ideali razionali e illuministi della maggiore rivista del nostro Ottocento, la celebre “Antologia” (Firenze, 1821-1832). Si riconobbero tanto nelle idee di Mazzini quanto nelle istanze del Positivismo venute dalla Francia. In loro il culto della ragione si tradusse in quello del vero e, sotto questa insegna, combatterono con determinazione per ricollegare l’arte alla realtà, alla vita.”
La mostra offre un esaustivo e potente quadro d’insieme nelle 9 sezioni in cui è divisa: I grandi ideali e la difesa di Roma; Firenze e l’identità della nazione dall’età di Dante al Rinascimento; L’Unità d’Italia e l’epopea contemporanea; 1861. I Macchiaioli e l’Esposizione Nazionale; I percorsi della “macchia”; Il ritratto. Riflesso di un’umanità nuova; L’elegia del quotidiano; La morte di Mazzini e il Risorgimento tradito; Milano e la riscoperta dei Macchiaioli tra collezionismo e cinema. Toscanini e Visconti.
Come non rimanere incantati innanzi a La toilette del mattino di Telemaco Signorini, meraviglioso pittore mai abbastanza lodato, dipinto appartenuto niente di meno che al Maestro Arturo Toscanini, o alle raffigurazioni di Fattori, vivide testimonianze di storia? Garibaldi a Palermo, Soldati francesi del ’59, In vedetta, Signora all’aperto… O la nostalgica quieta magnificenza de Un dopo pranzo (o Il pergolato) di Silvestro Lega? O ancora… il popolo declinato nelle sue disparate manifestazioni, vedi Il ritorno dalla messa di Cristiano Banti; la materica e, al tempo stesso, metafisica Stradina al sole di Giuseppe Abbati, l’ossimoro della luce che, fra concreto e astratto, piove sulla viuzza animata da una sola (quasi enigmatica) presenza; l’allegoria Il trionfo della verità di Luigi Mussini; i paesaggi bucolici, i pascoli, gli orizzonti percorsi con lo sguardo e sognati, come nella tela Sul mare di Vincenzo Cabianca. Ed è solo un piccolo elenco…
Una mostra che ha un effetto, strano a dirsi?, riconciliante, un’immersione placida, riflessiva, nell’Italia che fu(mmo) e che ci credeva. Una lezione magistrale, esemplare, serena.
Alberto Figliolia
I Macchiaioli. Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano. Fino al 14 giugno 2026.
Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10-19,30; giovedì 10-22,30; lunedì chiuso. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.
Biglietti: Open € 17 | Intero € 15 | Ridotto da € 13 a € 10 | Ridotto speciale € 6. Esclusa prevendita. Audioguida inclusa.
Info e prenotazioni: tel. +39 02.81114994 (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18).
Siti Web: palazzorealemilano.it | mostraimacchiaioli.it.
Il catalogo della mostra I Macchiaioli, edito da 24 ORE Cultura, è disponibile presso il bookshop dell’esposizione, in tutte le librerie e online.
