Prima visione: Ricomincio da noi


Recensione film “Ricomincio da noi” per la regia di Richard Loncraine

Amori e avventure di allegri settantenni
Si fanno più libri che lettori. Si fanno più film che spettatori. Resiste però lo zoccolo duro degli “over 60”. Che da qualche anno sono un pubblico e un sottogenere: ah l’amore questo folle sentimento che, quando hai la tessera per il biglietto ridotto (da “Calendar Girls”a”EUa&John”). Ricca e viziata, nei suoi primi 70 anni Lady Abbott (nervosa, vitale Stauton) abbandona il marito scoperto in flagrante adulterio e chiede ospitalità alla sorella povera, ma serena (Celia Imrie) scoprendo in uno sconosciuto mondo working class che la vita non è una noiosa serie di pomeriggi del tè e che la paura di vivere può oscurare la paura di morire. Amabili conflitti di famiglia, un introverso, ma sensibile coetaneo (Spali), uno spettacolo di ballo, un barcone e il sogno della fuga, e tra le amiche una al quarto matrimonio andato a monte: «È finito per motivi religiosi. Lui si credeva Dio». Insomma, un entusiasmo tanto retorico quanto verace, per grazia e tempismo di ottimi attori, gira la sfiducia nel piacere di stare insieme confortando e divertendo. Al timone un navigato esperto di cine-teatro britannico.

Silvio Danese

Titolo originale: Finding Your Feet
Nazione: Regno Unito
Anno: 2017
Genere: Commedia, Drammatico, Romantico
Durata: 111′
Regia: Richard Loncraine
Cast: Timothy Spall, Joanna Lumley, Imelda Staunton, Celia Imrie, David Hayman, John Sessions, Josie Lawrence, Indra Ové, Richard Hope

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