Citazioni: Jonathan Safran Foer, Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi


Citazioni tratte da: Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi di Jonathan Safran Foer

Il primo messaggio di suicidio fu scritto nell’Antico Egitto, circa quattromila anni fa. Il suo traduttore lo intitolò «Disputa di un uomo stanco della vita con la propria anima». La riga iniziale recita: «Aprii la mia bocca alla mia anima, che potessi rispondere a ciò che aveva detto». In un alternarsi di prosa, dialogo e poesia, il seguito rappresenta lo sforzo di convincere la propria anima ad acconsentire al suicidio.

Un messaggio di suicidio somiglia in maniera impressionante al suo contrario.

Il cristianesimo si sarebbe diffuso se, invece che inchiodato su una croce, Gesù fosse stato annegato in una vasca da bagno? Il diario di Anne Frank avrebbe avuto tanti lettori se l’avesse scritto un uomo di mezza età nascosto dietro un armadio invece di una ragazza di inquietante bellezza nascosta dietro una libreria? In che misura hanno influito sul corso della storia il cappello a cilindro di Lincoln, il dhoti di Gandhi, i baffi di Hitler, l’orecchio di Van Gogh, la cadenza di voce di Martin Luther King, il fatto che al mondo non ci fossero due edifici più facili da disegnare delle Torri gemelle?

Nel frattempo, mentre penso – mentre voi pensate, mentre noi pensiamo – le nostre azioni e inazioni creano e distruggono il mondo.

Il tempo stempera le dicotomie etiche e favorisce un maggiore apprezzamento di quella che potremmo definire la confusione della vita.

Ogni decisione esige una perdita, non solo di quello che avremmo potuto fare, ma del mondo a cui la nostra azione alternativa avrebbe contribuito.

… a rivelare chi siamo è quello a cui rinunciamo.

Tu sai perché gli struzzi mettono la testa sotto la sabbia?
Perché pensano che nessuno possa vederli se loro non possono vedere nessuno.
Una cosa da idioti, vero? Salvo che gli struzzi non mettono la testa sotto la sabbia: ci mettono le uova perché rimangano al caldo e protette, e di tanto in tanto immergono la testa per girarle. Gli esseri umani guardano gli struzzi prendersi cura della loro prole e la scambiano per stupidità. Ma siamo noi gli animali convinti che il mondo diventi buio quando chiudiamo gli occhi. Scambiare l’elusione di un problema con la salvezza è in definitiva uno dei modi più efficaci per uccidere la nostra prole. Proprio come scambiare la conoscenza con l’azione. Nessuno vuole essere ipocrita, ma non è meglio battere le palpebre di tanto in tanto che tenere gli occhi chiusi? Quel che è importante misurare non è la distanza da una perfezione irraggiungibile ma quella da una passività imperdonabile.
Ho capito.
Per via della natura umana: persone come me, a cui dovrebbe importare e che dovrebbero essere motivate e dovrebbero fare grandi cambiamenti, trovano quasi impossibile compiere piccoli sacrifici per un significativo vantaggio futuro. Perché…
Basta.
Perché non ci ho neppure provato.

Noi siamo il Diluvio e noi siamo l’Arca.

Titolo: Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi
Autore: Jonathan Safran Foer
Prezzo copertina: € 18.00
Editore: Guanda
Collana: Biblioteca della Fenice
Traduttore: Piccinini I. A.
Data di Pubblicazione: agosto 2019
EAN: 9788823521216
ISBN: 8823521211
Pagine: 310

 

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