CineRecensione: Led Zeppelin, “The song remains the same”


And as we wind on down the road/ Our shadows taller than our soul… (Stairway to Heaven, dall’album Led Zeppelin IV-Atlantic Records, 1971)

Sindrome di Stendhal. Applicabile all’arte, ma anche alla musica. Una vertigine che ti coglie dinanzi a un empireo, a volte anche un abisso, di bellezza. Che altro dire dopo avere rivisto e riudito The Song Remains the Same, il film intorno al celeberrimo concerto dei Led Zeppelin al Madison Square Garden di New York nel 1973? Specchio di un’epoca, opera composita, con inserzioni filmiche di stampo documentario –  ma soprattutto onirico o dell’immaginario del gruppo di Jimmy Page, Robert Plant, John Bonham e John Paul Jones – con tratti di parlato e immagini di repertorio, ma in primis la travolgente stupefacente adrenalinica arte musicale dei LZ.
Armonie psichedeliche, sinfonie elettriche, tessuti sonori preziosi, tappeti volanti con un carico di sperimentazioni raffinate e sempre diverse. Prodigioso gruppo e musica stellare, di altre dimensioni, che ti trascina in alto, altrove. Robert Plant e le sue straordinarie, variabilissime e misteriose alchimie vocali; Jimmy Page, un tutt’uno con la chitarra, strumento che è prolungamento della coscienza e dell’anima, in un virtuosismo senza confini e un dialogo che va oltre, una bravura mostruosa anche nel “maneggio” del theremin; John Bonham, imperatore di tutte le galassie delle percussioni; John Paul Jones dalla delicata e potente versatilità, che fosse alle tastiere o al basso. Una creatività e una visionarietà senza pari. Materiale per gli studiosi del futuro. Bach, Beethoven-Pink Floyd, Led Zeppelin…
Grandi capolavori – da Staircase to Heaven a Black Dog, sino a Whole Lotta Love –  con divagazioni e diramazioni nell’inesplorato. Magia pura. Oltre mezzo secolo fa e l’incanto non è finito.
The Song Remains the Same rivive ora in versione rimasterizzata e sarà visibile a tutti gli spettatori nelle sale cinematografiche italiane dal 25 al 27 marzo. Un’occasione da non perdere… “il rivoluzionario e ipnotico film-concerto che raccoglie le riprese delle elettrizzanti esibizioni dei Led Zeppelin”, nel cuore della Grande Mela, pianeta Terra. “Led Zeppelin: The Song Remains the Same, pensato appositamente per il cinema dagli stessi membri della band, offre anche l’opportunità di scoprire la vita personale dei membri del gruppo con filmati di backstage e di ripercorrere le loro “allucinazioni private”, narrate attraverso sequenze animate realizzate appositamente.”
La rimasterizzazione ha avuto la supervisione e il placet dei componenti della band. Il film-concerto, diretto da Peter Clifton e Joe Massot, è distribuito nelle sale italiane in esclusiva da Nexo Digital in collaborazione con Warner Music Italy e coi media partner Radio Capital e MYmovies.it.
Dal testo di Cameron Crowe pubblicato nella ristampa di The Song Remains the Same del 2007 (Courtesy of the Atlantic Recording Company/Warner-Cameron Crowe-August, 2007): “Ogni spettacolo che abbiamo fatto era diverso”, dice oggi Jimmy Page. “Non sapevi mai quando salivi sul palco cosa avresti fatto alla fine.” Ride dei ricordi ancora freschi dei concerti della band. “Una volta che una canzone veniva registrata ed entrava nel set, iniziava a mutare. L’intero aspetto improvvisativo… era un veicolo magico che volava collettivamente nella stratosfera. E man mano che uscivano altri album, il set diventava sempre più lungo…”. Era ovvio che una performance dal vivo dei Led Zeppelin dovesse essere filmata. Alla domanda recente di descrivere quell’anno spartiacque, Robert Plant ha risposto immediatamente. “Slancio”, dice. L’atmosfera del tour del 1973 è ancora palpabile per lui. “Il tipo di velocità a cui ci muovevamo, la vena creativa nell’aria […]  e non c’erano freni. Non potevamo fermare ciò che stava accadendo. Non avevamo idea di cosa fosse. Ma abbiamo continuato a provare, ad andare avanti, ad ogni spettacolo. E stavo ancora cercando di risalire al punto in cui tutto era iniziato, senza mai voler perdere il controllo… perché alla velocità con cui ci muovevamo, era quasi scellerato. Le forme cambiavano continuamente e cercavamo di rimanere in contatto con una sorta di incantesimo naturale per mantenere tutto a posto. Con i Led Zeppelin a quei tempi, con noi quattro, e l’abilità di Peter Grant, siamo stati in grado di portare tutto a casa e incentrarlo sulla musica. Le persone che lo vivevano, lo desideravano e ne avevano bisogno. Gente come noi.” Le “sequenze da sogno” sono state un’attività cinematografica divertente per la band. Page nota in particolare la gioia di Bonham.”
Il gruppo si sciolse sette anni dopo il concerto americano, disfacimento non per discordie, ma determinato anche dal trauma per la tragedia della precocissima morte del batterista del gruppo.
Fortunatamente ci rimangono questo film e la loro musica.
Wanna Whole Lotta Love? Un viaggio nell’infinito…

Alberto Figliolia

 

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.