Recensione: Guido Cervo – Il generale di Diocleziano


Mi sono imbattuta per caso nell’ultimo romanzo di Guido Cervo, Il Generale di Diocleziano, e devo ammettere che è stato un bel colpo di fortuna.
Come negli altri romanzi di questa serie, l’autore ti catapulta nel mondo degli antichi romani e ti trovi a marciare insieme alla legione tebana, piuttosto che a commuoverti davanti ad un neonato che reclama, piangendo, il latte. La storia personale di Valerio Metronio che ho imparato a conoscere ed apprezzare nei precedenti tre romanzi di questa saga, si aggiunge di un nuovo e affascinante capitolo con quest’ultimo libro.
La lotta che deve ingaggiare contro nemici insidiosi e sfuggenti lo porta a confrontarsi anche con l’età che avanza e una maturità che ha acquisito a prezzo di sacrifici e rinunce. La sua integrità morale, così ben descritta, non lo allontana però dall’oggi, perchè è giunta passo passo, attraverso difficoltà che rendono il protagonista umano e vicino a noi. Una qualità che poi mi piace molto è l’abilità dell’autore di raccontare l’ambiente, i suoni, gli odori, i colori che rendono così apprezzabile la lettura.
Infine, lo stile. Guido Cervo sa usare la lingua italiana con tutto il suo bagaglio lessicale, rendendolo uno dei romanzieri contemporanei che più apprezzo in quest’epoca in cui si tende sempre ad appiattire verso il basso sia i concetti che il modo in cui vengono espressi.
Da leggere assolutamente.

Giuse

Titolo: Il generale di Diocleziano. Il legato romano
Autore: Guido Cervo
Prezzo copertina: € 18.90
Editore: Piemme
Data di Pubblicazione: ottobre 2020
EAN: 9788856677294
ISBN: 8856677296
Pagine: 392

 

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