Recensione: Nicoletta Polla Mattiot – Esplorare il silenzio 1


A che cosa serve il silenzio? Superato il dilemma di partenza (serve o non serve?), accettato di sperimentarne il valore comunicativo, occorre riportarlo a un codice condiviso. Marcel Marceau, che da cinquant’anni calca le scene senza proferire una sola parola, sostiene che «tutte le arti, anche il silenzio, hanno una grammatica. Ma prima bisogna sintonizzarsi sull’anima: con il corpo, con il cuore, con lo sguardo. Non basta fare dei gesti». Non basta neppure stare zitti. Occorre uno scopo, una strategia, una volontà tattica. Tacere diventa significativo quando si è assoluta-mente in grado di parlare, ma si sceglie di non farlo. Non per negare la comunicazione, ma per espanderla. Non per sottostare passivamente a tabù o imposizioni esterne, semmai per aggirarli e obbedire al principio di efficacia. Non parlo per dirti di più e meglio quello che penso o voglio farti credere di pensare.

Esplorare il silenzio è un saggio scritto da Nicoletta Polla Mattiot, edito Enrico Damiani, con prefazione di Gigi Spina e un capitolo dedicato alla nascita e all’attività dell’Accademia del Silenzio, fondata da Nicoletta Polla-Mattiot e Duccio Demetrio nel 2010.
Viviamo sicuramente in questo periodo storico, un momento di completa confusione, dove siamo sempre iperconessi e in “contatto” con il mondo intero, vivendo relazioni a distanza e magari non guardando nemmeno in faccia chi condivide il nostro stesso tetto o, il sedile accanto a noi nel vagone su di un treno.
Viviamo un mondo di non silenzio perché tartassati e tormentati da parole e suoni urlati, quasi a voler essere una gara, nel farsi sentire più ad alto volume. Basti pensare ai suoni/rumori dei telefonini, alle parole urlate nelle strade o nei treni, autobus dove tutti parlano delle proprie situazioni, a volerne rendere partecipe il mondo.
Forse il tornare ad ascoltare la voce del silenzio sarebbe un po’ come ritrovare sé stesso perché come doveva Nietzsche “Meglio solo che assordato”.
L’autrice ci spiega di quanto il silenzio abbia da raccontare, e la citazione più appropriata è il teatro dell’assurdo di Ionesco, nello specifico “Le sedie” e poi del regista tunisino Taoufik Yrbali che con il suo spettacolo Femtella “sei attori restano in scena per un’ora fermi e zitti, osservando un silenzio e un’immobilità prolungata e senza pause”; questo è per indicarci quanto il silenzio sia carico di parole e di significato se solo torniamo ad avere la capacità di interpretazione, ma forse è proprio questo quello che non riusciamo più a fare perché siamo immersi nel rumore continuo e nella confusione conclamata dove la stessa pubblicità ci martella di parole.
Galileo Galilei Nel “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo” a me pone un dubbio: l’uso della parola non porta forse alla morte della parola? Forse è la mia interpretazione errata dello stralcio riposato dall’autrice né Esplorare il silenzio.
Il libro “Esplorare il silenzio” di Nicoletta Polla Mattiot è un interessante raccolta di saggi di diversi autori, pone delle domande e sicuramente provoca dei dubbi al lettore costringendolo a fermarsi nel silenzio per riflettere, ma ammetto che mi è mancata quella parte dell’anima che abita il silenzio, quell’anima che non può essere imprigionata da mille parole.

“Poco prima della predica di un maestro buddhista, un uccellino iniziò a cantare su un ramo fuori dalle mura del monastero. Il maestro tacque e tutti ascoltarono il canto in rapido silenzio. Appena l’uccellino smise, il maestro annunziò che la predica era finita, e se ne andò”

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

Titolo: Esplorare il silenzio
Autore: Nicoletta Polla-Mattiot
Prezzo copertina: € 14.00
Editore: ED-Enrico Damiani Editore
Collana: Logiche
Data di Pubblicazione: maggio 2019
EAN: 9788899438593
ISBN: 8899438595
Pagine: 268

 

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Un commento su “Recensione: Nicoletta Polla Mattiot – Esplorare il silenzio

  • emilio de tullio

    Segnalo, per correttezza, che il famoso mimo Marcel Marceau, nato a Strasburgo nel 1923, è deceduto a Cahors il 22 settembre 2007… quasi 12 anni addietro!
    Avendolo conosciuto di persona nel 1984, per motivi di fotografia in teatro, l’ho incontrato altre volte a Milano… poi mi sono interessato a distanza.
    …………………………………………
    Venendo al libro di Nicoletta P. M., che mi onora della sua amicizia per averla conosciuta per merito di Duccio Demetrio, mio amico dal 2007, e dell’appartenenza comune al Circolo milanese dell’Accademia del Silenzio… … trovo interessante e ben articolata la recensione qui sopra.
    Grazie e i migliori auspici per il nuovo libro di Nicoletta!

    emilio de tullio