Zenit 1


di Frank Cappelletti

Sabrina versò il caffè nella tazzina, poi si sedette e sfogliò distrattamente la rivista di moda.
Mauro, suo marito, dormiva ancora,lei invece si era alzata presto.
Era domenica e aveva deciso di fare jogging.
La vita matrimoniale aveva logorato le loro anime,dopo quindici anni vissuti insieme,l’amore aveva lasciato ormai il posto a quella tacita sopportazione data dall’abitudine.
La loro era stata un’unione senza particolari momenti di estasi.
Si erano conosciuti,si erano piaciuti e dopo poco… sposati.
Lui, tutto sommato, era una brava persona,forse un Po piatto, un tipo senza tante velleità.
Era impiegato da sempre nella ditta di famiglia,che dopo la morte del padre era passata al fratello maggiore,un uomo intraprendente e ambizioso, che aveva fatto di tutto per cedere un posto di maggior rilievo a Mauro,ma senza riuscirci.
Sabrina si accese una sigaretta e ne aspirò il fumo.
Guardò fuori,la giornata era bella.
Continuò a pensare alla sua vita.
Nel frattempo suo marito si era svegliato.
“Buongiorno amore,ho fatto il caffè!”
Lui bofonchiò un saluto e bevve il caffè.
“Esci?” le chiese
“Pensavo di andare a correre!” rispose lei.
“Certo hai la faccia come il culo!”
“Non ricominciare ,per favore!” gridò lei.
“…devi smetterla con questa gelosia,sei assurdo !” Continuò.
“Ovvio,per te sono matto,ma cosa credi che non sappia leggere tra le righe, tu e quello stronzo di mio fratello!”
“Mauro tu sei pazzo! Ti ho ripetuto mille volte che non ci sono interessi tra di noi,è simpatico e divertente ma tutto qui.”
“Immagino in cosa consista il divertimento con lui. In ditta non fa altro che parlare e vantarsi di una sua conquista su internet…”
Sabrina nel frattempo si era avvicinata alla scarpiera e aveva indossato le scarpe da jogging.
“Sono stufo di questo tuo modo di evitare l’argomento,dillo che ve la intendete!”
Lei lo guardò,era esasperata dalla sua gelosia.
In passato lui aveva preso una sbandata per una tizia al mare,ma era stato incapace di gestire l’avventura e lei lo aveva scoperto appena tornato a casa. Era quindi lei ad avere tutti i diritti di stare all’erta.
“Ascoltami bene,per l’ultima volta,io e Fabio non ci vediamo,non scopiamo,niente di niente!”
“Tu passi troppo tempo su internet,tu e quel tuo maledetto blog di cucina…vi sentite lì vero?” incalzò Mauro.
Lei uscì sbattendo la porta.
Arrivò sotto la pineta e iniziò a correre.
Il ritmo dei passi,la respirazione corretta e l’andatura sciolta fecero calmare la donna.
Mauro aveva ragione,in un certo senso.
Sei mesi prima aveva iniziato a intrecciare un’amicizia un po’ più profonda con un’altra persona.
Tutto era cominciato con qualche battuta sul suo fisico, tutt’altro che magro. Inizialmente lei ne fu infastidita,ma il suo savoir faire e il modo garbato e gioioso di sfotterla,la intrigarono.
Poi si sa come vanno queste cose,un caffè tira l’altro,una fugace pizza mentre Mauro era a calcetto e trovarsi a letto dopo fu un gioco da ragazzi.
Certo non si poteva parlare d’amore ma quello svago sentimental-sessuale aveva reso meno monotona la vita della donna.
Non provava rimorso per ciò che faceva,certo,voleva bene al marito ma ” Zenit” come amava definire quella persona viste le emozioni vorticose che le faceva provare,la colmava di attenzioni che per una donna sono fondamentali.
Cominciò a sudare benché l’aria fosse tutt’altro che calda.
Aumentò il ritmo della corsa e mantenne l’andatura per circa ottocento metri,poi ritornò a un ritmo più lento.
Ripensò alla prima volta che aveva fatto sesso con l’altra persona,inizialmente stordita dalla cosa,mai e poi mai avrebbe pensato che potesse accaderle una cosa del genere.
Poi le vennero in mente i loro corpi nudi , il suo un po’ pingue, l’altro statuario.
Si stava eccitando.
Si fermò, dove aveva lasciato lo zainetto ,prese la minerale che aveva con sé e la bevve.
Controllò il cellulare,nessun messaggio.
Sospirò ,era già da qualche giorno che non aveva sue notizie,in quei casi essendo tutti e due sposati,la cautela non era mai troppa.
Si sarebbero visti quanto prima,di questo ne era certa.
Dopo un po’ di stretching,salì in auto e tornò a casa.
Trovò suo marito seduto davanti al pc.
“Trovato qualcosa di interessante in rete?” chiese sardonicamente.
Lui scosse la testa.
Si infilò sotto la doccia e lasciò che l’acqua le accarezzasse la pelle sudata,le venne in mente quando fece l’amore con Zenit lì sotto lo scroscio,era eccitata nuovamente,cominciò a toccarsi quando sentì il marito gridare.
Indossò l’accappatoio e uscì a vedere.
“Sei una puttana,ecco qua ho le prove.” Gridò Mauro.
Lei si avvicinò al computer e lesse il commento sul blog.
“Cognatina come te nessuno mai!!”
Fabio aveva commentato la ricetta di bouillabaisse,la zuppa di pesce provenzale, e come succede in mille casi come questo, aveva decorato la frase con smiles e cuoricini.
Sentì sbattere la porta.
Suo marito era uscito. Era la prova del tradimento che aspettava.
Tornò in bagno per asciugarsi i capelli.
Nel frattempo Mauro come una furia era giunto a casa di suo fratello.
Suonò e attese che la cognata aprisse la porta.
L’avvenente Giovanna,una quarantacinquenne con un corpo mozza fiato, lo accolse in hot paints e t shirt.
“Buongiorno !” disse lui.
“Ciao, Fabio non c’è è Rovigo per la fiera!”
“Si,lo so ,veramente sono qui per parlare con te”
E come un fiume in piena sparò a zero su sua moglie e la presunta relazione con Fabio.
Giovanna lo fissava con quello sguardo assassino che solo le donne riescono ad avere, quando stanno pianificando nella loro testa ,la distruzione di qualcuno.
Arrivò l’ora di pranzo,salutò la donna, ma non tornò a casa dalla moglie.
Era soddisfatto di ciò che aveva fatto,finalmente avrebbe avuto giustizia.
Si fermò in un ristorante dopo circa un’ora,ordinò una bistecca e una bottiglia di Chianti doveva festeggiare,a quell’ora ormai ,il suo amor proprio di marito tradito, era stato vendicato.
Giovanna parcheggiò l’auto sotto casa di Mauro e Sabrina,suonò il campanello e si fece aprire il portone.
Fece le scale a passo svelto.
Trovò la cognata ad attenderla sul pianerottolo.
“Ciao Giovanna…” disse.
Ma non riuscì a continuare la frase perché la cognata la spintonò dentro l’appartamento.
“Sei una troia !” l’apostrofò stringendole un polso.
“Ma che cazz…”
“Stai zitta puttana,Mauro mi ha raccontato tutto,da quanto tempo ti sbatti mio marito?” gridò
Ci fu poi,un attimo di silenzio che sembrò durare un’eternità,le due donne erano l’una di fronte all’altra,la prima con lo sguardo di una tigre ,la seconda che ancora non aveva capito cosa le fosse accaduto.
Poi Giovanna le strappò la maglietta e la baciò.
Fecero l’amore per terra,si leccarono e toccarono finché non ne furono sazie.
Si spostarono poi, in sala e si rilassarono sul divano.
“Hai capito …” disse Giovanna
“…è arrivato come un pazzo a casa,pensavo che avesse scoperto che Zenit ero io,poi mi ha fatto quasi pisciare sotto dal ridere quando mi ha detto che tu e Fabio avevate una tresca nata su internet…Dio che scemo!”
Le due donne risero fino a farsi uscire le lacrime.
Giovanna si rivestì,era ora di tornare a casa.
“E ora cosa facciamo?” chiese Sabrina.
“Semplice, dirò a Mauro che voglio tenerti d’occhio ,così passeremo più tempo insieme,che ne dici?”
“Sei maligna e perfida,ma sono bagnata al solo pensiero !”
Si baciarono e la statuaria bionda uscì.
Sabrina andò in cucina e mise sul fornello il bollitore per il the.
Era stranamente soddisfatta,sorrideva ripensando a quella giornata.
Era allo Zenit della felicità!

Frank Cappelletti


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