Witold Gombrowicz: Una giovinezza in Polonia


Citazioni tratte da: Una giovinezza in Polonia di Witold Gombrowicz

Non riuscivo a capire come mai la cultura, l’istruzione e l’educazione falsificassero l’uomo, mentre l’analfabetismo dava risultati così positivi. Poi mi si fece luce.

“…Secondo me la gente semplice ha su di noi il vantaggio di condurre una vita naturale. Hanno bisogno di elementari e quindi anche i loro valori sono semplici, veri, onesti. Per esempio: un uomo semplice ha fame, dunque per lui il pane è un valore”.
(…)
“Per l’uomo ricco, invece, il pane non è più un valore, dato che ne ha quanto ne vuole. Viviamo una vita facile, artificiale. Non avendo bisogno di lottare per l’esistenza, ci inventiamo dei falsi bisogni. Per noi il valore diventa le sigarette, l’eleganza, la genealogia, i levrieri… Questa artificiosità dei bisogni produce anche l’artificiosità delle forme: ecco perché siamo così strambi e ci riesce così difficile trovare il tono giusto…”

“a vent’anni si è incendiari, dopo i quaranta pompieri”.

L’uomo è un essere sociale: che si integra subito e senza sforzo nel suo ambiente arriva certo a formarsi e ad acquistare una considerevole abilità… ma la sorgente delle sue energie più profonde si inaridisce per sempre ed egli non sarà che una persona tecnicamente utile, ma superficiale e limitata.

Ogni scrittore, per quanto distaccato dal mondo, scrive sempre per qualcuno, magari per un lettore immaginario. E’ chiaro che si scrive in modo diverso a seconda che ci si rivolga a un lettore colto, a un critico o a un semplice consumatore di carta stampata. Fino a quel momento, però anche chi scriveva per gli strati più infimi scriveva “dall’alto”: lo scrittore si abbassava, si, al livello delle masse, ma solo nella misura consentitagli dalla propria cultura e dalla propria buona educazione letteraria.

“Il viso della Gioconda: bellissimo!” scrivevo. “Ma a noi che ce ne viene? Sarà anche stupendo, però rende orribili le facce di quelli che l’ammirano. Sul quadro, la bellezza; davanti al quadro, snobismo, stupidità, sforzo ottuso di afferrare qualcosa di quella bellezza che ci sentiamo obbligati ad ammirare.”

“Dice un nostro proverbio: non il naso è fatto per la tabacchiera, ma la tabacchiera per il naso. E io dico: non l’uomo è fatto per la pittura, ma la pittura per l’uomo. La pittura va trattata dall’alto in basso, guai a cadere in ginocchio davanti ai quadri!”

Titolo: Una giovinezza in Polonia
Autore: Witold Gombrowicz
Prezzo copertina: € 16.53
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
A cura di: F. M. Cataluccio
Traduttore: Verdiani V.
Data di Pubblicazione: febbraio 1998
EAN: 9788807015359
ISBN: 8807015358
Pagine: 226

 

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