Re Granchio (2021) di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis

Re Granchio si sviluppa su due diversi piani temporali e si dipana per due capitoli di ambientazione diametralmente opposta. Si parte dai giorni nostri, in zona Viterbo, dove incontriamo alcuni vecchi cacciatori che ricordano la storia di Luciano. Un lungo flashback ci porta alla fine del 1800, conosciamo Luciano – figlio di nobili ma ubriacone – che vive in un borgo della Tuscia come un reietto, un vero e proprio ribelle nei confronti delle regole stabilite dal principe locale. Luciano s’innamora di Emma, ma il padre della ragazza osteggia il matrimonio e cerca di far uccidere il ragazzo, mentre i gendarmi violentano e ammazzano sua figlia. Luciano viene accusato ingiustamente della morte della propria amata ed è costretto a fuggire nella Terra del Fuoco. Si apre il secondo capitolo, dove Luciano si finge prete e si mette alla ricerca di un mitico tesoro, assieme ad alcuni marinai senza scrupoli, per poter far ritorno in patria. In quelle terre lontane si celebra il rito della febbre dell’oro che provoca tradimenti, avidità e uccisioni, prima di giungere a un finale metaforico. Tra gli attori, molto bravo Gabriele Sili nella parte di Luciano, dotato di uno sguardo penetrante e della capacità di recitare anche con i silenzi. Re Granchio sarebbe l’animale capace di condurre sulle tracce del tesoro sepolto in un lago di montagna, basterebbe seguire i suoi movimenti e la direzione che prende. Tutta la prima parte è recitata in italiano con molte espressioni dialettali del viterbese (avrebbe meritato dei  sottotitoli), mentre la seconda parte è in spagnolo con sottotitoli (buona scelta).
Re Granchio è un buon lavoro, girato da due registi esordienti grazie a una produzione molto costosa (Italia, Argentina e Francia), ambientato a Vejano nella Tuscia (tutta la prima parte) e a Ushuaia in Isola Grande, Terra del Fuoco (seconda parte); fotografato da Simone D’Arcangelo con perizia tecnica notevole, tra paesaggi campestri, montagne e laghi alpini; montato in maniera compassata da Andrés Pepe Estrada (106’ sono molti, forse eccessivi). Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis scrivono, sceneggiano e dirigono il film, mostrando una grande tecnica di base, impostata su primi piani e panoramiche che sono una vera gioia per gli occhi. Un film che per gustarlo a fondo servirebbe il grande schermo, vale per ogni pellicola, ma questa ne avrebbe grande necessità per gli spazi estesi in cui è girata tutta la seconda parte. Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2021 nella sezione Quinzaine des Realisateurs, non ha circolato molto nelle sale italiane. Visto su Rai 5, reperibile su Rai Play. Si consiglia la visione a chi è preparato per una pellicola d’autore dai tempi compassati, che subisce un’impennata solo nella seconda parte, quando la storia campestre ottocentesca d’amore e morte si trasforma in un western vendicativo.

Regia: Alessio Rigo de Righi, Matteo Zoppis. Soggetto: Alessio Rigo de Righi, Matteo Zoppis, Tommaso Bertani, Carlo Lavagna. Sceneggiatura: Alessio Rigo de Righi, Matteo Zoppis. Fotografia: Simone D’Arcangelo. Montaggio: Andrés Pepe Estrada. Musiche: Vittorio Giampietro. Scenografia: Fabio Ferrara, Marina Raggio, Fabrizio D’Arpino. Costumi: Andrea Cavalletto. Produttori:Tommaso Bertani, Augustina Costa Varsi, Ezequiel Borovinsky, Thomas Ordonneau, Massimiliano Navarra, Ezequiel Capaldo, Eugenia Molina. Case di Produzione: Ring Films, Shellac Sud, Wanka Cine, Volpe Films, Rai Cinema, Centre National du cinéma et de l’image animée, Instituto Nacional de Cine y Artes Audiovisuales, Programa Ibermedia. Distribuzione (Italia): Istituto Luce Cinecittà. Lingua Originale: Italiano, Spagnolo. Paesi di Produzione: Italia, Spagna, Argentina. Anno: 2021. Durata: 106’. Genere: Avventura, Drammatico. Interpreti: Gabriele Sili (Luciano), Maria Alexandra Lungu (Emma), Mariano Arce (Gauchito), Claudsio Castori (Galoppino), Domenico Chiozzi (Galoppino), Ercole Colnago (Oste), Bruno Di Giovanni (Padre), Dario Levy (Lennox), Severino Sperandio (Severino), Jorge Prado (Capitano), Daniel Tur (Ventura), Enzo Cucchi (Principe).

Gordiano Lupi

 

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