Prima visione: Opera senza autore


Recensione film “Opera senza autore”, per la regia di Florian Henckel von Donnersmarck

AFFRESCO STORICO DAI TONI MELO
Melò storico “dal nazismo ai giorni nostri”, tre ore e passa dal premio Oscar per La vita degli altri. Un ginecologo nazista del programma di sterminio dei “deboli” diventa onorato primario comunista nella Dresda del dopoguerra, mentre il nipotino diventato adulto di una dolcissima ragazza che il medico fece gasare s’innamora della figlia, fugge con lei nel fermento di Berlino Ovest e scopre quanto l’arte sia l’unica verità. Gia nei primi minuti lo standard dell’immagine fa fiction e ci trasferisce dalla sala a casa e di lì, nonostante l’impegno epico, non si torna più indietro. Allora, è un film per la sala o è il dispositivo unitario di tre episodi di un’ora per la tv? Non è solo la questione dei tre capitoli e dei contenuti di sceneggiatura… E il bigino del poderoso Heimat di Reitz.

Silvio Danese

Titolo originale: Werk ohne Autor
Nazione: Germania
Anno: 2018
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 188′
Regia: Florian Henckel von Donnersmarck
Cast: Tom Schilling, Paula Beer, Sebastian Koch, Saskia Rosendahl, Oliver Masucci

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