Lo sposo indeciso avrebbe un titolo completo interminabile, infatti soggetto e attributo della frase vengono completati dalla locuzione “che non poteva o forse non voleva più uscire dal bagno”. Giorgio Amato è un autore completo che dirige, scrive e monta il su film, il problema è che vuol essere troppo originale superando i confini di un accettabile paradosso. In breve la trama. Il professore Gianni Buridano (Tognazzi) – il cognome è tutto un programma -, filosofo anticlericale, sta per sposare in chiesa (nonostante tutta la sua opera sia fondata sulla critica anti ecclesiastica) Samantha (Pastorelli), una ragazza che lavora come addetta alle pulizie nella sua università. Nonostante le differenze sociali e culturali, i due decidono di compiere il grande passo. Ed ecco la variabile impazzita: siamo al giorno delle nozze e lo sposo si chiude in bagno, non ne vuole più uscire, da qui partono situazioni grottesche e surreali. L’amore tra i due pare frutto di una stregoneria (la maga Cecilia – alias Gerini – avrebbe orchestrato tutto), ma il filosofo resta indeciso (proprio come l’asino di Buridano) su quale strada prendere e non accetta di bere la pozione magica che forse lo salverebbe. Attori bravi come Pannofino e Pesce nei ruoli da comprimari, bene anche la Gerini e una rediviva Ornella Muti, per finire con Colangeli, medico endocrinologo. I protagonisti hanno i volti e le caratteristiche per interpretare ruoli così opposti e marginali, sia Gian Marco Tognazzi che Ilenia Pastorelli se la cavano bene, anche se il problema resta la storia. Lo sposo indeciso, che con il passare del tempo diventa sempre più indeciso e dal bagno proprio non esce, è un film con tante ambizioni e molte buone idee di partenza, purtroppo poco risolte in fase di sceneggiatura e male orchestrate nei dialoghi. Novantasette minuti di modesto teatro, sequenze dilatate (la giornata di pioggia), un montaggio da rivedere (sempre del regista) e una fotografia monocorde (Gabriele), il tutto sorretto da una buona colonna sonora rock composta da Eugenio Vicedomini. Lo sposo indeciso è cinema italiano contemporaneo nel senso peggiore del termine, rientra tra le storie che scelgono di non raccontare la vita reale ma cercano di far sorridere (e persino commuovere) ricorrendo al paradosso. Visto su Rai Uno in prima serata, il 27 settembre 2026, ha circolato poco, reperibile su Rai Play, se proprio volete farvi del male. Sconsigliato.
Regia, Soggetto, Sceneggiatura, Montaggio: Giorgio Amato. Fotografia: Andrea Gabriele. Musiche: Eugenio Vicedomini. . Costumi: Irene Trovato. Scenografia: Paola D’Andrea. Trucco: Viviana Ramassotto. Case di Produzione: Europictures, Adler Entertainment, MG PRODUCTION. Distribuzione (Italia): Europictures. Durata: 97’. Paese di Produzione: Italia, 2023. Lingua Originale: Italiano. Genere. Commedia. Interpreti: Gianmarco Tognazzi (Gianni Buridano), Ilenia Pastorelli (Samanta), Stefano Pesce (Edoardo), Francesco Pannofino (Remo), Morena Gentile (Lorena), Ornella Muti (Barbara), Giulia Gualano (Tina), Giorgio Colangeli (dottor Tagliacarne), Claudia Gerini (maga Cecilia), Giulia Elettra Gorietti (Nadia), Mimmo Ruggiero (Don Michele), Martin Loberto (Martino), Giselda Volodi (Rachele), Jenny De Nucci (Daniela), Valentina Paterna (Katia), Pietro Romano (Eugenio Fabozzi), Lucia Guzzardi (Teresa), Jozef Gjura (Mimmo), Marco Minetti (paramedico), Mary Poltroni (Sabrina), Federico Melis (Peppe), Gilles Rocca (Jonathan).
