Anna Praderio – Memory Girl

C’è una strana magia nei ricordi: a volte sono preziosi, luminosi, salvifici, altre volte pericolosi e dolorosi come le ferite che non si rimarginano. (pag 21)

Memory Girl di Anna Praderio è un romanzo che all’inizio sembra muoversi dentro una dimensione riconoscibile, quasi leggera, per poi spostarsi con naturalezza verso qualcosa di più complesso. La storia segue Clarice, una giovane giornalista che si trova a fare i conti con una fase fragile della sua vita, segnata da una relazione appena conclusa e da una sensazione di instabilità che attraversa tutto ciò che la circonda.
Clarice vive a Milano e si muove in un ambiente che ha molto a che fare con il mondo del cinema, non solo per contesto ma proprio per il modo in cui lei stessa guarda le cose. La sua vita procede tra lavoro, relazioni e una quotidianità che sembra scorrere senza trovare un vero punto fermo, finché non accade qualcosa che rompe questo equilibrio. Clarice scopre di poter rendere visibili i ricordi, di portarli fuori dalla mente e trasformarli in qualcosa che esiste nello spazio, davanti agli altri. Questo cambiamento non la rende un’eroina, ma la costringe a confrontarsi con realtà difficili e spesso invisibili, mettendo continuamente a fuoco ciò che prima poteva essere ignorato.
Clarice è una protagonista costruita su una fragilità credibile, mai enfatizzata in modo artificiale, ma lasciata emergere attraverso le sue reazioni e il suo modo di stare dentro le cose. Il rapporto con Marco, che appartiene al suo passato ma continua a influenzarla, contribuisce a definire questo movimento, mostrando come anche le relazioni si trasformino quando cambia la consapevolezza di sé. I personaggi secondari si inseriscono in questo quadro senza sovraccaricare la narrazione, accompagnando la protagonista in un percorso che resta sempre centrato sulla sua esperienza.
La scrittura di Anna Praderio è scorrevole e accessibile, capace di mantenere una certa leggerezza anche quando affronta temi più complessi. Il legame con il cinema non è solo tematico ma si riflette nel modo in cui le scene vengono restituite, con una costruzione che richiama il montaggio e la sequenza, senza però risultare artificiosa.
Il tema centrale del romanzo è la memoria, intesa non come semplice archivio del passato ma come qualcosa di attivo, capace di incidere sul presente. Attraverso questa idea, il libro tocca questioni legate alla visibilità, alla difficoltà di riconoscere e accettare ciò che accade intorno a noi, e alla responsabilità che deriva dal guardare davvero. Emergono anche riflessioni sull’identità, sulle relazioni e sul modo in cui le esperienze personali si intrecciano con una dimensione più ampia e collettiva.
Tra gli aspetti più riusciti c’è l’idea di fondo, che tiene insieme il romanzo e gli dà una direzione chiara, però emerge una scrittura ancora acerba, con passaggi discontinui e un ritmo che a tratti si inceppa, soprattutto quando i temi diventano più complessi e non sempre trovano uno sviluppo all’altezza. Il risultato è un equilibrio fragile, che regge grazie all’intuizione di base.
Memory Girl si legge con facilità non è tanto per l’elemento fantastico, quanto per lo sguardo che il romanzo costruisce su ciò che viene visto e su ciò che resta ai margini.

Titolo: Memory girl
Autore: Anna Praderio
Prezzo copertina: € 16,50
Editore: Glifi Gallucci
Collana: Young adult
Data di Pubblicazione: 13 febbraio 2026
EAN: 9791222110806
ISBN: 1222110806
Pagine: 320

Katia Ciarrocchi
© Redazione Lib(e)roLibro

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