Prima visione: Notti magiche


Recensione film “Notti magiche” per la regia di Paolo Virzì

Amarcord grottesco Un Virzì eroicomico
C’eravamo tanto… illusi. Nel cambio di generazione del cinema italiano (anni `90, le semifinali dei mondiali), quando i vecchi resistevano assediati e i giovani veneravano sfruttati, tre aspiranti presi come tre modelli d’autore a venire scoprono quanto è vero il detto: “te lo do io il cinema!”. Agile e onniscente narratore di una vicenda insieme epica e autobiografia, Virzì trasmette un presente storico viziato dal passato eroicomico, già in sceneggiatura: a partire dai tre protagonisti (i pur valenti Lamantia, Toscano e Vetere) il tratto caricaturale scelto per raggiungere una “giusta distanza” è doppio, quello del maestro di riferimento, Ettore Scola, e quello di Virzì, che intanto sta diventando un maestro. Nel piacere di ritrovare il fermento del cinema castrato dalla serialità tv, anche il ricordo di Fellini sfuma nella parodia involontaria, come il produttore fallito di Giannini o l’anziana Muti che mostra la farfallina in giardino. Il giallo che fa da cornice diventa infine un artificio da matita rossa.
Si va invece a divertirsi in coda ad attori trascinanti, i già citati e il migliore: Herlitzka. Amarcord.

Silvio Danese

Titolo originale: Notti magiche
Nazione: Italia
Anno: 2018
Genere: Commedia
Durata: 125′
Regia: Paolo Virzì
Cast: Ornella Muti, Jalil Lespert, Giancarlo Giannini, Mauro Lamantia, Giovanni Toscano, Irene Vetere, Roberto Herlitzka, Giulio Scarpati, Simona Marchini, Tea Falco, Marina Rocco, Paolo Sassanelli, Annalisa Arena, Eugenio Marinelli, Emanuele Salce, Andrea Roncato, Giulio Berruti, Ferruccio Soleri, Paolo Bonacelli, Regina Orioli, Ludovica Modugno

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