La sparizione di Emma Harte di Andrew Hughes mi ha lasciato una sensazione piuttosto insolita perché ho faticato durante la lettura, ma ho continuato a pensarci dopo averla terminata. La scrittura mi è sembrata spesso troppo piana per una storia che avrebbe avuto bisogno di maggiore profondità, come se alcune delle sue intuizioni più interessanti perdessero forza proprio nel momento in cui venivano raccontate. Eppure, una volta chiuso il libro, quelle intuizioni sono rimaste, mostrando una distanza tra la forza di ciò che Hughes vuole raccontare e il modo in cui riesce a farlo.
Emma Harte ha ventiquattro anni, è una giovane imprenditrice e scompare una notte nel centro di Dublino. Di lei rimangono poche tracce e alcune immagini delle telecamere di sorveglianza, sufficienti perché la sua assenza cominci rapidamente a riempirsi delle supposizioni e dei racconti degli altri. Anche il compagno Tom diventa irreperibile e i sospetti sembrano prendere una direzione precisa, ma Hughes sceglie di raccontare la vicenda attraverso James Lyster, un giovane curatore della National Library of Ireland che segue il caso con un interesse sempre più difficile da definire.
James lavora con fotografie post mortem dell’epoca vittoriana, nelle quali i morti venivano messi in posa per conservarne un’apparenza di vita. Il richiamo al presente è sottile ma evidente, perché oggi sono i vivi a costruire attraverso i social l’immagine con cui vogliono essere visti. James osserva ciò che gli altri mostrano e controlla con altrettanta attenzione ciò che lascia vedere di sé, anche a noi lettori, ai quali racconta soltanto la parte di verità che decide di concedere.
Quando conosce Libby, la ragazza con cui inizierà una relazione, sa già qualcosa di lei grazie alle tracce che ha lasciato online, prima ancora che sia lei a scegliere cosa raccontargli. In questa apparente normalità Hughes coglie qualcosa che appartiene ormai alla nostra vita quotidiana: lasciamo aperto un accesso alla nostra intimità senza sapere davvero chi entrerà a guardarla.
Dopo la scomparsa, il volto di Emma comincia a circolare sui social e sui mezzi di informazione, mentre persone che non l’hanno mai conosciuta cercano nella sua vita una spiegazione a ciò che le è accaduto. La donna reale lascia progressivamente spazio all’immagine costruita intorno alla sua assenza, fino a diventare una storia sulla quale chiunque può avanzare interpretazioni e giudizi. È qualcosa che conosciamo bene nella cronaca nera, quando il desiderio di capire oltrepassa il fatto e comincia a entrare nella vita della vittima, fino a quando una persona diventa un caso da seguire e consumare.
Quando a scomparire è una donna, lo sguardo finisce spesso per rivolgersi anche alle sue scelte, quasi che da qualche parte debba esistere un comportamento capace di spiegare ciò che le è accaduto. Cercarlo ci rassicura, perché ci permette di credere che esista un modo corretto di vivere capace di tenerci al riparo dalla violenza. La responsabilità, però, non appartiene mai alla vittima, qualunque siano state le sue scelte.
Anche noi lettori vogliamo sapere che cosa è accaduto a Emma, capire quanto possiamo fidarci di James e arrivare alla verità, mentre osserviamo con crescente disagio persone che cercano di impossessarsi della stessa storia. Hughes riesce così a rivolgere verso di noi lo sguardo che credevamo di poter riservare agli altri, costringendoci a riconoscere quanto sia sottile il confine tra il desiderio di comprendere e quello di sapere.
La scrittura non sempre riesce a sostenere tutto questo con la stessa forza e probabilmente è per questo che La sparizione di Emma Harte mi ha coinvolta meno durante la lettura di quanto abbia fatto una volta terminato. L’ho apprezzato più per ciò che mi ha fatto pensare che per il modo in cui me lo ha raccontato, ed è una distanza che rimane per me il suo limite più evidente.
Di Emma, alla fine, resta un’assenza intorno alla quale tutti hanno qualcosa da dire, fino a quando la persona che si cercava rischia di confondersi con quella che gli altri hanno deciso di vedere. Si può scomparire anche dentro il racconto degli altri.
Titolo: La sparizione di Emma Harte
Autore: Andrew Hughes
Prezzo copertina: € 20,00
Editore: 8TTO Edizioni
Traduttore: Cigognini C.
Data di Pubblicazione: 1 aprile 2026
EAN: 9788831263702
ISBN: 8831263706
Pagine: 400
Katia Ciarrocchi
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