Prima visione: La donna dello scrittore


Recensione film “La donna dello scrittore” per la regia di Christian Petzold

Neorealismo senza tempo
Tra Parigi e Marsiglia, dove la polizia reprime e arresta non definiti oppositori, un fuggiasco tedesco, cercando un imbarco per gli Stati Uniti, s’innamora della moglie di uno scrittore messicano forse scomparso. Già detto troppo, quanto alla sfasatura temporale e al romanticismo di clandestinità che cerca Petzold (La scelta di Barbara) trasferendo nell’oggi delle migrazioni il romanzo di Anna Seghers Visto di transito (1942) sull’occupazione nazista, lasciando invariata la macchina di precarietà, esilio, deportazione, dittatura, sospetto. Instabili, stranamente evocativi, tra speranza del futuro e nostalgia di un passato implicito, i personaggi appartengono a un inafferrabile “transit” tra gli apolidi di Raoul Ruiz e gli amanti impossibili del Resnais di Hiroshima mon amour. Divide.

Silvio Danese

Titolo originale: Transit
Nazione: Francia
Anno: 2018
Genere: Drammatico
Durata: 101′
Regia: Christian Petzold
Cast: Franz Rogowski, Paula Beer, Godehard Giese, Lilien Batman, Maryam Zaree, Barbara Auer, Matthias Brandt, Sebastian Hülk, Emilie De Preissac, Antoine Oppenheim, Louison Tresallet

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