Quel giorno… L’incanto di Nicola Schiavulli

Il romanzo narra una delicata, potente e folle storia d’amore realmente accaduta.
Non si sostanzia, però, soltanto nella narrazione di una tribolata ed insolita vicenda d’amore, connotata di voli pindarici e ampi coni d’ombra.
Esso vuole rappresentare, anche, un affresco su tematiche più ampie ed universali, quali: il rapporto con l’inesorabile trascorrere del tempo, la sottile linea di confine tra l’abisso esistenziale e l’incanto di un incontro, il radicamento dei ricordi e la caducità dell’esistenza, il potere condizionante del passato al quale sembra non esservi scampo.
Libero ha sessantatré anni, non è sposato, non ha figli. Segnato dai fallimenti sentimentali vissuti nella “prima giovinezza”, è compulsivamente portato a consumare amplessi con donne di strada. Nessuno di chi gli sta accanto ha sospetti sulle sue ossessive inclinazioni e sul suo baratro interiore, poiché conduce una vita apparentemente equilibrata e tranquilla.
Conosce Elide alla periferia di Bari, mentre è alla ricerca di facile compagnia. La donna è una prostituta di ventotto anni, madre di tre bambini, di indole mite e incline all’ascolto.
In poco più di due mesi, Libero se ne innamora. Il poter vivere una relazione d’amore con una donna così giovane, gli dà l’illusione di poter saldare i conti con il passato e, allo stesso tempo, di mettere a tacere l’orrore che egli prova per il profilarsi della vecchiaia. In ciò, aiutato dal temperamento della donna, connotato di ravvivante spontaneità, slanci fanciulleschi e incontaminata generosità d’animo. Elide, nel frattempo, smette di prostituirsi.
Ma, dopo un po’, una zona d’ombra emerge nel rapporto tra i due: Elide, a tratti e inaspettatamente, scompare, anche per più giorni. Non un messaggio, non una telefonata, non una risposta alle chiamate di Libero. Con il tempo le sue altalenanti assenze generano nell’uomo un profondo malessere, che manifesta apertamente e, talvolta, con rabbia. Riemergono i pensieri-lombrico, laceranti ossessioni del passato, che scavano nella sua mente e che riesce a tenere a bada soltanto imputando a sé la ragione del proprio malessere. Tra schegge di ricordi, frammenti di vita presente e colpi di scena, la storia – narrata con un lessico sobrio e materico, a tratti anche visionario, onirico ed evocativo – evolverà, in un oscillante caleidoscopio di emozioni, atmosfere crepuscolari e scenari di vivida introspezione emotiva. Sino alla rivelazione finale, fino alla deflagrazione. E oltre.

Titolo: Quel giorno… L’incanto
Autore: Nicola Schiavulli
Prezzo copertina: € 18,00
Editore: Edizioni Radici Future
Collana: Radici
Data di Pubblicazione: 2026
EAN: 9791254901182
ISBN: 1254901183
Pagine: 332

Nicola Schiavulli è nato a Bari, nel 1960.
Laureato in Scienze politiche, indirizzo storico-politico.
Autore di poesie (3° classificato nel concorso nazionale di poesia, narrativa, teatro – sezione poesia inedita, a cura del “Premio Letterario Osservatorio”, Bari, Auditorium La Vallisa, 27.02.2011; 2° classificato nel concorso letterario “L’incanto della bellezza”, Bari, Villa de Grecis, 26.09.2020; finalista al reading di poesia e musica tenutosi, il 18.09.2022, presso il “Circolo Unione”, Bari), esordisce nel mondo dell’arte come attore di teatro in numerose rappresentazioni, tra cui: “Musica estranea cosa” (1985), liberamente ispirata al testo della “Scatola sonora” di A. Savinio; “Un amore gotico” (1987), adattamento scenico del carteggio tra Abelardo ed Eloisa; “La Donna di picche” (1989), tratta dall’omonimo testo di A.S. Puskin.
Coautore, insieme allo storico, prof. A. Giannuli, del libro “Storie di intrighi e di processi – dalla strage di Piazza Fontana al caso Sofri”, Ed. Associate, Roma, 1991.
Lavora presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dove, attualmente, svolge attività di ricerca empirica in diritto del lavoro applicato alle Pubbliche Amministrazioni.
È alla sua prima esperienza come scrittore di narrativa.

 

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