Prima visione: Una storia senza nome


Recensione film “Una storia senza nome” per la regia di Roberto Andò

Le ferite della mafia
Della “Natività” (1609) di Caravaggio, rubata a Palermo 50 anni fa, si dice addirittura che sia finita in pasto ai maiali, e l’immagine è buona metafora sul destino di un’opera inestimabile in un intrigo assurdo dominato dalla mafia. Per ricostruire, e nello stesso tempo porre la domanda: come si racconta una storia come questa? il palermitano Andò di “Viva la libertà” sceglie il film nel film e un’affettuosa solidarietà citazionista col cinema. Regia di ROBERTO ANDÒ Riservata e innamorata dello Con Michaela Ramazzotti, sceneggiatore inetto Alessandro Gassmann Durata: 110′ (Gassmann) per cui scrive, mai COMMEDIA (Italia/Francia) accreditata, una soggettista (Ramazzotti) riceve una storia imperdibile sul furto. La combinazione dei piani è un po’ schematica, la Ramazzotti poco in parte, ma la difesa civile della cultura si fa sentire, anche nella scelta della parodia come specchio del contemporaneo.

Silvio Danese

Titolo originale: Una storia senza nome
Nazione: Italia, Francia
Anno: 2018
Genere: Drammatico
Durata: 110′
Regia: Roberto Andò
Cast: Micaela Ramazzotti, Renato Carpentieri, Laura Morante, Alessandro Gassmann, Antonio Catania, Gaetano Bruno

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