Recensione Teatrale: Getsèmani-(Secondo cammino)-Gòlgota


(Getsemani-Palazzo Litta Cusini Modignani, Milano, mercoledì 14 luglio 2021, sera)

Tre croci inclinate
sul selciato del cortile:
due vuote per sempre,
senza Gestas né Dismas;
la terza occupata a turno
da un Messia donna e un Messia uomo.
L’impiccato ama la corda,
che fu serpe nell’Eden,
la canapa dalla ruvida carezza
perché è l’ultimo suo contatto
con la materia della Terra.

Un velo volteggia come un tenue battito
di ali di farfalla mentre lanterne gettano
luce nel silenzio.
Venite con noi sulle croci
Seduti sul legno intriso
d’invisibile sangue;
e tocchi senza tocco
in questo giardino di pietra,
nel lutto dell’ipocrisia,
nel getsemani della solitudine,
nel frantoio della dimenticanza….
Oh, datemi una danza
di mani e di piedi fioriti!

Sul Golgota si spogliava la folla
al rombo senza voce dell’eclisse,
al nitrito sordo dell’Apocalisse;
dai quattro angoli del mondo un vento
di parole arcane e sogni di resurrezione
(ci avvolgerà il manto
di una notte trasparente?).
Poi, a girare in circolo
come la ronda dei dannati…
ai piedi di noi,
brevi e smarriti erranti,
nude crisalidi (o ermafroditi vaganti?)
dalle lunghe chiome biondocenere
che tremarono di dolore
per i mille e mille innocenti trucidati
e i mille x mille x mille
che sarebbero venuti.

(Lazzaro risorse, Giuda Iscariota
compì il suo destino
e sulle rive del Giordano un predicatore folle
continuava l’opera del Battista:
miele e locuste non mancavano
nella Terra di Dio e l’acqua scorreva
bisbigliando preghiere
al dio assente, alla morte
del sole)

L’ultima stazione è la casa
dei lebbrosi mentre la Parabola
del buon pastore echeggia,
nell’irridente tecnologia,
fra passi perduti e vigne abbandonate.
Ma un abbraccio ci salverà.
Anche se il nulla è in agguato
un abbraccio ci salverà;
un abbraccio con uno sconosciuto
(o una sconosciuta,
poco importa): lungo e dolce
fino alle lacrime non più trattenute:
catarsi, perdono, palingenesi.

(E la pietra rotolò dal sepolcro
e il Cristo raccolse la madre dolente,
ne cosparse il corpo martoriato
con il balsamo dell’amore eterno
e s’avviò verso l’orizzonte marino,
un viaggio a ritroso nel futuro più lontano,
verso le correnti cosmiche,
verso le stelle
dentro ciascuno di noi)

Alberto Figliolia

Scrivere una recensione in versi per un’opera teatrale… è quanto spontaneamente emerso o “impostomi” dalla potente suggestione generata dallo spettacolo itinerante Getsèmani-Secondo cammino-Gòlgota in scena al Teatro Litta (corso Magenta 24, Milano) sino al 24 luglio.
La parola subito al regista: “Il Getsèmani a cui mi voglio riferire non è quello storico/geografico. Questo per evitare ogni velleità di rappresentazione. Mi sembra più interessante estendere il significato simbolico di un luogo così conosciuto. L’intenzione è “praticarlo” su un piano che ha a che vedere con una condizione umana, la condizione in cui vogliamo metterci. Il Gòlgota è il luogo del cranio, o Calvario, riferito alla crocifissione. Quindi il Getsèmani + Gòlgota che vogliamo indicare è un luogo altro (un palazzo nel centro di Milano). Questo luogo altro è prima di tutto fisico, e poi mentale e di azione.”
Come detto, Getsèmani è uno spettacolo itinerante – inizia nel Cortile dell’Orologio del palazzo nobiliare, si sposta nella Sala del Teatro (sul palco), quindi nella Cavallerizza e nel suo Cortile – e interattivo, in quanto gli spettatori sono invitati a sedersi sulle tre croci della prima stazione, a simulare un contatto con le mani e le braccia degli attori, a girare intorno ai corpi di questi per terra avvolti da plastica trasparente/cellophane, a un abbraccio (sempre con la cortina di separazione trasparente) in scheletri di casette di legno, ad ascoltare dai cellulari, contemporanei profeti, alcune parabole evangeliche.
Sacro e profano. Ma non troppo profano, in quanto ciascuna delle nostre vite è sacrale. Condivisione sperata e distanza obbligata; comunione contro la distanza e la segregazione. Uno spettacolo complesso, dove i corpi svolgono le veci della parola – Body Theater – e la sostituiscono per il tramite di una simbologia profonda, che va oltre le mere leggi della logica.
“Il senso religioso? – ancora dagli appunti di Antonio Syxty – Sì, c’è. Ed è così: c’è un intento religioso, ma non nel senso della divulgazione, tantomeno nel senso della evangelizzazione, e neanche quello della possibile o probabile ‘rappresentazione’ di un senso religioso o di una religione, nella fattispecie quella cristiana […] Il nostro Gòlgota è quello del tempo delle diversità, delle ingiustize, della paura, dell’indifferenza, della malattia.”
Getsèmani è ‘un sentiero da percorrere’ – sempre Syxty a dire – ‘un cammino da fare’, ‘una relazione da intraprendere’. Il teatro è un’azione, prima di ogni altra cosa. Non credo si possa fare diversamente ora, perché il momento che è venuto è stato presagio di qualcosa che sarebbe accaduto. A dicembre del 2019 abbiamo intrapreso un cammino insieme. Poi il mondo è cambiato. Noi siamo cambiati. Qualcosa è successo. Ora noi riprendiamo quel cammino. E ci sentiamo diversi. […] A distanza di più di un anno ‘vissuto pericolosamente’ il nostro incontro continua, il nostro cammino riprende. Staremo ancora in silenzio, insieme a voi, ci guarderemo negli occhi, ci sdraieremo in terra, guarderemo il cielo nel tepore della notte di questo luglio del 2021 e cercheremo di interpretare i segni dei tempi.”
Più che stimolante le cellule del cuore e della mente. Bellissimo e struggente.

Alberto Figliolia

Getsèmani-(Secondo cammino)-Gòlgota. MTM Teatro Litta, corso Magenta 24, Milano. Dal 14 al 24 luglio 2021. Da lunedì a sabato, ore 21. Progetto di performance relazionale site-specific di Antonio Syxty con la collaborazione di Susanna Baccari. Con Carola Deho, Susanna Russo, Massimo Sansottera, Gabriele Scarpino, Bruna Serina de Almeida, Nicole Zanin. Installazione luminosa, Fulvio Melli. Disegno dello spazio e del comportamento, Susanna Baccari. Installazione e opere, Antonio Syxty. Costruzioni, Ahmad Shalabi. Direttore di produzione, Elisa Mondadori. Foto di scena, Alessandro Saletta. Produzione Manifatture Teatrali Milanesi.

Info e prenotazioni: e-mail biglietteria@mtmteatro.it, tel. 0286454545.

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