All’inizio la scelta dell’autore mi ha spiazzata: niente nomi propri, solo ruoli: Padre, Madre, Maggiore, Minore. Una forma di spersonalizzazione che rende i personaggi apparentemente anonimi, ma che nel tempo si rivela una potente leva narrativa. È una narrazione per tipizzazione, in cui ogni figura diventa simbolo, archetipo, rappresentazione universale del dolore e della perdita.
La struttura del libro è originale quanto disarmante: si presenta come un inventario di 99 oggetti che si trovano in una casa, oggetti appartenuti ai due figli – Maggiore e Minore – morti in un tragico incidente: ogni oggetto è la chiave di accesso a un ricordo, a un frammento di vita, a una cicatrice emotiva. L’effetto che si crea è quello di un mosaico emotivo, ricostruito pezzo per pezzo.
La narrazione procede per lampi: brevi paragrafi, frasi essenziali, a volte solo accennate. Non c’è linearità cronologica: i ricordi affiorano in modo disordinato, come accade realmente nel lutto, quando il tempo si spezza e la mente si muove per associazioni improvvise. L’autore restituisce fedelmente questo disorientamento attraverso uno stile asciutto, minimale, mai retorico, che lascia spazio ai silenzi e ai non detti.
Nonostante la freddezza apparente della struttura – un inventario è, per definizione, qualcosa di razionale e distaccato – il libro è fortemente emotivo. C’è un’intensa intimità del dolore, raccontata con grande delicatezza; non c’è mai pietismo, né bisogno di colpire il lettore con scene drammatiche. Tutto è contenuto, trattenuto, e proprio per questo ancora più incisivo.
Il lutto viene raccontato nella sua matericità: non solo come assenza, ma come peso fisico delle cose che restano. Una maglietta, un paio di scarpe, una ciotola del cane, diventano testimonianze silenziose di vite spezzate, sono reliquie, ma anche trappole emotive. E sono, soprattutto, ciò che costringe i sopravvissuti a ricordare.
Lo stile di Michele Ruol è pulito, disciplinato, profondo, ogni parola è scelta con cura, ogni paragrafo è costruito per durare pochi secondi sulla pagina, ma lascia un’eco lunga nella mente del lettore. L’assenza dei nomi, che all’inizio può apparire una forzatura o una freddezza stilistica, si trasforma con il tempo in un elemento universale: la storia non è più di una famiglia precisa, ma di tutte le famiglie che hanno attraversato una perdita indicibile.
Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia è un esordio notevole, affronta il lutto in modo originale, mai compiacente, ma sempre rispettoso. È anche un libro sull’amore: sull’amore che continua a vivere nei gesti, negli oggetti, nella memoria. È ciò che rimane quando tutto il resto brucia.
Titolo Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia
Autore: Michele Ruol
Prezzo copertina: € 16,00
Editore: TerraRossa
Collana: Sperimentali
Data di Pubblicazione: 17 aprile 2024
EAN: 9788894845525
ISBN: 8894845524
Pagine: 208
Katia Ciarrocchi
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