Peccato veniale di Salvatore Samperi


A cura di Gordiano Lupi

Salvatore Samperi scrive un nuovo film insieme a Jemma e Parenzo cucito sul personaggio sexy e conturbante di Laura Antonelli che così tanto aveva stregato il pubblico in Malizia e nel successivo Sessomatto, girato da Dino Risi. Ancora una volta accanto alla bella attrice troviamo Alessandro Momo per ricostruire una coppia vincente sullo schema della commedia erotica che prevede un peccato in famiglia, con la matura cognata che seduce il cugino adolescente. La presenza di Laura Antonelli è così importante nell’economia della pellicola che i titoli di testa si aprono con la scritta a caratteri cubitali: Laura Antonelli in Peccato veniale. Peccato veniale fa registrare un nuovo successo di pubblico, pure se è una commedia balneare più debole e con minori pretese rispetto alla saga familiare di Malizia, riuscita critica di un ambiente sociale siculo e di una ben precisa epoca storica. Buona la regia – che non si fa mancare neppure uno spleetscreen a tendina per mettere in scena una telefonata -, senza pecche la sceneggiatura, interpretata da un cast è di tutto rispetto, sottolineata da una suadente colonna sonora scritta da Fred Bongusto – che interpreta se stesso come cantante di night – e arrangiata da José Mascolo. Citiamo alcuni brani d’epoca che completano un’intensa suggestione musicale: Meravigliose labbra, cantata da Johnny Dorelli, Cha cha cha della segretaria, Lacrime amare, interpretata da Fred Bongusto. Citazione cinematografica: Totò lascia e raddoppia? (1956) di Camillo Mastrociqnue, quando il ragazzino porta al cinema Laura e la fidanzata e tra di loro comincia un gioco di seduzione. Il film è ambientato a Forte dei Marmi, nell’estate del 1956, racconta l’iniziazione sessuale di un sedicenne, così innamorato della provocante cognata da trascurare le attenzioni di una bella coetanea (Guerritore).
Orazio Orlando è l’incauto marito che affida la bella moglie Laura nelle mani di un fratellino adolescente, prima soltanto turbato dalle grazie femminili ma con il passare del tempo sempre più intraprendente. Laura sembra trattare l’adolescente come un bambino, ma poi tra i due comincia un gioco di seduzione sempre più spinto – a imitazione delle sequenze di Malizia -, fino a quando la donna si concede nella cabina al mare dove il ragazzo si era rifugiato in preda allo sconforto. Samperi calca la mano sul grottesco immortalando il marito cornuto in un brindisi finale alla perduta verginità del fratello minore, inconsapevole che proprio sua moglie è stata la nave scuola. Merita le corna perché rappresenta un personaggio gretto e sciocco, che cerca di tradire la moglie con una vecchia amante (Boschero) e non porta a compimento il progetto solo per vigliaccheria. Laura e il cognatino adolescente hanno compiuto il loro peccato veniale e sono complici nel tornare ognuno alla vita normale, senza confessare ad alcuno la trasgressione.
Samperi affronta ancora una volta il tema dell’attrazione sessuale tra una donna adulta e un ragazzino, condizionando la creazione di uno stereotipo che farà scuola, riprodotta in numerosi film della commedia sexy che adatteranno l’idea originale a situazioni diverse. Si pensi a pellicole come La cognatina (1975) di Sergio Bergonzelli, interpretata da Karin Well, ma l’elenco delle imitazioni – molte di livello davvero infimo – è interminabile. Laura Antonelli consolida la sua immagine di prima attrice del cinema erotico italiano, una donna bellissima che sfoggia un sorriso genuino, un mix di ingenuità e dolcezza, ma anche di malizia e provocazione. Peccato veniale mette in scena situazioni già viste in Malizia, ma resta un prodotto di livello medio alto, di gran lunga superiore alle pellicole che lo imiteranno. Debutta nel cinema una giovanissima Monica Guerritore (fidanzata del ragazzino), destinata negli anni Ottanta a ricoprire ruoli interessanti in pellicole softcore ma successivamente anche in intensi lavori drammatici. La pellicola non presenta molte sequenze erotiche e Laura Antonelli compare sempre in vesti molto castigate, secondo la lezione di Samperi tutto va intuito e il trucco malizioso sta sempre nel limite incerto, quel si vede – non si vede che conferma uno stile d’autore.
Peccato veniale segue la tradizione della commedia balneare lanciata da Luciano Emmer (Domenica d’agosto) e anticipa le moderne produzioni dei fratelli Vanzina (Sapore di mare), mettendo in scena un film corale composto da una vera e propria galleria di tipi umani. Abbiamo il conte cornuto (Banfi) che racconta barzellette e ride solo lui, la ragazza pelosa (Ria De Simone), il bagnino veneto (Toffolo), il culturista sciocco (Vanni) che interpretano una sceneggiatura a base di sesso e comicità. Si vede solo un seno nudo in tutto il film ed è quello di Ria De Simone, convinta dai ragazzini che una pomata sulle mammelle le farà scomparire la peluria dal viso. Laura Antonelli è protagonista di molte situazioni maliziose ed è fotografata in tutto il suo splendore da Samperi che la immortala in audaci pose mentre indossa seducenti bikini color rosso fuoco. Basti ricordare quando si spalma le gambe di crema solare davanti al cognato e rivaleggia in seduzione con la bellissima Fiona Florence (moglie del cornuto Banfi). Altri momenti sexy: le palpate di sedere di Orazio Orlando a ogni saluto, il ragazzo che osserva la cognata in spiaggia nascosto dietro a un fumetto per non mostrare un’improvvisa erezione, la crema spalmata sul corpo, il seno nudo sul pattino (solo intuito), il cambio di costume in cabina, la lotta erotica con il ragazzino sul letto, il voyeurismo dalla porta di camera, infine il rapporto sessuale che non viene mostrato. Il film è intriso di malizia, non mostra molto, lascia spazio all’immaginazione, ma non per questo è meno erotico. Ottimi gli attori più anziani (Lilla Brignone e Tino Carraro), nel ruolo dei genitori del marito di Laura, ben calati nella parte comica da coppia navigata e inossidabile. Alessandro Momo è bravo, pur giovanissimo e di bassa provenienza artistica (fotoromanzi), muore a diciotto anni, dopo aver interpretato Profumo di donna (1974) di Dino Risi. Lino Banfi debutta in una commedia alta, dopo tanti lavori minori, e il suo personaggio che si esprime in un buffo pugliese (Ti spezzo la noce del caapocollo! Porca puttena!) che cambia le a in e resterà come topos irrinunciabile della commedia sexy. Stefano Amato è un’altra presenza che ritroveremo nel sexy scolastico.

Regia: Salvatore Samperi. Soggetto: Salvatore Samperi, Ottavio Jemma. Sceneggiatura: Ottavio Jemma, Alessandro Parenzo. Montaggio: Sergio Montanari. Fotografia: Tonino Delli Colli (Technicolor). Scenografie e Costumi: Ezio Altieri. Aiuto Regista: Marcello Crescenzi. Opeartore alla Macchina: Carlo Tafani. Assistenti Operatore: Renato Doria, Alessio Gelsini. Musiche: Fred Bongusto. Arrangamneti: José Mascolo. Edizioni Musicali: Ameuropa International. Segretario di Produzione: Neri Parenti. Fotografo di Scena: Angelo Samperi. Tecnico del Suono: Franco Bassi. Organizzazione di Produzione: Giorgio Adriani. Produttore: Silvio Clementelli. Casa di Produzione: Clesi Cinematografica. Interpreti: Laura Antonelli, Alessandro Momo, Orazio Orlando, Monica Guerritore, Massimo Vanni, Lino Banfi, Lino Toffolo, Lilla Brignone, Ria De Simone, Dominique Boschero, Fred Bongusto, Tino Carraro, Stefano Amato, Lino Banfi, Fiona Florence, Maria Grazia Bon, Michaels Barnes, Maurizio Mannocci, Maurizio Mastino, Pinara Pavarini, Carmen Sulli, Complesso Franco e i V. 10.

Gordiano Lupi
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