Recensione: John Niven – A volte ritorno


Dio non è sereno, è particolarmente scontento del comportamento umano, ma soprattutto osserva quanto accade sulla terra, ed è la distruzione: il mondo va a rotoli. Che cosa fare per risolvere la cosa? Forse mandare ancora una volta suo figlio Gesù sulla terra potrebbe aiutare. Gesù si troverà catapultato nel ventesimo secolo e come fare per comunicare con un’umanità? Soprattutto come fare arrivare il messaggio del padre Dio, all’umanità “Fate i Bravi”? Quale mezzo migliore se non la televisione con i suoi talent?
L’idea è interessante, ma trovo lo stile narrativo di Niven irriverente nonostante concordi perfettamente con l’ambientazione ironica. La trama ha, di base, un messaggio importante: la denuncia sociale e critica religiosa che porta senza dubbio a vari spunti di riflessione.
A volte ritorno è un romanzo decisamente sopra le righe. Dio arrabbiato e il figlio che a malincuore obbedisce agli ordini del Padre nel discendere e risolvere per quanto possibile, il problema: la maleducazione, la strafottenza, l’egoismo dell’essere umano… è geniale, ma come dicevo l’approccio narrativo in cui l’autore sviluppa questa idea, mi lascia perplessa. Quello che mi chiedo è: Davvero per fare rivoluzione bisogna essere fuori di testa? Ovvero: solo con la droga e l’essere totalmente disinibito con un linguaggio scurrile si può fare rivoluzione?
La parte iniziale del libro mi ha divertito e mi ha fatto sorridere, un Dio e un Gesù che fanno rivoluzione per portare un messaggio cercando di ricostruire quell’equilibrio ormai spezzato sulla terra, ha catturato totalmente il mio interesse, ma dopo un po’ la lettura mi ha stancata e mi sono dovuta forzare moltissimo nel portarla a termine, e me ne dispiace moltissimo, perché, nonostante le recensioni contrastanti avevo molte aspettative.
Il ritratto che John Niven fa della società americana (che rappresenta un po’ tutta la società mondiale di questo secolo) è decisamente realistico, il ritratto che fa della Chiesa e di tutte le religioni è dissacrante e veritiero, cinque secoli di storia umana sono esaminati e giustamente (?) ridicolizzati, ma ho trovato che il linguaggio usato abbia appesantito la narrazione portandomi alla noia ancor più della riflessione.

Titolo: A volte ritorno
Autore: John Niven
Prezzo copertina: € 13.00
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Edizione: 1
Data di Pubblicazione: gennaio 2015
EAN: 9788806225803
ISBN: 8806225804
Pagine: 388

Citazioni tratte da: A volte ritorno

– Sai com’è… – Satana si svacca sulla sedia, parlando con la bocca piena. –Detesto rammentarlo per l’ennesima volta, ma quella vecchia storia del libero arbitrio…
Si è rivelata una vera fregatura, temo.
– Non c’erano alternative, – risponde Dio.
– Facci caso, – dice Satana. – Nessuno ha fatto il mio gioco più dei cristiani duri e puri.
– In che senso? – chiede Dio.
– L’idea del peccato. Ci sono dei tipi che la metterebbero in culo a chiunque per racimolare qualche soldo, ma sono convinti che se trottano a messa ogni domenica e ripetono a pappagallo di credere in te finiranno ai piani alti.
Invece penso che chi si spara qualche innocuo spinellino o si sniffa qualche riga di boliviana finisce qui!

– Non ti stufi di tutte queste inculate? – chiede Dio.
– È un’ossessione, la tua, quella per il buco del culo.
– Faccio il frocio con il culo degli altri, dici? – se la ride Satana.

– Ti dico una cosa… – continua Satana. – Visto come vanno le cose lassù, adesso per me è una vera passeggiata.
Tutti quei reality show? L’unica ambizione di quei ragazzi è… – qui Satana fa una vocina da adolescente idiota – «essere cioè davvero, davvero famoso!» Insomma, tutto un pianeta di ego ipertrofici che gridano al prossimo: «Guardami! Guardami!» A nessuno frega di più una cippa di imparare qualcosa. Nessuno è interessato a eccellere in qualcosa per il gusto di farlo.

In ogni caso, ormai la frittata è fatta, pensa Dio con un sospiro, mentre si rende conto della piega che stanno prendendo i Suoi pensieri. Qualcuno avrebbe dovuto rispiegare al genere umano cosa significa «Fate i bravi».

Io sono a favore della pena di morte. Chiunque commetta un crimine orrendo deve ricevere una punizione adeguata. Così la volta dopo impara. (Britney Spears)

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

 

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